Il 15 giugno il presidente americano Joe Biden potrebbe incontrare papa Francesco in Vaticano. A lanciare l’indiscrezione è l’agenzia argentina Télam. Nessuna conferma ufficiale ma fonti interne alla Segreteria di Stato danno come “molto probabile” la visita. Il giorno dopo i vescovi Usa emettono un verdetto sui politici pro-aborto (Biden incluso). Ma sul tavolo c’è molto altro…

Joe Biden arriva in Vaticano? Un’indiscrezione si fa strada fra i sacri palazzi. Il secondo presidente cattolico degli Stati Uniti sarebbe pronto a incontrare papa Francesco per la prima volta da quando è entrato nello Studio Ovale. C’è una data: il 15 giugno.Un giorno prima del faccia a faccia con Vladimir Putin a Ginevra, e dell’apertura dell’assemblea dei vescovi che dovrà decidere se negare la comunione ai cattolici che sostengono l’aborto. Compreso il presidente americano.

A lanciare l’ipotesi di una visita-lampo è l’agenzia nazionale argentina Télam. E forse è qualcosa di più di un’ipotesi. Da tempo negli ambienti diplomatici americani si parla di un passaggio di Biden nel Palazzo apostolico. Massimo Faggioli, storico delle religioni molto ascoltato in Vaticano, rilancia l’articolo su Twitter, “15 giugno?”. Dall’ambasciata americana a Roma nessuna conferma. Ma fonti interne alla Segreteria di Stato sostengono che la visita è “molto probabile, si fa all’80%”.

Una giornata sarà sufficiente ad affrontare i tanti dossier sul tavolo delle relazioni fra Washington DC e Piazza San Pietro? C’è l’emozione della prima visita al Santo Padre di Biden, cattolico fervente e praticante, tutte le domeniche a messa, nella chiesa di St. Joseph on the Brandywine. C’è però anche l’imbarazzo per un clima che si è fatto incandescente.

I diritti civili e la bioetica spaccano la Conferenza episcopale americana, inseriscono un cuneo con la Chiesa romana. Sull’aborto papa Francesco ha già emesso il suo verdetto. Nessuna tolleranza, è come “ingaggiare un killer”, un “grave peccato mortale”. Biden, in privato, è contrario. E però ha sempre difeso la libertà di scelta e promosso le leggi che la tutelano.

Le prime avvisaglie della rottura erano già emerse durante i quattro anni di Donald Trump alla Casa Bianca. Un presidente che ha sempre ammiccato all’ala conservatrice della Chiesa americana, spingendosi a vergare una lettera pubblica di ringraziamento all’ex nunzio apostolico, monsignor Carlo Maria Viganò, tra i più feroci e impassibili fustigatori del papa.

Il 20 gennaio, quando Biden ha giurato insieme a Kamala Harris, è arrivato il primo non expedit dei vescovi americani. Il presidente della conferenza, José Horacio Gòmez, ha diramato una nota di condanna delle politiche difese da Biden, colpevoli di promuovere “il male morale” e di minacciare “la vita e la dignità umana, ancora più gravemente in tema di aborto, contraccezione, matrimonio e genere”. Dallo stesso Gòmez è partita la proposta, il 30 marzo, di approvare un documento sull’opportunità di negare la comunione a chi sostiene politiche abortiste.

La gerarchia resta divisa. Il papa, da parte sua, ha già chiesto ai vescovi d’Oltreoceano di tenere aperto il dialogo. Per dirla con il cardinale e prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Luis Ladaria, che ha inviato di recente una lettera alla Conferenza episcopale americana, l’obiettivo è “fare ogni sforzo” per tener conto del “contesto” e “cercare un dialogo” con i politici pro-aborto.

Ma il fronte bioetico non è l’unico che vede distanti San Pietro e la Casa Bianca. Resta alto in agenda il rapporto della Santa Sede con la Cina di Xi Jinping e quell’accordo siglato nell’autunno del 2018 per tutelare la Chiesa dai soprusi del regime. Rinnovato fra le polemiche lo scorso ottobre, è ancora oggi nel mirino di un fronte bipartisan della politica americana.

L’ultima visita dell’ex segretario di Stato di Trump Mike Pompeo in Vaticano aveva creato ulteriori incomprensioni. Biden cercherà un approccio più distensivo ma non può ignorare il pressing domestico. A gennaio un documento del Congresso gli chiedeva di convincere la Santa Sede a “pubblicare l’accordo originale ed eventuali revisioni negoziate”.

Su altri spartiti, invece, Biden e papa Francesco si intendono alla perfezione. È il caso della lotta ai cambiamenti climatici, al centro dell’enciclica “Laudato si’” e perno del programma di governo del presidente democratico. Una sinergia già dimostrata in occasione della recente visita al papa dell’inviato speciale per il Clima ed ex segretario di Stato americano John Kerry.

 

* Edit: In una precedente versione dell’articolo, si era scritto che il vertice fra Biden e Putin a Ginevra è il 14, e non il 16 giugno

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