Roma ospita il vicepresidente libico, che terrà incontri con membri del governo italiano mentre il voto di dicembre diventa più concreto

Il vicepresidente libico Abdullah al Lafi è in Italia per incontri di alto livello con membri del governo italiano. Il tour romano prevede meeting con il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese — possibile, se le agende reciproche lo consentiranno, un faccia a faccia con il presidente della Commissione Esteri della Camera, Piero Fassino.

Al Lafi, originario di Zawiyah, è stato nominato a febbraio dal Foro di dialogo politico libico (Lpdf) per rappresentare la Tripolitania nel Consiglio di presidenza a tre membri. Era considerato su posizioni islamiste, accusato di essere un radicale, ma finora ha tenuto sempre una linea equilibrata, come fa notare Agenzia Nova.

Comportamento perfettamente inserito nel percorso di stabilizzazione che è in corso in Libia. Il paese è sotto la guida di un Governo di unità nazionale che, come l’attuale Consiglio presidenziale, ha incarico ad interim. L’obiettivo è celebrare le elezioni presidenziali e parlamentari il 24 dicembre, secondo le indicazioni dell’Onu, sposate dalla Comunità internazionale.

Il voto è tra i temi trattati con Di Maio da al Lafi, con l’Italia che si è unita nei giorni scorsi a Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti in un comunicato in cui è stata accolta con compiacimento la bozza di legge elettorale presentata dal presidente del parlamento HoR, Agila Saleh. Le votazioni sono considerate un passaggio cruciale, perché una presidenza e un governo legittimati dal voto potrebbero avere più capacità sovrana (per gli americani questo si traduce in una maggiore influenza nel convincere forze straniere come quelle russe ad abbandonare la presenza nel paese).

Se con Giorgetti il tema è l’assistenza italiana ai processi di sviluppo che riguardano la Libia attuale e quella del futuro, con Lamorgese al Lafi parla di immigrazione. Il vicepresidente conosce bene questo tema complesso che coinvolge particolarmente la sua area di origine. Gli incontri raccontano ancora di come l’Italia sia considerata dai libici una sponda di dialogo costante.

La Farnesina spiega che durante l’incontro, Di Maio ha sottolineato la necessità del voto il 24 dicembre, riaffermando il convinto sostegno dell’Italia per la stabilizzazione del Paese e ha ribadito la determinazione a collaborare con l’autorità ad interim e con tutte le articolazioni dello Stato libico per sostenere le prossime fasi del processo politico. Tutto nell’ottica di una stabilizzazione intra-libica che comprende Cirenaica, Tripolitania e Fezzan, le tre macro-regioni in cui l’Italia è presente con la propria diplomazia.

Il ministro Giorgetti ha evidenziato come l’Italia sia impegnata a favorire il processore di stabilizzazione e di riconciliazione nazionale libico, nonché la ricostruzione economica del Paese dove le imprese italiane hanno sempre avuto un ruolo di primo piano: “Garantire la stabilità del quadro istituzionale, la sicurezza dei lavoratori, e la certezza dei pagamenti rappresenta la precondizione essenziale per rilanciare gli investimenti in Libia” ha dichiarato

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