A favore di Navalny, contro il Nord Stream 2: Annalena Baerbock, candidata cancelliere dei Verdi, finisce nel mirino della disinformazia russa. Fotomontaggi di nudi e teorie del complotto…

Il Nord Stream 2, che tante tensioni ha generato tra Stati Uniti e Germania, sarà uno dei temi al centro dell’incontro di giovedì a Reykjavik tra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Mosca non è disposta ad alcun tipo di compromesso, nonostante le pressioni di Washington e delle capitale europee su Berlino. La cancelliera Angela Merkel tira dritto nonostante le voci critiche nel suo partito siano sempre di più e più forti.

A spaventare la Russia, però, sembra essere soprattutto l’ascesa dei Verdi tedeschi, oggi primo partito nei sondaggi e con buone possibilità di essere al governo dopo le elezioni di settembre (le prime dopo 16 anni senza Merkel). Così Annalena Baerbock, candidata cancelliere dei Verdi, è finita nel mirino di una campagna di disinformazione online che sembra giungere proprio da Mosca: fotomontaggi che la mostrano nuda per screditarla e scatti con al suo fianco il miliardario George Soros per includere all’interno delle teorie del complotto ebraico o del “Grande reset” sostenute dell’estrema destra.

Per Cem Özdemir, ex leader dei Verdi, “per evitare che i Verdi vadano al governo, il Cremlino le prova tutte”. “Siamo convintamente dalla parte dell’oppositore Alexei Navalny e contro il Nord Stream 2. Questo non piace a [Vladimir] Putin”, ha aggiunto. Il tabloid tedesco Bild cita esperti di sicurezza, tra cui analisti Nato, convinti che “Mosca abbia premuto il bottone anti Baerbock”. Secondo Gerd Schindler, già a capo capo dei servizi segreti esteri (Bnd) un tentativo simile da parte del Cremlino “sarebbe coerente con il quadro attuale”.

Nei giorni scorsi Baerbock aveva partecipato allo EU-US Future Forum, organizzato dall’Atlantic Council, uno dei principali think tank americani, assieme alla delegazione dell’Unione europea negli Stati Uniti. In quell’occasione, come raccontato su Formiche.net, si era presentata come un’ottima alleata degli Stati Uniti di Joe Biden. Ecco l’agenda di politica estera in quattro punti: “una politica estera attiva” da parte dell’Unione europea e della Germania con la Russia, a partire dal no al gasdotto Nord Stream 2; sì al sostegno alle truppe statunitensi ma l’impegno al 2% del Pil in difesa no; con la Cina seguire un approccio bideniano, facendo valere i diritti umani anche se “ciò non significa che non ci sarà più import/export”; un green deal transatlantico.

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