Cosa ha detto Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all’incontro annuale dell’International Catholic Legislator Network

C’era un tempo in cui gli incontri dei papi con i legislatori cattolici avevano molto risalto. Oggi la cronaca politica nazionale e internazionale incalzano certamente, ma i tempi cambiano e quel che ha detto Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all’incontro annuale dell’International Catholic Legislator Network non ha avuto l’attenzione che probabilmente meritava. In ballo per il papa c’è l’urgenza di rinnovamento della società, non il ritorno al “come eravamo”.

Ai legislatori cattolici, che si intratterranno a Roma fino al 29 agosto, Francesco infatti ha offerto importantissimi spunti di riflessione, soprattutto sul progresso tecnologico e le sfide che pone se non si presta attenzione ai suoi possibili usi malevoli o deplorevoli. Le raccomandazioni pontificie ai legislatori cattolici non sembrano poco rilevanti, né per i credenti né per gli altri.

Il papa, dopo essersi scusato del fatto che ha dovuto parlare seduto perché ancora nel periodo post-operatorio, ha esordito parlando di “ momento molto difficile”, il che rende il ruolo dei legislatori ancor più importante. Perché occorre “rinnovare integralmente le vostre comunità e la società intera. Non solo per sconfiggere il virus, e nemmeno per tornare allo status quo antecedente la pandemia, ma per affrontare le cause profonde che la crisi ha rivelato e amplificato: la povertà, la disuguaglianza sociale, l’estesa disoccupazione e le mancanze di accesso all’educazione”. Le sfide per le nostre società sono enormi e la più grande conquista per fronteggiarle è certamente il progresso tecnologico.

“Abbiamo certamente registrato progressi significativi nella creazione e nella distribuzione di vaccini efficaci, però ci rimane ancora molto lavoro da portare a termine. Ci sono stati già più di duecento milioni di casi confermati e quattro milioni di morti per questa piaga terribile, che ha causato anche tanta rovina economica e sociale”. Date le dimensione del problema ecco la sfida: “l’amministrazione della tecnologia per il bene comune. Le meraviglie della scienza e della tecnologia moderna hanno aumentato la nostra qualità di vita”, eppure ” abbandonate a loro stesse e alle sole forze del mercato, senza gli opportuni orientamenti impressi dalle assemblee legislative e delle altre pubbliche autorità guidate dal senso di responsabilità sociale, queste innovazioni possono minacciare la dignità dell’essere umano”.

Dunque il papa avverte i legislatori cattolici, e si spera non solo loro, che il grande vantaggio, il progresso tecnologico, va governato, non abbandonato in balia delle sole forze del mercato. “Non si tratta di frenare il progresso tecnologico. Tuttavia, gli strumenti della politica e della regolazione permettono ai parlamentari di proteggere la dignità umana quando essa viene minacciata”.

Molto spesso, nelle discussioni del passato, la difesa della dignità umana è stata la questione dirimente. Ora i banchi di prova sono molteplici, il papa ha detto di pensare “alla pornografia minorile, allo sfruttamento dei dati personali, agli attacchi alle infrastrutture critiche come gli ospedali, alle falsità diffuse tramite i social. Una legislazione attenta può e deve guidare l’evoluzione e l’applicazione della tecnologia per il bene comune. Vi incoraggio, dunque, calorosamente ad assumere il compito di una seria e approfondita riflessione morale sui rischi e le opportunità insiti nel progresso scientifico e tecnologico, affinché la legislazione e le norme internazionali che li regolano possano concentrarsi sulla promozione dello sviluppo umano integrale e della pace, piuttosto che sul progresso fine a sé stesso”.

Sono temi importantissimi ai quali la politica comincia a dare attenzione, ma sui quali il dibattito pubblico appare ancora non adeguato e così lo sguardo di Francesco non si ferma ai singoli Paesi, ma auspica che “la legislazione e le norme internazionali che li regolano possano concentrarsi sulla promozione dello sviluppo umano integrale e della pace, piuttosto che sul progresso fine a sé stesso”.

La questione ha assoluto rilievo nel mondo, come in Italia, ed ha rilievo l’altra sollecitazione ai legislatori cattolici: “Promuovere lo spirito di solidarietà, a partire dalle necessità delle persone più deboli e svantaggiate”. Occorrono dunque cittadini responsabili ma anche leader preparati, ha concluso Francesco.

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