Un bilaterale tra Lorenzo Guerini e Annegret Kramp-Karrenbauer, protagonisti del nuovo appuntamento Strategic Dialogues di Formiche, Fondazione Adenauer e Csa. Ecco cosa hanno detto, tra Cina, futuro della Nato, autonomia strategica europea e collaborazioni industriali (da Leonardo-Hensoldt al carro armato del futuro)

Sono tempi “decisivi” per il futuro dell’Occidente, e Italia e Germania possono contribuire da protagonisti al rafforzamento della Difesa europea (con lo Strategic compass) e all’adattamento dell’Alleanza Atlantica, con gli occhi puntati al 14 giugno, quando a Bruxelles arriverà Joe Biden per il vertice della Nato che lancerà il nuovo concetto strategico. È la linea comune dei ministri Annegret Kramp-Karrenbauer e Lorenzo Guerini, protagonisti dell’evento web “La Nato tra difesa europea e sfide globali”, terzo appuntamento della serie “Strategic Dialogues”, un progetto targato Formiche, Fondazione Konrad Adenauer e Centro Studi Americani. Praticamente un bilaterale in diretta streaming, a poco più di un mese dall’incontro a Berlino tra i due, con tanti temi che restano nell’agenda comune. Dopo i saluti iniziali della direttrice di Formiche e Airpress Flavia Giacobbe e del direttore Konrad Adenauer Stiftung Italia Nino Galetti, il dibattito è stato moderato da Marta Dassù, board Centro Studi Americani.

LE MINACCE

“Decisivi” è l’aggettivo scelto da Kramp-Karrenbuaer, “cruciali” quello del collega Guerini, entrambi usati per descrivere i tempi attuali, scossi dalla pandemia e densi di sfide e minacce all’Occidente. Per la ministra tedesca la prima della lista è “la sfide sistemica posta dalla Cina”, Paese che “mantiene un ruolo ambivalente”, come potenziale “partner economico” e avversario “da affrontare sul tema del cambiamento climatico e dei diritti umani”, nonché della “penetrazione in Africa”. Segue la “sfide più concreta in Europa, la Russia”, che secondo la ministra tedesca “si sta trasformando in un polo anti-democratico”, anzi un “contro-polo all’Occidente”. Seguono poi le tensioni nel Mediterraneo orientale, l’instabilità di nord Africa e Medio Oriente, la competizione nell’Indo-Pacifico e la rivoluzione negli affari militari innescata dalle tecnologie emergenti e dai nuovi domini operativi, cyber e spazio. Su tutto questo, tra Italia e Germania “condividiamo la visione sullo spettro dei rischi e delle minacce alla nostra sicurezza”, ha detto Akk ricordando il bilaterale a Berlino di metà marzo.

LA DIFESA EUROPEA

Da ciò deriva la condivisione dell’esigenza di rafforzare la Difesa europea. Germania e Italia restano tra i principali sponsor dell’integrazione continentale, politica, strategica e industriale. A maggio 2019, insieme alle colleghe di Francia e Spagna, i due ministri scrivevano una lettera all’Alto rappresentante dell’Ue e agli altri Paesi membri per chiedere un’accelerazione sul tema, poi confluita in un budget da 7,9 miliardi di euro per il fondo Edf (2021-2027), che tuttavia appare “sotto-finanziato rispetto alla iniziative iniziali”, ha detto Guerini. Eppure, bisognerà “sfruttare al massimo i nuovi strumenti” messi a disposizione da Bruxelles, una prospettiva condivisa dalla collega tedesca.

VERSO LO STRATEGIC COMPASS

Ora l’attenzione è tutta per lo Strategic Compass, la bussola strategica attesa per il 2022 (nel semestre di presidente francese dell’Ue) che dovrà dare omogeneità alle prospettive di sicurezza e difesa, così da elaborare iniziative efficaci sulla scia della Global Strategy del 2016. Il tema è stato al centro del recente incontro a Lisbona, sotto la presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue, con gli altri colleghi europei e il commissario Thierry Breton. Nella fase di redazione del documento, ha detto Guerini, “è importante che emergano le differenze di valutazione, che il dibattito sia vero e il confronto serrato”. La bussola strategica, ha aggiunto, “deve diventare il punto di partenza fondamentale per il ruolo dell’Unione europea nel mondo”.

LE PROSPETTIVE STRATEGICHE

Su questo Italia e Germania condividono non solo la spinta a un elevato livello d’ambizione, ma anche la lettura strategica che ne è alla base. L’idea, ribadita da Guerini e Akk, è di una Difesa europea ben inserita nel legame transatlantico, non alternativa alla Nato, ma piuttosto un suo rafforzamento. È su questo che, rispetto agli allunghi di Parigi, Roma e Berlino sono sembrate allineate sul concetto di “autonomia strategica europea”, intesa non come indipendenza, ma come complementare rafforzamento del quadro transatlantico. “La mia convinzione – ha detto Guerini – è che lo sviluppo della Difesa europea possa rappresentare uno strumento per consentire all’Ue autonomia di intervento in aree di interesse, ma anche per rafforzare l’alleanza transatlantica”. Significa “sinergie e non duplicazioni”, ha chiosato il titolare di palazzo Baracchini. Su questo, “Italia e Germania stanno lavorando molto”. E infatti Akk ha rilanciato la necessaria convergenza tra i processi di riflessione in atto: da una parte lo Strategic Compass, dall’altro la “Nato2030”.

IL CONTESTO NATO

Il tema si lega evidentemente al futuro dell’Alleanza Atlantica, in vista del summit che, il prossimo 14 giugno, riunirà a Bruxelles i capi di Stato e di governo. Sarà il debutto europeo di Joe Biden, la cui amministrazione ha già riportato alla Nato i tradizionali toni di robustezza euro-atlantica dopo i quattro anni targati Donald Trump. Ciò, hanno spiegato i ministri, offre l’occasione per rilanciare l’Alleanza, tenendo conto le richieste di Washington agli alleati europei su spese e assunzioni di responsabilità non sono venute meno. Il tutto è parte della riflessione strategica “Nato 2030” avviata da Jens Stoltenberg, e sarà parte del nuovo Concetto strategico su cui il summit di giugno aprirà le danze. Germania e Italia vogliono contribuirvi da protagonisti, rispettivamente secondo contributore dell’Alleanza dal punto di vista finanziario e secondo dal punto di vista della partecipazione alle missioni militari. “Non è inutile riaffermare che la saldezza del rapporto transatlantico resta centrale”, ha detto Guerini, soprattutto oggi, nel “confronto con la nuova amministrazione americana”.

IL FOCUS SUI VALORI COMUNI

Alla base ci sono “i valori comuni, le nostre convinzioni e idee sullo Stato di diritto, la democrazia e la libertà”, ha notato la ministra tedesca. Eppure, “in un momento di grandi cambiamenti a livello mondiale, non è detto che tutto questo sarà condiviso dagli altri attori”. Dunque, ha aggiunto Akk, “se non vogliamo volgere le spalle ai nostri valori, allora dobbiamo essere in grado di affrontare le minacce poste nei loro confronti”. Ciò “dipenderà anche dal partenariato e dall’amicizia tra Germania e Italia”.

L’OPERAZIONE DI LEONARDO…

Su questo fronte si registrano occasioni di rilancio, soprattutto a livello industriale. Solo pochi giorni fa, Leonardo ha annunciato la stipula di un’intesa per l’acquisizione del 25,1% di Hensoldt, leader in Germania nel campo della sensoristica, con ambizioni in crescita tra robotica e cyber-security. È “un’ottima notizia”, ha detto Akk, in un campo che “sarà fondamentale per il futuro”. Una “ottima notizia” anche per Guerini, poiché “è un passo importante che può dar vita a un campione europeo nell’elettronica per la Difesa”. Poggia su una lunga storia di collaborazione bilaterale, destinata ora a proseguire.

…E IL CAMPO TERRESTRE

“Sono convinta che per il futuro seguiranno altri progetti”, ha detto la ministra tedesca ricordando il progetto EuroMale e l’esperienza comune su Eurofighter. “Credo – ha notato Guerini – che potremmo guardare anche ad altre dimensioni”, a partire da “quella più prettamente terrestre, sia sul piano bilaterale, che sul piano del grande orizzonte del progetto europeo Main Battle Tank”. È il programma per un carro armato del futuro, sul quale Francia e Germania (con l’Mgcs) sono per ora andate avanti da sole. “Credo che debbano registrarsi passi in avanti”, ha detto Guerini. È nota in tal senso la proposta di Rheinmetall Italia per un polo congiunto volto alla collaborazione nel settore degli armamenti terrestri, iniziando dalla sostituzione dei Dardo per l’Esercito fino all’ingresso italiano nel programma Mgcs. Si aggiunge all’ipotesi tedesca per Fincantieri, con trattative con Thyssenkrupp per i sommergibili. Tra i temi più spinosi c’è l’adesione a due progetti differenti per il velivolo di sesta generazione, il Tempest e l’Fcas. In prospettiva, ha concluso Guerini, l’auspicio è per una futura convergenza.

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