Il ministro degli Esteri italiano era membro della delegazione a tre con cui l’Ue ha manifestato al governo Dabaiba la volontà di includere Tripoli in una partnership con l’Europa. Per far crescere la Libia, e renderla più sicura e in grado di controllare meglio i flussi migratori

“Gli incontri di oggi rappresentano un’ulteriore prova dell’impegno italiano ed europeo per la pace e la stabilità della Libia a sostegno dell’Autorità unificata transitoria. Siamo qui per riaffermare il sostegno dell’Unione Europea alle autorità libiche nel difficile processo di stabilizzazione, ricostruzione economica e riconciliazione nazionale”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in missione oggi, venerdì 28 maggio, a Tripoli con il collega di Malta Everist Bartolo e il commissario Ue per il Vicinato e l’Allargamento, Olivér Várhelyi.

La visita odierna ha avuto una focus centrale: il controllo dell’immigrazione. I tre membri europei hanno avuto un incontro con la minsitra degli Esteri, Najla Mangoush, che in questi giorni ha anche esposto un suo progetto per il controllo dei flussi a vari ambasciatori africani accreditati a Tripoli, a cui ha chiesto di condividere il peso della situazione, ricordando che la Libia è un paese di transito. Secondo Mangoush, “la crisi dell’immigrazione illegale richiede una politica globale e abbiamo visto la serietà dei ministri degli Esteri di Malta e Italia per risolvere questa crisi”. Una serietà legata ovviamente alla necessità che i due paesi hanno di controllare i flussi.

Questione affrontata anche con il ministro dell’Interno, Khaled Mazen, che guida il dicastero più attivo nelle operazioni di controllo dei migranti. Fonti diplomatiche indicano lo scopo di questo incontro nell’avviare un percorso per determinare il sostegno dell’Unione Europea, con la guida dell’Italia, a fini sociali ed economici. La ripresa della Libia, che sta intraprendendo un percorso di stabilizzazione sotto egida Onu e guidato dall’esecutivo Dabaiba, è considerata un passaggio cruciale anche per il controllo dell’immigrazione.

Il ministro italiano ha ricordato che “ci stiamo impegnando per ripristinare stabilità e sicurezza nella regione e affermiamo di essere dalla parte della Libia per raggiungere risultati concreti. Abbiamo apprezzato la partnership per combattere la migrazione irregolare e affrontare tutte le attività che violano gli standard internazionali. Chiediamo un focus sulla crescita economica, la creazione di posti di lavoro. Siamo qui per sostenere il Governo di unità nazionale. Vogliamo che la Libia sia un partner in vari campi con l’Unione europea, e siamo pronti a raggiungere le migliori condizioni di sicurezza e riattivare l’economia”.

Durante la conferenza stampa congiunta, Mangoush ha ricordato di aver già trattato “molte soluzioni” legate alla Libia con i paesi vicini e ha annunciato un accordo per proteggere i confini meridionali e fornire tutte le condizioni logistiche, sottolineando che la guardia costiera continuerà a far parte del processo di protezione delle frontiere marittime. “Siamo impegnati a ripristinare la stabilità e la sicurezza nella regione e abbiamo affermato il livello di partenariato per combattere la migrazione irregolare e affrontare tutte le attività che violano gli standard internazionali.”, ha ribadito l’italiano.

Roma e Tripoli hanno un accordo sul controllo dei rubinetti migratori: la Libia infatti è un territorio di passaggio. Da lì i migranti prendono le rotte del Mediterraneo; attraversamenti che rischia spesso di finire in tragedia, come visto nei giorni scorsi. La questione ruota anche attorno ai centri di controllo libici, più volte esposti come luoghi di detenzione in cui non si rispettano diritti umani e civili sui migranti. “La Libia chiuderà i centri di detenzione per i migranti se l’Europa fornirà dei dispositivi moderni per monitorare e seguire questa marea di persone”, ha detto oggi il Ajdid Maatuq Jadid, ministro di Stato per le migrazioni parlando con Agenzia Nova.

“Vogliamo vedere la Libia come parte del partenariato con l’Unione europea, abbiamo condiviso opinioni e valutato la situazione”, ha sostenuto il delegato europeo Várhelyi, aggiungendo: “Siamo pronti a lavorare con la Libia per la sua sicurezza e per il suo sviluppo”.

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