Su Repubblica un editoriale a doppia firma del Segretario di Stato Usa Antony Blinken e del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio celebra i 160 anni di relazioni diplomatiche. Mediterraneo, Libia, terrorismo in cima all’agenda condivisa. E i diritti umani al centro. Salzano (Simest): l’export continuerà a trainare la crescita

Un’alleanza lunga 160 anni, con al centro i diritti umani e le libertà fondamentali. Italia e Stati Uniti inaugurano l’anno celebrativo di 160 anni di relazioni diplomatiche. A dare il via è un editoriale a doppia firma su Repubblica del segretario di Stato Usa Antony Blinken e del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. Titolo: “Italia-Usa, le sfide comuni”. Svolgimento: un decalogo dei banchi di prova dell’alleanza centenaria ai tempi del Covid-19. In cima alla lista c’è “l’accesso globale ai vaccini”, i due Paesi “lavoreranno insieme e a fianco dei partner internazionali in tutte le sedi multilaterali”, scrivono al direttore Maurizio Molinari i due ministri. “Ora è il momento di dare nuovo slancio alle relazioni transatlantiche e rafforzare la cooperazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti a tutti i livelli”. Ue e Usa, chi lo avrebbe mai detto fino a quattro mesi fa.

Sul fronte della sicurezza viene ribadito “l’impegno reciproco in ambito Nato”. L’obiettivo “prioritario” è “la stabilità nel Mediterraneo allargato, che si estende dall’Afghanistan al Sahel”. Dunque il sostegno del “popolo” e “le istituzioni libiche nel loro percorso verso elezioni libere e corrette e verso una soluzione politica sostenibile alla crisi, nel quadro delle Nazioni Unite”.

E poi ancora la “lotta al terrorismo attraverso la Coalizione Globale anti-Isis”. Non manca un riferimento all’Afghanistan, un vero rompicapo per Joe Biden, che ha promesso il ritiro delle truppe Usa da maggio ma sa anche l’instabilità che il vuoto può lasciare nella regione. “In Afghanistan, le truppe italiane e americane operano spalla a spalla da vent’anni e non permetteremo ai terroristi di usare il suolo afgano per minacciare la nostra sicurezza e quella dei nostri alleati”.

Diritti umani al centro. “I diritti e le libertà garantiti dal Bill of Rights statunitense e dalla Costituzione italiana rappresentano l’architrave morale e giuridico che sostiene le nostre società e permette loro di prosperare”, ribadiscono Di Maio e Blinken. Un passaggio è dedicato anche all’economia, tra Italia e Usa “sussistono legami forti e di ampio respiro, che spaziano dai settori più tradizionali all’innovazione, alla tecnologia, alla ricerca scientifica e allo spazio”.

Il commercio è una priorità nell’agenda di Di Maio, che non a caso ha voluto portare dal Mise alla Farnesina l’Ice. Non è stato un anno roseo per l’export globale e l’Italia non ha fatto eccezione. Ma le esportazioni, in Ue come negli Usa, restano il traino della crescita italiana, ha ricordato sul Sole 24 Ore il presidente di Simest Pasquale Salzano.

“L’export e l’internazionalizzazione sono asset strategici per l’Italia da sempre – contribuendo per circa il 30% del nostro Pil e sostenendo il nostro tessuto manifatturiero, composto per il 90% da Pmi – ai quali non possiamo rinunciare”.

Certo, la pandemia ha segnato un cambio di fase e bisogna “essere consapevoli che ci sarà un certo grado di riorganizzazione intorno ad aree macro-regionali delle catene del valore”, ma “al tempo stesso la rinnovata esigenza di sicurezza non potrà che essere bilanciata correttamente con il bisogno di un Paese come l’Italia di continuare ad esportare”.

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