L’ipo alla borsa di New York per la app di trasporto automobilistico Didi Chuxing, l’Uber cinese, non ha avuto gli effetti positivi desiderati. Dalla quotazione, Didi ha perso circa 40% del valore, 4 milioni di utenti e la possibilità di ingaggiare nuovi autisti. Tutto perché la Cina ha lanciato un’indagine sulla sicurezza dei dati

Nel mese di giugno, l’app per il trasporto automobilistico più usata in Cina, Didi Chuxing, ha debuttato con la sua offerta pubblica (Ipo) alla borsa di New York raccogliendo subito 4,4 miliardi di dollari. Il lancio nel mercato statunitense sembrava stesse andando bene, fino a quando il governo cinese non ha deciso di far partire un’indagine sulla sicurezza dei dati degli utenti che utilizzano la app.

Didi Chuxing, che offre un prodotto simile a quello di Uber, ha avuto un successo clamoroso nel mercato cinese. Oltre a dare un servizio automobilistico in stile taxi, fornisce anche la possibilità di un trasporto “pubblico” simile a Flixbus. Didi Bus, infatti, procura passaggi quotidiani a circa 500 mila persone, rendendo il sistema uno dei più usati nel paese.

Proprio grazie alla struttura innovativa che ha unito un servizio privato con uno pubblico, anche la società statunitense Apple ha deciso, nel 2016, di investire nella app circa 1 miliardo di dollari. La scelta, ha detto il Chief Executive Tim Cook, è servita sia per allargare il mercato Apple sia per comprendere meglio quello cinese.

Nonostante i primi giorni dalla Ipo stessero avendo un effetto positivo sul mercato, appena il governo cinese ha lanciato l’indagine sui dati di sicurezza, Didi ha iniziato a perdere terreno. I regolatori cinesi hanno poi deciso di bloccare la vendita dell’applicazione da tutti gli App Store, impedendo anche il funzionamento di tutte le altre app del gruppo Didi.

In poco tempo, Didi Chuxing ha perso il 40% delle azioni, e circa 4 milioni di utenti in un mese. Nessun nuovo utente può iscriversi alla app e nessun autista può più utilizzare il sistema da driver. Inoltre le perdite potrebbero continuare ad aumentare, dato che i competitor hanno iniziato una serie di campagne promozionali volte a “rubare” gli utenti di Didi.

La campagna che il governo cinese sta portando avanti contro Didi Chuxing fa parte dei suoi innumerevoli sforzi volti a regolare il mercato del paese. A metà settembre Pechino ha spinto per l’accordo tra Alibaba e Tencent per frenare il sistema anticompetitivo creatosi tra i due, e quest’ultima azione verso Didi pare voler dimostrare l’importante peso che il governo, e specialmente il Ministero dell’Industria, Informazione e Tecnologia, vuole dare alla protezione dati. Queste nuove regolamentazioni stanno soffocando le Big Tech cinesi, e portandone alcune vicine al fallimento.

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