Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, da Palermo, ha esposto il tradizionale bilancio di Ferragosto del Viminale con i dati dei mesi precedenti. Tra gli elementi più significativi, l’aumento degli sbarchi di migranti e l’esplosione degli attacchi hacker

L’aumento degli sbarchi di migranti e l’esplosione degli attacchi hacker sono gli elementi più significativi del tradizionale bilancio di Ferragosto del Viminale con i dati dei 12 mesi precedenti. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha scelto Palermo per la consueta riunione del Comitato nazionale per l’ordine pubblico proprio per i flussi migratori intensi e quindi per ringraziare i sindaci “per tutte le attività che si trovano a dover affrontare”. L’unica soluzione possibile è nota: massicce risorse che l’Unione europea deve stanziare e sulle quali, ha detto il ministro, prossimamente conosceremo l’esito delle richieste presentate dal presidente Mario Draghi nell’ultimo Consiglio europeo e da lei stessa in vari incontri. “Si può risollevare la vita sociale, economica e finanziaria di quei Paesi solo con robusti interventi da parte dell’Europa” ha aggiunto.

È Draghi a seguire personalmente il dossier, ha spiegato il ministro quando ha detto che il tema riguarda l’intero governo. L’ammissione del ruolo di primo piano del presidente del Consiglio, pur essendo noto, è anche un modo di evitare uno scontro diretto con Matteo Salvini che la Lamorgese ha confermato di essere pronta a incontrare proprio mentre il leader della Lega ribadiva la stessa disponibilità rilanciando la polemica sui controlli in piscina e in pizzeria mentre sbarcano “migliaia di immigrati senza vaccini e documenti”. Lui, al contrario, aveva difeso i confini. Dal ministro non è mancata una nota polemica sul blocco delle navi ong che decise Salvini: senza entrare nel merito dei processi, la Lamorgese ha ricordato che nessuna di quelle navi tornò indietro e che “tutti i migranti sono entrati nel circuito dell’accoglienza”.

Nella riunione del Comitato si è discusso dei controlli sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per evitare l’infiltrazione nell’economia legale da parte della criminalità organizzata. Il Viminale ha stipulato una convenzione con l’Associazione costruttori per consentire all’Ance di consultare la banca nazionale antimafia del ministero in modo da “verificare i profili dei propri partner”. Sugli incendi devastanti di questa estate, invece, per il ministro non ci sono evidenze di una “regia occulta”.

IL CAOS DELL’AFGHANISTAN E IL RISCHIO TERRORISMO

L’enorme numero di profughi che lasceranno l’Afghanistan dopo l’arrivo dei talebani preoccupa i vertici della sicurezza da giorni. Il ministro ha citato l’Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati) secondo la quale i flussi via mare e via terra potranno creare rischi legati al terrorismo su cui l’attenzione in Italia è massima. Confermata anche l’urgenza di accogliere tutti gli afghani che hanno collaborato con l’Italia nei vent’anni di missione e che arriveranno nelle prossime ore.

IL BILANCIO ANNUALE: L’EMERGENZA IMMIGRAZIONE

Nei 12 mesi fino al 31 luglio sono sbarcati 49.280 immigrati, il 128 per cento in più, dei quali 7.843 minori non accompagnati con un aumento del 155,2. Cresce anche il numero degli scafisti arrestati: 147 rispetto ai 117 dello stesso periodo precedente. E’ significativa la modalità degli arrivi: l’8,6 per cento, pari a 4.239 persone, è stato soccorso da Ong (la metà di quelli in area Sar), ma 40.727 persone sono arrivate con sbarchi autonomi che equivalgono all’82,6 per cento a dimostrazione che senza un accordo con i Paesi di partenza non c’è via di uscita: la Libia è in testa con il 45,3 per cento delle partenze, seguita dalla Tunisia (35,9), dalla Turchia (13,7) e dall’Algeria (2,9). Confermata al primo posto la nazionalità tunisina con il 28,7 per cento (più di 14mila persone), seguita da Bangladesh, Costa d’Avorio ed Egitto. Non bastano certo i 13,3 milioni di euro stanziati dall’Italia per finanziare progetti in otto Paesi.

I numeri sui rimpatri sono sconfortanti: 372 quelli volontari assistiti (più 17 per cento), 4.321 gli altri con un calo del 2 per cento. Sono aumentate le richieste di asilo (41.052 con un più 16 per cento) e su 43.877 domande esaminate è stato respinto il 63,8 per cento. Alla fine di luglio erano 76.279 gli immigrati in accoglienza tra hotspot, centri di accoglienza e Sistema di accoglienza e integrazione (Sai).

DECUPLICATI GLI ATTACCHI HACKER

In un’epoca in cui i reati sul web stanno diventando di interesse generale e non solo materia per specialisti, colpisce che nell’ultimo anno gli attacchi rilevati sono decuplicati rispetto ai 12 mesi precedenti: 4.938 dal 1° agosto 2020 al 31 luglio 2021 rispetto ai 460 dello stesso periodo precedente. Di conseguenza sono aumentati anche gli alert diramati: 102.517, il 21,2 per cento in più. In generale, la Polizia postale e delle comunicazioni ha aumentato del 360 per cento il numero dei siti web controllati con più arresti e denunce. Preoccupante l’aumento della pedopornografia online con 2.490 siti nella black list (più 3,7 per cento), l’aumento degli arrestati (144, più 235 per cento) e dei denunciati (1.541, più 86,1 per cento).

LA PREVENZIONE ANTITERRORISMO

Continua incessante la prevenzione antiterrorismo con un aumento del 54 per cento dei contenuti web monitorati (61.033) e un calo di quasi il 90 per cento di quelli oscurati (208). Altri 71 soggetti sono stati espulsi per motivi di sicurezza dello Stato mentre sono 144 i foreign fighter monitorati, anche se sappiamo che in gran parte sono morti e che in Italia sono una decina. Dimezzati gli arresti degli anarchici (7), ben 18 invece gli arresti di estrema destra (erano solo 4 nel periodo precedente).

INTIMIDAZIONI A SINDACI E GIORNALISTI

Con un aumento del 15,3 per cento, nel primo semestre 2021 sono stati 369 gli amministratori locali, di cui 189 sindaci, oggetto di atti intimidatori di varia natura, da tensioni politiche a criminalità comune: al primo posto la Lombardia con 52 casi e un aumento del 14,1 per cento, seguita da Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Sono stati invece 110 i giornalisti minacciati nel primo semestre, di cui 55 tramite web (più 11,1 per cento): svetta il Lazio con 26 casi, seguito da Sicilia, Lombardia, Campania e Calabria.

VIOLENZA DI GENERE E ATTI DISCRIMINATORI

Cala il numero dei femminicidi, ma 105 donne uccise sono un numero altissimo pur in confronto alle 122 dell’anno precedente. L’osservatorio per il contrasto dei crimini d’odio ha rilevato 416 segnalazioni con un meno 16,5 per cento: calano di oltre il 25 per cento quelli legati a razza ed etnia, crescono del 5,8 quelli relativi all’orientamento sessuale.

DELITTI ED EMERGENZA COVID

Il numero dei delitti è calato del 7,1 per cento, in particolare omicidi (276, meno 6,4) e furti (meno 12,8) mentre sono cresciute le truffe (più 16,2) e i delitti informatici (più 27,3): tutte conseguenze della pandemia. Dall’11 marzo 2020 al 31 luglio 2021 i controlli per l’emergenza Covid-19 sono stati massicci, ma tutto sommato le violazioni sono state contenute: su quasi 50 milioni di persone controllate, circa 721mila sono state sanzionate e 11mila denunciate, mentre su 11 milioni di esercizi commerciali i titolari sanzionati sono stati circa 26.400 e le chiusure 7.480.

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