Elisabetta Belloni al Dis? Una buona notizia. Fonti del governo libico a Tripoli plaudono alla nuova Lady 007 italiana. Conosce il dossier da vicino, e ha già lavorato bene con il capo dell’Aise Caravelli. Ecco perché…

La nomina di Elisabetta Belloni alla guida del Dis passa anche dalla Libia? In parte sì: il dossier si dimostra ancora una volta un terreno di test per l’Italia e per la sua proiezione estera.

Da segretaria generale alla Farnesina, Belloni è stata tra le protagoniste della diplomazia libica. Sotto la sua direzione, ad esempio, l’Italia ha organizzato nel novembre 2018 la Conferenza sulla Libia di Palermo, con il primo governo Conte, che ha riunito in Sicilia 36 delegazioni internazionali.

Fonti libiche raccontano infatti a Formiche.net che, da segretaria generale alla Farnesina, la diplomatica italiana ha avuto una costante interlocuzione con molti degli uomini che hanno composto le istituzioni sull’altra sponda del Mediterraneo. Da Tripoli a Bengasi – fronti di una battaglia armata che in questi ultimi mesi sembra aver trovato una forma di stabilizzazione e un percorso negoziato – il giudizio su Belloni è unanime: esperienza, professionalità, capacità, competenza

L’ultima sponda libica a incontrarla è stata la ministra degli Esteri, Najla Mangoush, venuta a Roma per una fitta serie di meeting. L’entourage della guida della diplomazia libica racconta che sebbene ancora non ci sia confidenza, il feeling sembra già essersi creato. Non dissimile la descrizione che ne fanno le istituzioni del governo precedente, il GNA che si è instaurato a Tripoli – sotto egida Onu – proprio negli anni in cui la Belloni prendeva il ruolo di apice della Farnesina.

Rapporti personali e istituzionali sviluppati durante faccia a faccia e interlocuzioni a distanza. Incontri in cui il lavoro della diplomazia si è spesso affiancato a quello dei Servizi: come dimostra il costante impegno sul campo dell’Aise, sia nella figura dell’attuale direttore Gianni Caravelli (confermato da Palazzo Chigi al suo posto prima della scadenza del mandato), sia in quella dei suoi predecessori, tra Tripolitania e Cirenaica.

Non potrebbe essere altrimenti in un teatro come quello libico in qui diplomazia, intelligence e coordinamento militare formano un tutt’uno inscindibile. Come nel caso di Giampiero Massolo, Belloni entra nel ruolo al Dipartimento informazioni per la sicurezza portando un’esperienza diplomatica – anche lui era infatti segretario generale della Farnesina.

La diplomatica arriva a capo del Dis in un momento in cui la questione libica si surriscalda sul piano del controllo dell’immigrazione.

La bella stagione sta calmando le acque e i migranti che partono dalla Libia stanno tornando a solcare il Meditarraneo. Fonti giornalistiche italiane hanno già scritto che la riapertura della crisi migratoria e le varie sfide geopolitiche che dalla Libia si estendono al Sahel alla fascia mediterranea sono tra le ragioni alla base del cambio di scenario che ha portato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a nominare Belloni al posto di Gennaro Vecchione.

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