L’inviato speciale italiano in Libia per incontri finalizzati ad appianare le divisioni attorno alla legge elettorale

Il presidente dell’Alto consiglio di Stato della Libia, Khaled al Mishri, ha ospitato oggi a Tripoli l’ambasciatore d’Italia, Giuseppe Buccino, e Nicola Orlando, inviato speciale della Farnesina per la Libia.

L’ufficio stampa del Consiglio di Stato comunica che Mishri ha discusso delle relazioni bilaterali italo-libiche, con attenzione all’ambito economico, “nell’interesse dei popoli libico e italiano”. Come spiega Agenzia Nova riprendendo il comunicato dell’istituzione libica, il presidente del Consiglio di Stato ha sottolineato che l’organo consultivo auspica che le elezioni si tengano nella data prefissata (il prossimo 24 dicembre), aggiungendo che la Camera dei rappresentanti dovrà adottare le leggi per le elezioni “legalmente” e non “in violazione della Dichiarazione costituzionale e dell’accordo politico”.

Mishri ha preparato una bozza costituzionale e un progetto di legge per le elezioni presidenziali e parlamentari. Tema cruciale, il voto. Durante una seduta convocata oggi, l’Alto consiglio di stato ha votato una bozza di base costituzionale preparata dalla Commissione per la stesura della legge elettorale istituita dallo stesso organo consultivo.

Nei giorni scorsi il presidente della Camera dei rappresentanti, Agila Saleh, ha diffuso una bozza di legge elettorale, consegnata all’Alta commissione elettorale e all’Onu — che sta guidando il processo di stabilizzazione in corso, che dovrebbe sfociare appunto con il voto. Il Consiglio, come precisa Nova, ha chiesto alla Commissione elettorale di non accettare alcuna legge emessa “in violazione dell’accordo politico incluso nella Dichiarazione costituzionale”.

Orlando e Buccino hanno incontrato anche Saleh per discutere l’implementazione del processo politico e cercare di superare le incomprensioni intra-libiche che potrebbero complicare il percorso. L’Italia si muove come sponda diplomatica per facilitare i contatti tra le anime del Paese e appianare certe divisioni. La stabilità libica è considerata una priorità per l’interesse nazionale italiano.

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