I lavoratori della società tlc tornano alla carica chiedendo al governo di favorire l’immediato ingresso dei nuovi azionisti, a cominciare da Psc

Dopo l’appello dei sindacati della Fim-Fiom-Uilm nazionali, arriva l’appello delle rappresentanze locali, Fiom e Uilm Roma, per il futuro di Italtel. Che chiedono l’immediato ingresso dei nuovi azionisti, a cominciare da Psc, azienda di caratura internazionale con quartier generale a Roma, leader nel settore dell’impiantistica delle costruzioni e delle infrastrutture e attore di rilievo nel mondo delle telecomunicazioni.

“Nell’incontro tenuto il 24 giugno  a seguito del presidio organizzato sotto il Mise e dopo l’incontro del 25 con lo stesso Mise abbiamo finalmente qualche elemento in più per poter analizzare la situazione aziendale”, si legge in una nota. “Il governo ha dichiarato di non avere segnali negativi sull’ingresso di Cdp. Da parte nostra abbiamo richiamato l’attenzione sull’estrema delicatezza della situazione poiché, il fatto che ancora non sia stato definito il nuovo assetto societario con l’ingresso di Psc e di Cdp, determina grosse criticità”.

Ovvero, il fatto che gli azionisti siano ancora Exprivia e Cisco e che l’affitto dell’azienda da parte della stessa Psc non si sia realizzato. Inoltre, “le garanzie bancarie necessarie a sbloccare i rapporti con Cisco (come fornitore) non sono ancora state ratificate (creando problemi
all’operatività Italtel ed effetti negativi sui margini). Per questo abbiamo chiesto al governo di accelerare l’iter di approvazione per Cdp e
rispettare gli impegni assunti dal precedente esecutivo”.

Non è finita. “Considerata la procedura di Cigs aperta dall’azienda per 12 mesi per 800 lavoratori, abbiamo chiesto di attendere la composizione del nuovo assetto societario e, una volta verificato il piano industriale, eventualmente procedere in coerenza con gli impegni assunti dai nuovi azionisti”. Insomma, subito dentro i nuovi soci e una strategia industriale che possa tutelare i precedenti livelli occupazionali.

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