Il sottosegretario agli Affari Esteri ceco ospite del web meeting promosso dall’Istituto Affari Internazionali: “L’invasività cinese? I Balcani devono parlare con una sola voce”

 

I Balcani parlino con una sola voce, in risposta alle politiche cinesi in quell’area. Lo ha detto Aleš Chmelař, sottosegretario di Stato agli Affari Esteri ceco in occasione di un web meeting promosso dall’Istituto Affari Internazionali e tarato sul futuro dell’Unione europea in un disordine globale in rapida evoluzione. Un momento di approfondimento e di analisi, alla presenza di Nathalie Tocci, Direttrice dello Iai, che è riuscita a tenere insieme la risposta dell’Ue all’emergenza Covid, sanitaria e finanziaria, alle nuove sfide geopolitiche in atto e che sono al centro della visita di questi giorni in Europa del Presidente americano Joe Biden.

COVID

L’Ue ha risposto in maniera comunitaria alla sfida sanitaria. Secondo Chmelař la reazione di Bruxelles alla pandemia è stata intensa e generosa, come dimostrano le misure adottate, ovvero piani di azione come la Next Generation Eu. “Essi rappresentano un viatico verso un’unione finanziaria e politica più solida e realmente comunitaria. L’approccio europeo è stato non solo singolo o nazionale, per quanto concerne l’organizzazione interna, ma improntato alla cooperazione.” Il riferimento è ad una risposta positiva anche da parte del management europeo, ha sottolineato il sottosegretario, al fine di trovare soluzioni contro il virus soprattutto in una prima fase iniziale caratterizzata da un generale spaesamento. “I singoli Stati hanno goduto di una risposta univoca”.

SVOLTA

La svolta secondo Chmelař può essere incorniciata in una data: il 20 luglio 2020 quando i leader hanno detto sì (con acclamazione e applauso finale) al testo finale basato sul principio che l’interesse nazionale coincide con l’interesse europeo. E’stata quella la prima pietra di una nuova Europa, contro le riserve dei Paesi frugali e dei i paesi del gruppo di Visegrad. In quel momento sono state superate le diverse sensibilità sull’austerità e sul rifiuto di eurobond, con la decisione di far nascere il Recovery, “la risposta di una comunità alle esigenze dei singoli in un momento straordinario”. E’ chiaro, ha aggiunto, che la frontiera è già volta al domani, ovvero a come i vari progetti potranno essere tarati su una responsabilità collettiva, al fine di rappresentare il futuro stesso dell’Unione.

EUROVISIONE

La grande domanda da porsi ora, secondo Chmelař, è relativa a come tali strumenti eccezionali potranno continuare in una cornice federale. Un dibattito che interessa l’altro grande tema connesso con le questioni economiche: i vaccini, che hanno comportato anche effetti a catena come episodi di corruzione e di speculazione, da parte di chi ha usato la pandemia per perseguire un personale arricchimento. Ma è di tutta evidenza che il futuro dell’Europa può essere diverso e più funzionale anche “partendo dalla risposta che gli Stati membri e l’eurogovernance hanno fornito in questo anno così difficile”.

Le sfide sono molteplici, ha aggiunto, come la transizione ecologica, la decarbonizzazione, il sostegno finanziario e sociale al ceto medio dei cittadini europei, al fine di lavorare seguendo la strategia di una equa redistribuzione di risorse e, quindi, di opportunità. “Il cambiamento climatico è un processo di modernizzazione con la grande sfida rappresentata dalle zero emissioni”.

GEOPOLITICA

E’ però un fatto oggettivo che l’Ue continui a specchiarsi con un mondo multipolare, influenzato da agenti esterni come appunto la diplomazia dei vaccini o dalle mire dei super players come Cina e Russia. Proprio il Mediterraneo, secondo il viceministro, è strategico e cita Lampedusa come icona di valori fondanti (“pace e cooperazione”), ma senza dimenticare le nuove sfide legate alla competitività ed alla geopolitica.

Sulla prima è chiaro che l’obiettivo della ripartenza potrà essere raggiunto con politiche di coesione che evitino sfarinamenti, sociali ed economici. “I meccanismi di compensazione saranno basilari per combattere lo status quo delle diseguaglianze, questa la chiave per aprire le nuove frontiere dell’Europa dove gli stati siano autonomi ma parte di un insieme”. Ma se mettessimo assieme temi apparentemente staccati come il 5G, la pandemia e l’energia che quadro otterremmo?

UE CON VISTA USA

L’Ue potrà superare le sue divisioni interne e farsi player sulla scena globale se riuscirà a sconfiggere le fragilità democratiche, è il pensiero di Chmelař. Un assist potrebbe venire dalla nuova amministrazione Usa che, a differenza della precedente che si approcciava ai dossier sensibili con un step by step spesso non risolutore, adesso punta sul pragmatismo. Il Presidente Biden affronta i dossier, come Cina, Russia e cyber sicurezza, in modo diretto. E in questo chiude rispondendo alla nostra domanda circa l’invasività cinese nei Balcani messa in atto con la Bri: “I Balcani parlino con una sola voce”.

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