Ci sono in ballo 7.300 miliardi di metri cubi di gas naturale, si apre la possibilità di un mega pacchetto complessivo entro il 2035 in grado di cambiare gli scenari energetici globali

Sta entrando nel vivo il derby russo tra Novatek e Gazprom per la supremazia interna alla voce dossier energetico. Il player russo Novatek punta sulla penisola di Yamal, dove le licenze sono state concesse a Gazprom nel 2008, ma Novatek le pretende innescando una guerra tra potentati in chiave interna ma anche esterna, visti i numeri “geopolitici” di quel giacimento. Il pacchetto vale 140 milioni di tonnellate entro il 2035, un aumento di quasi cinque volte rispetto al 2020. Il dato, in prospettiva, potrebbe rendere la Russia un leader mondiale nel settore.

YAMAL

Non solo sono potenzialmente in ballo 7.300 miliardi di metri cubi di gas naturale, ma un movimento complessivo di un certo peso in grado di cambiare gli scenari. I giacimenti in questione si trovano nella parte nord-orientale della penisola di Yamal e sono considerati tra le maggiori risorse di gas naturale non sviluppato in Russia. Leonid Mikhelson, numero uno di Novatek, ritiene che dovrebbero essere approcciate come un progetto Gnl, passaggio che avrebbe veicolato direttamente al Presidente russo Vladimir Putin.

Ha anche incontrato Alexey Miller, capo di Gazprom, due settimane fa proprio per fare il punto della situazione. Il tema di una potenziale alleanza per Yamal è sul tavolo dal 2017 ma fino ad oggi non si è giunti ad un accordo, visto che l’intera regione di Yamal-Nenets ospita il 90% delle risorse totali di gas naturale del paese ed è molto appetito. Tra l’altro nel 2018 Novatek ha fatto registrare una primizia: per la prima volta il più grande produttore indipendente di gas (partecipato da Total) ha superato in assoluto il valore di mercato del colosso guidato da Alexey Miller.

DERBY

La differenza di vedute tra i due colossi risiede nella strategia futura su Yamal: mentre Gazprom vorrebbe consegnare il gas dei giacimenti di Tambey ai mercati per il tramite dei gasdotti, Novatek invece punterebbe ad esportarlo in forma liquida. Yamal rappresenta un versante fondamentale per le politiche energetiche di Mosca: il progetto Arctic LNG-2 di Novatek è partecipato da azionisti come la China National Petroleum Corporation (CNPC) di proprietà statale cinese e la China National Offshore Oil Corporation (CNOOC). La geopolitica del gas registrerà ripercussioni significative in tal senso visto che Arctic LNG-2 raddoppierà la produzione di Yamal, ponendola in cima alla scala di potere rispetto a Gazprom.

Inoltre da poco Novatek ha raggiunto un accordo con la cinese Shenergy nel solco dei solidi legami energetici russo-cinesi: per tre lustri spedirà 3 milioni di tonnellate all’anno di gas naturale liquefatto ai di Shanghai dove il Covid non ha rallentato la sete energetica. Anzi, il sistema energetico ha aumentato le proprie richieste a causa di una concomitanza di eventi come gli stimoli economici, il tetto governativo sui prezzi interni e stagione con temperature molto rigide.

BANCHE & GAS

Il settore bancario russo si è già mosso sul dossier Artico visto che alcune banche sono pronte a coprire il 51,6% dei costi totali del secondo impianto di gas naturale liquido (GNL) di Novatek sopra il Circolo Polare Artico, lo stesso pool che ha finanziato il primo impianto della società nella penisola di Yamal. Nello specifico si tratta delle banche russe VEB.RF, Sberbank e Gazprombank che copriranno la metà e un pool di banche estere, composto da China Development Bank (CDB), Export-Import Bank of China, Bank of Japan for International Cooperation (JBIC), Intesa Sanpaolo e Raiffeisen Bank International.

Novatek in questo inizio di 2021 ha già fatto registrare numeri positivi: la produzione di gas nel periodo gennaio-marzo è aumentata del 5,6%, pari a 20,15 miliardi di metri cubi (bcm). Sono aumentate anche le esportazioni, il 3,6% in più rispetto a dodici mesi prima.

twitter@FDepalo

Condividi tramite