Partita nella notte italiana la missione di SpaceX “Inspiration4”, la prima missione spaziale con un equipaggio composto solo da quattro privati cittadini senza alcuna precedente formazione da astronauta. Per i prossimi tre giorni i quattro “civili” a bordo della Crew Dragon viaggeranno nell’orbita bassa terrestre sorvolando il 90% delle terre abitate del pianeta Terra

Partita verso le 20 locali (le 2 di notte in Italia) la missione spaziale Insiration4, la prima al mondo interamente civile targata SpaceX. A bordo del Crew Dragon “Resilience” che adesso orbita sulle nostre teste, infatti, ci sono quattro persone che non hanno mai effettuato alcun addestramento specifico da astronauta, se non quello impartito dalla SpaceX in vista della missione. Delle quattro persone a bordo, solo una è un miliardario, il finanziatore dell’impresa Jared Isaacman. Gli altri tre sono persone “normali” (almeno per gli standard a cui ci hanno abituato gli astronauti): la geoscienziata Sian Proctor, l’ingegnere Christopher Sembroski e la dottoressa Hayley Arceneaux (la prima persona nello spazio con una protesi). A ciascuno dei quattro membri dell’equipaggio è stato assegnato un call sign per le comunicazioni durante la missione: “Rook” per Isaacman, “Leo” per Proctor, “Nova” per Arcenaux e “Hanks” per Sembroski “Hanks”.

LA MISSIONE INSPIRATION4

Inspiration4 ha lasciato la Terra dallo storico Launch Complex 39A del Kennedy Space Center, il punto di imbarco per le missioni Apollo e Space Shuttle, e per i prossimi tre giorni viaggerà sopra le nostre teste volando nell’orbita bassa terrestre, forse addirittura più in alto della Stazione spaziale internazionale (che si trova a circa 390 chilometri di altezza). I quattro membri dell’equipaggio sono stati selezionati dalla SpaceX in base a quattro diverse caratteristiche umane che ben rappresentano lo spirito con cui i terrestri si pongono verso il futuro dell’esplorazione spaziale: leadership, prosperità, generosità e speranza.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo della missione è completamente nuovo nel panorama dell’esplorazione spaziale: non la ricerca scientifica ma la beneficenza. Infatti, lo scopo di Inspiration4 è raccogliere 200 milioni di fondi da destinare alla ricerca sul cancro infantile condotta dal St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis, nel Tennessee, uno dei centri più all’avanguardia al mondo. Chiunque potrà in qualche modo “finanziarie” questa missione spaziale inviando la propria donazione. Al di là del bel gesto, SpaceX rivoluziona ancora una volta lo spazio, non più frontiera, ma luogo assolutamente familiare sia per chi parte che per chi rimane a terra, che può sentirsi molto più partecipe della nuova era spaziale dell’umanità rispetto a quanto poteva farlo prima con le missioni gestite dalle agenzie spaziali statali.

LEADERSHIP

Jared Isaacman è l’unico miliardario a bordo, nonché il principale finanziatore dell’impresa. La missione Ispiration4 è stata, infatti, in larga parte finanziata con i suoi fondi, avendo messo a disposizione i primi cento milioni di dollari. Oltre ad essere il fondatore e ceo di Shift4 Payments, una società che si occupa di sistemi per l’elaborazione automatica dei dati contabili, Issaacman è un pilota esperto abilitato al pilotaggio di aerei commerciali e militari, essendo anche il co-fondatore di Draken International, una scuola privata per i piloti delle Forze armate Usa. Issaacman ha vinto due volte il record di velocità per il volo intorno al mondo, nel 2008 e nel 2009, oltre ad aver partecipato a più di cento airshow in tutto il globo. Secondo l’interpretazione della SpaceX la sua presenza a bordo rappresenta il valore della “leadership”.

PROSPERITY

Ai comandi della capsula c’è la dottoressa Sian Proctor, identificata con la caratteristica della “prosperità”, pilota, geologa, professoressa di geoscienza e specialista della comunicazione scientifica. Il padre lavorava per la stazione di rilevamento della Nasa a Guam durante le missioni Apollo e Proctor ha portato avanti la passione familiare dello spazio diventando un astronauta analogico, cioè un esperto nella conduzione di attività spaziali simulate utilizzate per la progettazione delle operazioni vere e proprie. Oltre a essere una divulgatrice spaziale riconosciuta in tutto il mondo, nel 2009 è stata tra i finalisti per il programma di reclutamento astronauti della Nasa.

GENEROSITY

La “generosità” è rappresentata da Chris Sembroski, primo specialista di missione a bordo e l’unico ad avere un passato come militare. Sembroski ha infatti servito nell’Aeronautica militare degli Stati Uniti dove si è laureato in aeronautica professionale e venendo impiegato come specialista per i missili intercontinentali Minuteman III. Dopo il servizio militare Sembroski ha cominciato a lavorare per l’industria aerospaziale privata, dove ha impiegato la tecnologia spaziale per sviluppare soluzioni innovative per rivoluzionare le attrezzature e i data center degli ospedali.

HOPE

Infine, come secondo specialista di missione e identificata dalla caratteristica della “speranza” c’è la giovane dottoressa Hayley Arceneaux. Sopravvissuta ad un cancro alle ossa quando aveva dieci anni grazie alle cure del St. Jude Children’s Research, dopo la laurea in assistenza medica nel 2016 è tornata a lavorare al St. Jude per lavorare insieme ai pazienti affetti da leucemia e linfoma. Grazie alla missione Inspiration4, inoltre, Arceneaux è la prima persona con una protesi a raggiungere lo spazio: per guarirla dal suo osteosarcoma, infatti, i medici hanno dovuto sostituire parte di un femore con una protesi di metallo.

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