Una serie di razzi sono caduti accanto al palazzo presidenziale durante la preghiera della festa del Sacrificio (Eid al-Adha) a cui partecipava il presidente afghano

L’instabilità che caratterizza l’Afghanistan nelle ultime settimane si avvicina sempre di più alle porte di Kabul e, dopo il ritiro delle truppe degli Stati Uniti dal Paese, i gruppi armati hanno deciso di far sentire alla popolazione la loro forza e quanto sia concreta la minaccia che possano riprendere il controllo della capitale.

L’ultima mossa ha il sapore di una vera e propria provocazione nei confronti del governo afghano e del suo presidente, Ashraf Ghani. Durante la preghiera di Eid al-Adha, la festa islamica del Sacrificio di Abramo, considerata la più importante del calendario islamico che coincide con la fine del pellegrinaggio (Hajj) alla Mecca, sono caduti una serie di missili nei pressi del palazzo presidenziale a Kabul.

Il suono dei razzi è stato udito in tutta la Green Zone fortificata dalla sicurezza, che comprende il palazzo presidenziale e un certo numero di ambasciate, tra cui quella statunitense. Come in tutti i Paesi islamici, anche in Afghanistan la cerimonia religiosa a cui partecipa il capo di Stato viene ripresa in diretta televisiva. La novità di quest’anno è che, proprio mentre si svolgeva la cerimonia seguita da tutti gli afghani, il presidente Ghani e il suo establishment ha rischiato la vita con i missili caduti a poche centinaia di metri di distanza da loro, nel momento più importante del rito religioso che non può essere interrotto per nessun motivo. Dalle immagini infatti si vedono alcuni dei presenti che presi dal panico non seguono la ritualità islamica, interrompendo la preghiera e rimanendo interdetti sul da farsi. Le riprese televisive hanno mostrato anche come il presidente ha continuato a pregare imperterrito, nonostante le esplosioni, così come la maggior parte dei presenti.

L’incidente è avvenuto prima dell’atteso discorso del presidente per l’occasione dell’Eid al-Adha ed è stato rivendicato dallo Stato islamico. Pochi minuti dopo l’attacco, Ghani ha iniziato a pronunciare il suo intervento alla presenza di numerosi alti funzionari. Il suono dei razzi sparati verso le otto del mattino orario locale (04:30 ora italiana) è stato sentito in buona parte della città. “Oggi i nemici dell’Afghanistan hanno lanciato attacchi missilistici in varie parti della capitale”, ha poi spiegato il portavoce del ministero degli Interni, Mirwais Stanekzai. Il funzionario afghano ha aggiunto: “Tutti i missili hanno colpito tre parti diverse della città. Sulla base delle nostre informazioni iniziali, non ci sono state vittime”.

Non è la prima volta che il palazzo presidenziale afghano viene preso di mira. L’ultima volta è stata a dicembre. L’operazione di oggi avviene a poche ore di distanza da un attentato avvenuto nella capitale irachena, Baghdad, e coincide con una massiccia offensiva talebana in corso in tutto il Paese mentre le forze straniere proseguono il loro ritiro, che dovrebbe essere completato entro il 31 agosto.

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