Si è svolta a bordo della Uss Kearsarge a Norfolk, in Virginia, la cerimonia per il raggiungimento della piena capacità operativa del comando Nato JFC Norfolk, che sarà responsabile della protezione delle linee di comunicazione transatlantiche. Il nuovo comando dovrà, soprattutto, proteggere le rotte marittime che assicurano, in caso di conflitto, l’arrivo dei rinforzi dal Nord America al Vecchio Continente

“L’ambiente securitario diventa ogni giorno più impegnativo e complesso, in particolare nell’Atlantico, e il JFC Norfolk dimostra la dedizione della Nato alla sicurezza e alla stabilità della regione e invia un forte messaggio di rassicurazione sia ai nordamericani che agli europei, mentre serve come un potente segnale per scoraggiare qualsiasi potenziale avversario”. Così il vice ammiraglio Andrew Lewis, nuovo comandante, ha aperto la cerimonia per la dichiarazione di piena capacità operativa dell’Allied Joint Force Command (JFC) Norfolk, il primo quartier generale della Nato dedicato specificatamente alla regione dell’Oceano Atlantico.

IL COMANDO DI NORFOLK

La missione del nuovo comando operativo di Norfolk, istituito già nel luglio 2019 come parte dell’evoluzione della struttura di comando dell’Alleanza, è quella di proteggere le linee di comunicazione in tutti i domini per mantenere costantemente la “situational awareness” e, soprattutto, difendere la delicatissima arteria strategica marittima che collega le coste europee e nordamericane: questa rotta è quella che assicura, in caso di conflitto, il rapido schieramento di truppe dagli Stati Uniti e dal Canada in Europa a rinforzare le difese già presenti nel Vecchio Continente. Come sottolineato dal segretario del Comitato militare della Nato, ammiraglio Rob Bauer: “Questo comando operativo interforze e multinazionale gioca un ruolo enorme nella sicurezza marittima della Nato, proteggendo le rotte di comunicazione e permettendo il rinforzo transatlantico a supporto della deterrenza e difesa alleata”.

PIANIFICAZIONE ED ESERCITAZIONI

All’inizio dell’anno, il JFC Norfolk ha dimostrato la sua capacità di pianificazione guidando con successo la fase 1 dell’esercitazione Steadfast Defender. Tra le principali missioni del nuovo Joint Force Command ci sarà, infatti, anche la pianificazione e la conduzione di esercitazioni multinazionali, indispensabili allo staff di Norfolk per identificare le eventuali carenze operative e affrontarle in modo sistematico ed efficiente. Oltre alla pianificazione e allo sviluppo di capacità operative, il nuovo comando contribuirà alla redazione di piani per rispondere alle crisi in diverse aree geografiche.

NUOVA CATENA DI COMANDO

Il nuovo Joint Force Command si inserisce nella ristrutturazione della catena di comando dell’Alleanza decisa dai ministri della Difesa a giugno 2018, che previde, oltre a Norfolk, anche la costituzione di un comando per il supporto e la logistica a Ulm in Germania. JFC Norfolk, inoltre, diventa uno dei tre comandi di alto livello con un focus regionale dipendenti direttamente dal Comandante supremo alleato in Europa insieme a quello di Brunssum nei Paesi Bassi (responsabile per il fianco Est) e di Napoli in Italia (responsabile per il Mediterraneo).

LA BATTAGLIA DELL’ATLANTICO

Il capo dello Stato maggiore interforze degli Stati Uniti, generale Mark Milley, presente alla cerimonia, ha descritto il momento storico attuale come un ritorno alla competizione tra grandi potenze: “Il mondo sta entrando in un periodo di potenziale instabilità, poiché alcune nazioni e gruppi terroristici o non-statali stanno cercando di minare e sfidare l’ordine internazionale esistente”. Secondo Milley, dunque: “la missione di questo comando è di combattere la battaglia dell’Atlantico in caso di conflitto armato” riferendosi alla campagna della Seconda guerra mondiale.

LA MINACCIA RUSSA ALLE ROTTE TRANSATLANTICHE

La creazione del JFC Norfolk, infatti, è anche una risposta alle crescenti attività navali dei sottomarini russi nell’Atlantico e nell’aumento dei traffici commerciali nell’Artico, fattori che hanno generato una nuova necessità di assicurarsi la libera navigabilità delle rotte tra Europa e Nord America. Sempre nella visione del generale Milley: “La sopravvivenza della Nato, il successo o il fallimento in combattimento in una futura guerra in Europa, dipenderà in gran parte dal successo o dal fallimento di questo comando”.

(Foto: NATO)

Condividi tramite