All’indomani della nomina a prossimo comandante della Stazione spaziale internazionale, Samantha Cristoforetti ha illustrato i suoi suggerimenti per gli aspiranti astronauti europei. Preparazione accademica, lavoro di squadra e tanta disponibilità al dialogo, questa la ricetta di AstroSamantha per i futuri esploratori dello spazio

“Per diventare un buon leader, bisogna prima essere stati un buon membro dell’equipaggio”. Così Samantha Cristoforetti ha commentato il suo ruolo quale prossimo comandante della Stazione spaziale internazionale (la prima donna europea a ricoprire tale posizione) nel corso della conversazione con David Parker, direttore dell’Esplorazione umana e robotica dell’Agenzia spaziale europea (Esa). L’occasione, organizzata sulla WebTv dell’Agenzia, è stata un momento per rispondere ad alcune domande del pubblico sul bando per i prossimi astronauti europei.

ASPIRANTI ASTRONAUTI CERCASI

“Inviare la candidatura è un sicuro modo per incrementare le proprie possibilità di essere scelti”, ha scherzato AstroSamantha alla domanda di Parker sui suggerimenti dell’astronauta agli aspiranti esploratori dello spazio. Naturalmente restano i requisiti più stringenti di una rigorosa preparazione accademica tecnico-scientifica, indispensabile per quella peculiare professione che è l’astronauta, tuttavia Cristoforetti ha voluto sottolineare altre capacità più “umane” indispensabili per la vita nello spazio: “la capacità di lavorare in squadra è indispensabile, e soprattutto la capacità di sdrammatizzare con una risata le tensioni che, invariabilmente, possono nascere in un team”. L’astronauta italiana ha anche sottolineato l’importanza di tutte quelle esperienze che hanno contribuito alla formazione della persona a tutto tondo: “Nel vostro Cv dovreste segnalare qualunque occasione dalla quale vi sentite di aver imparato qualcosa”.

OLTRE LO SPAZIO

“Ogni astronauta è grato alla propria famiglia per il supporto ricevuto, indispensabile per poter fare queto incredibile lavoro”, ha raccontato Cristoforetti, ricordando tuttavia che il lavoro di un astronauta non è solo prepararsi per la missione o fluttuare a chilometri di distanza dalla superfice. Il lavoro di un esploratore spaziale continua a terra, seguendo i vari progetti e programmi delle rispettive agenzie e lavorando costantemente per l’avanzamento della ricerca scientifica e la realizzazione di innovazioni tecnologiche per il futuro del viaggio umano nello spazio. In particolare, AstroSamantha ha avuto la possibilità di partecipare ai lavori di ricerca sul Lunar Gateway, la mini-stazione spaziale che orbiterà nello spazio cislunare che permetterà la stabilizzazione della presenza umana sul nostro satellite.

LA NUOVA MISSIONE DI ASTROSAMANTHA

Per Samantha Cristoforetti il comando della Iss segna un ulteriore primato nella sua carriera da astronauta, dopo essere stata la prima italiana nello spazio nel 2014, in occasione della missione Futura durante la quale ha raggiunto il record di permanenza a bordo in unica missione per un astronauta dell’Esa in generale e tra gli astronauti donna. La nuova missione partirà non prima della fine del 2022. Come spiegato dalla stessa Cristoforetti in occasione della nomina a comandante, bisognerà infatti attendere “l’andare a regime, in tempi più o meno rapidi, dei nuovi veicoli americani”, a partire dalla Crew Dragon di SpaceX, sui quali avverrà il viaggio verso la Iss.

LE PROSSIME ATTIVITÀ DELLA ISS

Circa le attività che realizzerà nella nuova missione, aggiungeva a marzo, ci saranno “attività di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico in microgravità” che puntano ai ritorni diretti a Terra, come le nuove attività sul modulo Columbus e il debutto di Bartolomeo installato al suo esterno. Ci saranno progetti educativi volti a “ispirare le nuove generazioni”, ma cresceranno anche le attività funzionali all’esplorazione oltre l’orbita terrestre. “Tutto sarà in continuità”, ha spiegato l’astronauta. Si lavorerà ad esempio sulla manifattura additiva, la stampa 3D in orbita, e poi sulla “spirulina, utile per i sistemi di supporto alla vita a ciclo chiuso”. Si tratta di tecnologie, ha notato AstroSamantha, “che spianano la strada in futuro a missioni di lunga durata oltre l’orbita bassa, in cui bisogna essere più autonomi su logistica e supporto alla vita”.

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