Med-Or, la fondazione di Leonardo guidata da Marco Minniti, ha annunciato oggi il suo primo progetto: una partnership con l’Università Luiss Guido Carli e la Mohammed VI Polytechnic University di Rabat. Al centro dell’accordo una serie di borse di studio per studenti marocchini, così da porre le basi per i contatti tra le future classi dirigenti

“Un ponte attraverso cui possano circolare idee, programmi e progetti, potenziando i rapporti secolari che legano Italia e Marocco”. È così che Marco Minniti spiega il primo progetto targato Med-Or, la fondazione creata da Leonardo per creare “un dialogo aperto e costruttivo con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente”. Annunciato oggi, il progetto in questione prevede la partnership con l’Università Luiss Guido Carli e la Mohammed VI Polytechnic University di Rabat, finalizzata a rafforzare la cooperazione in ambito scientifico e accademico tra i due atenei, entrambi focalizzati su scienze politiche ed economia.

Al centro dell’accordo ci sono una serie di borse di studio destinate a finanziare un corso di laurea magistrale biennale (compresi i servizi di vitto e alloggio) presso la Luiss. Ne usufruiranno giovani e promettenti studenti e studentesse provenienti dal Marocco, “curiosi di entrare a far parte di una nuova cabina di energia positiva che combina eccellenze e competenze, favorendo la piena integrazione tra industria e accademia, accrescendo il know-how delle fasce più dinamiche della popolazione e contribuendo a formare i professionisti di domani”, spiega la fondazione Med-Or in una nota. L’obiettivo è investire “sulla cooperazione tra Paesi e sulla formazione delle future classi dirigenti dei paesi del Mediterraneo”.

“La Fondazione Med-Or si inserisce perfettamente in questa collaborazione – ha spiegato Marco Minniti, presidente della Fondazione –, realizzando un ponte attraverso cui possano circolare idee, programmi e progetti, potenziando i rapporti secolari che legano Italia e Marocco, e adoperandosi per incoraggiare, in un’era di forte competizione e di grandi cambiamenti, il confronto e le interazioni tra mondi diversi”. Alla base c’è un pieno convincimento, ha aggiunto l’ex ministro dell’Interno: “che la distanza possa diventare strumento di unità e dialogo e le differenze fonte di ricchezza reciproca”.

“Con Fondazione MedOr – ha rimarcato il rettore della Luiss Andrea Prencipe – la nostra Università vuole contribuire attivamente alla formazione di un nuovo ceto dirigente che, una volta rientrato in Marocco, sia capace di valorizzare strumenti, idee e risorse di un paese dalle grandi potenzialità”. La Luiss, ha aggiunto, “sostiene con forza progetti internazionali che consentano ai giovani del Mediterraneo di accedere a programmi di alta formazione che si incentrano su innovazione digitale, sostenibilità e cooperazione”. Così “favorire la circolazione degli studenti rappresenta uno degli obiettivi principali del nostro Ateneo, coerente con il modello formativo aperto e innovativo e un piano strategico orientato a rafforzare il carattere cosmopolita della nostra Università”.

“Un soggetto nuovo nel suo genere, globale e collaborativo”. Questa è la descrizione che Leonardo ha dato lo scorso febbraio lanciando la nuova fondazione. Di più: Una cabina di energia propositiva che consentirà di unire i tratti geo-economici e culturali più diversi senza assumere una postura didascalica o d’indirizzo”. Si guarda, come dice il nome Med-Or, soprattutto a Mediterraneo e Medio Oriente, lì dove si concentrano molteplici interessi nazionali (e industriali) che coinvolgono Leonardo. Lo scorso 30 giugno si è riunito per la prima volta il Comitato strategico. Presieduto da  Minniti, è composto dai vertici del socio fondatore (il presidente Luciano Carta, l’ad Alessandro Profumo, il direttore generale Valerio Cioffi) e dal direttore generale della Fondazione, Letizia Colucci. Ai lavori del comitato strategico hanno partecipato personalità del mondo istituzionale invitate “in forma permanente in relazione agli scopi e alle finalità della fondazione che vuole rappresentare, per le istituzioni, una piattaforma al servizio del Paese rispetto a quest’area geografica”.

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