Il partito azzurro chiede uno stop selettivo delle cartelle destinate a partite Iva e piccoli imprenditori, per evitare un nuovo bagno di sangue. Lega e Fratelli d’Italia si accodano e aumentano il pressing su Draghi

Piano piano, la breccia si apre. E alla fine la mina potrebbe essere anche disinnescata. Sulle famiglie italiane, il cui grosso è fatto di partite Iva e piccoli imprenditori, incombe l’incubo di 60 milioni cartelle esattoriali, di cui 4 in partenza entro fine 2021. Atti messi nel congelatore dal governo Conte prima e Draghi poi, nei lunghi e devastanti mesi della pandemia, ma ora pronti a tornare nelle borse dei postini. Soldi che lo Stato vuole indietro, per evitare buchi nei conti pubblici e il messaggio di una sanatoria sempre dietro l’angolo.

Ma l’ancora fragile economia italiana non reggerebbe il colpo. Questo sostiene Forza Italia, e il vicepresidente Antonio Tajani lancia una proposta che sta conquistando spazio politico: il blocco dell’invio delle cartelle esattoriali per le categorie più esposte e colpite dalla pandemia, a cominciare dalle partite Iva. E questo, fino a metà del 2022, sempre che non sia necessaria una ulteriore proroga.

“Noi”, ha spiegato Tajani, “vogliamo sconfiggere il virus sia da un punto di vista sanitario sia economico. Per questo dobbiamo assolutamente sostenere le imprese che ne hanno più bisogno. Chiediamo un rinvio selettivo delle cartelle, il ministero dell’Economia dovrà fare una lista”. Dunque, nei desiderata del partito azzurro, non c’è nessuna sanatoria, semmai un intervento di chirurgia fiscale per aiutare chi vive di fatturato e ricavi e non di stipendio.

Forza Italia quindi brucia sul tempo le iniziative di altre forze politiche per chiedere al governo una parola definitiva sulla questione. Su questa linea si potrebbe trovare un’ampia maggioranza ora che anche Giuseppe Conte ha aperto alla rottamazione delle cartelle. Resta lo scetticismo di buona parte del Pd anche se nel corso di un impegno elettorale Enrico Letta ha annunciato che il suo partito si impegnerà “per una grande riforma del fisco che aiuti le piccole e medie imprese, che aiuti chi paga le tasse correttamente, che aiuti la fedeltà fiscale”.

Intanto arriva la sponda della Lega. “Grazie alla trattativa di queste ore portata avanti dalla Lega, il governo si impegna a prorogare ulteriormente i termini delle notifiche delle cartelle esattoriali riferite al periodo relativo all’emergenza della pandemia”, ha affermato Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. “Impegno esteso anche a sospendere gli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione, un aiuto concreto per permettere a milioni di italiani di uscire dalla crisi”.

Insomma, il fronte delle cartelle si allarga a tutto il centrodestra, per ora. “Grazie a Fratelli d’Italia il parlamento all’unanimità ha impegnato il governo a rinviare e dilazionare le cartelle esattoriali. L’ultimo rinvio, infatti, era scaduto a fine agosto e da settembre erano ripartite le notifiche: un fatto inaccettabile in un momento di crisi economica, soprattutto per tutte quelle attività costrette alla chiusura dai provvedimenti anti-Covid dei governi Conte e Draghi. Una vittoria di Fratelli d’Italia che aveva lanciato l’iniziativa apponendo la prima firma al documento poi sottoscritto dalle altre forze politiche”, ha sottolineato Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI alla Camera.

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