La Nasa ha annunciato l’avvio di due nuove missioni verso Venere, Veritas e DaVinci+, i cui obiettivi saranno studiare l’evoluzione geofisica del pianeta e la sua particolare atmosfera, densa di anidride carbonica e acido solforico. L’Italia parteciperà alla missione Veritas fornendo alcune delle principali strumentazioni di bordo, indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi

Anche l’Italia vola verso Venere. Entro il 2030 la missione Venus emissivity, radio science, InSar, topography, and spectroscopy (Veritas) della Nasa partirà alla volta di Venere per svelare il funzionamento interno del misterioso pianeta gemello della Terra. L’annuncio è stato diffuso dal presidente Nasa, Bill Nelson, che ha anche comunicato il lancio di una seconda missione, chiamata DaVinci+, che partirà come Veritas con obiettivo Venere. Entrambe fanno parte del Discovery program della Nasa e sono gestite dal Jet propulsion laboratory (Jpl) in California, lo stesso ente che ha recentemente portato il rover Perseverance su Marte, effettuando anche il primo volo artificiale della storia sul pianeta rosso con il drone-elicottero Ingenuity.

LA MISSIONE VERITAS

Sebbene le dimensioni e la conformazione rocciosa di Venere lo rendano simile alla Terra, le dense nuvole di acido solforico, la temperatura media di oltre 400 gradi e un’elevatissima pressione atmosferica, rendono il “pianeta gemello” della Terra ancora un mistero sotto numerosi aspetti. È per rispondere ad alcuni degli interrogativi che ancora circondano “l’astro del mattino” che la Nasa ha organizzato la missione Veritas: tramite immagini ad alta risoluzione ottenute con un radar interferometrico ad apertura sintetica (InSar) e una capacità di mappatura multispettrale a infrarossi (Nir), Veritas cercherà di mappare la topografia di Venere ad alta risoluzione e con una precisione elevatissima. I dati ricavati potrebbero fornire alcune intuizioni sull’evoluzione del nostro stesso pianeta e persino aiutarci a capire meglio i pianeti rocciosi che orbitano intorno ad altre stelle, magari in futuro rendendo più facile la ricerca di pianeti abitabili al di fuori del nostro.

ANCHE DAVINCI+ VERSO VENERE

Oltre a Veritas, la Nasa invierà su Venere una seconda missione, la DaVinci+ che, a differenza di Veritas, tenterà di raggiungere la superficie del pianeta. Durante la discesa la sonda studierà la composizione chimica dell’atmosfera di Venere, campionando l’aria e riportando le dimensioni della superficie. Queste misurazioni sono importanti per capire l’origine dell’atmosfera di Venere, come si è evoluta, e come e perché è diversa dalla nostra. Le misurazioni di DaVinci+ riveleranno anche i processi chimici in atto nell’inesplorata atmosfera inferiore. Prima di raggiungere la superficie, la sonda scatterà anche le prime foto in assoluto del misterioso terreno a coste del pianeta per esplorarne l’origine e la storia tettonica, vulcanica e meteorologica.

LA PARTECIPAZIONE ITALIANA

L’Italia partecipa alla missione Veritas attraverso una collaborazione di partnership tra l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e il Jpl, che ha assegnato al nostro Paese la responsabilità per lo sviluppo e la realizzazione di tre strumenti di bordo: l’Integrated deep space transponder (IDST), dispositivo necessario per garantire le comunicazioni e per eseguire gli esperimenti di radio scienza utili alla comprensione della gravità del pianeta , la parte a radiofrequenza del Venus interferometric synthetic aperture radar (Visar), utile allo studio della morfologia del pianeta e dei fenomeni di vulcanismo, e l’antenna High-gain antenna (Hga).

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