Al Centro Studi Americani la quinta edizione del premio Pair, che ogni anno celebra i pontieri dell’amicizia fra Italia e Stati Uniti. Da Bocelli a Muccino, da Barilla a Colaucci, tutti i vincitori premiati da Gianni Letta e Gianni De Gennaro. Fra loro anche l’ambasciatrice a Washington Mariangela Zappia: “Gli Stati Uniti considerano l’Italia un prezioso esportatore di sicurezza”

Fra Italia e Stati Uniti c’è un ponte di amicizia e alleanza che dura da decenni e ormai è tra i più solidi in Europa. I mattoni sono fatti di cultura, diplomazia, soft power, investimenti, commercio, arte. I costruttori sono tanti. Fra di loro c’è chi però chi ha dato un contributo unico per rendere il ponte solido e ben piantato.

Con questa consapevolezza è nato cinque anni fa il premio PAIR (Prize for American-Italian relations), che ogni anno si propone di segnalare “una o più personalità italiane o americane che, con la loro opera e le loro attività abbiano contribuito a costruire ponti tra le due sponde dell’Atlantico”.

Dopo un anno di pausa imposto dalla pandemia, l’edizione del 2021 è stata ancora una volta accolta nella cornice del Centro Studi Americani, la più prestigiosa istituzione culturale americana a Roma con più di cent’anni di storia fra gli affreschi di Palazzo Mattei di Giove, a via Caetani. Protagonisti della serata il padrone di casa, il presidente Gianni De Gennaro, già capo della Polizia e del Dis (l’intelligence italiana), insieme al presidente onorario del premio, Gianni Letta, e al direttore del Csa, il prefetto Roberto Sgalla.

 

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Una sala gremita di autorità e personalità del mondo politico, culturale e artistico che fa la spola fra Roma e Washington si è riempita per celebrare, finalmente in presenza, i nuovi vincitori del Pair. Fra gli altri, in platea, il vicepresidente di Medusa Giampaolo Letta il presidente di Sisal Aurelio Regina, la giornalista di Rai 3 Lucia Annunziata e il vicepresidente esecutivo di Tim Alessandro Picardi, il responsabile delle Relazioni istituzionali di Elettronica Lorenzo Benigni, Massimiliano Tarantino, board della Fondazione Feltrinelli e il magistrato Liliana Ferraro.

La lista dei loro nuovi premiati dà un’idea dell’autorevolezza del premio. Fra gli altri, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex premier Giuliano Amato, l’ex direttore dell’Fbi Louis Freeh e il regista Giuseppe Tornatore, la scienziata Ilaria Capua e i compositori Ennio Morricone e Nicola Piovani.

Non è da meno l’elenco dei vincitori della nuova edizione. Sul palco del Csa sono stati elencati uno ad uno da Letta, con un evento moderato da Paola Saluzzi. Ogni premiazione è stata preceduta da una melodia, in alcuni casi composta per l’occasione, dall’orchestra della Polizia di Stato diretta dal maestro Roberto Granata. Ecco allora salire, chi di persona, chi virtualmente, personalità di spicco dell’Italia nel mondo. Il regista Gabriele Muccino, che “ha saputo infondere un tocco di italianità, fatto di umanità, calore e passione” nei diversi film americani che ha diretto, alcuni diventati iconici, come “La ricerca della felicità” con Will Smith.

Poi l’eccellenza italiana nel settore alimentare con la Barilla, la storica azienda che negli anni ’50 ha avviato i contatti con gli Stati Uniti, nel 1990 ha costruito il primo pastificio in Iowa e oggi è un riferimento per il mercato americano. A ritirare il premio Paolo Barilla, che ha ricordato come la relazione fra Barilla e Stati Uniti “continua rafforzarsi anno dopo anno”.

Sul palco è salita anche la diplomazia con Mariangela Zappia, la nuova ambasciatrice dell’Italia negli Stati Uniti, arrivata a Washington dopo una decorata carriera diplomatica, già rappresentante permanente dell’Italia all’Onu. “Come ambasciatrice dell’Italia negli Stati Uniti sento una profonda responsabilità”, ha detto durante la consegna del premio, “l’amicizia fra i nostri due Paesi ha radici storiche e si rinnova ogni giorno con uno sguardo al futuro”.

Il collante fra le due sponde dell’Oceano, ha aggiunto, è fatto di “valori, democrazia, libertà, rispetto dei diritti umani, collaborazione su tutti gli ambiti”. In particolare su un fronte: “Dobbiamo difendere i diritti conquistati dal popolo afgano e contrastare la minaccia del terrorismo, gli Stati Uniti sono grati dell’impegno italiano in tutti gli scenari sensibili, dal Sahel all’Iraq, dalla Libia al Kosovo, considerano  l’Italia un prezioso esportatore di sicurezza”.

Tra gli altri premiati l’oncologo di fama mondiale Napoleone Ferrara, “che ha contribuito in maniera importante nella biologia dell’angiogenesi”, poi un premio ad honorem in memoria di Gianluigi Colaucci, il restauratore cresciuto alla scuola di Cesare Brandi che ha riconsegnato al mondo la Cappella Sistina e gli affreschi di Michelangelo con nuovi, brillanti colori. Infine un riconoscimento del Pair è andato alla Andrea Bocelli Foundation, la fondazione benefica fondata nel 2011 dall’omonimo tenore italiano che, fra le altre cose, nel suo primo decennio di vita “ha raccolto oltre 40 milioni di euro che hanno portato alla realizzazione di 9 scuole in Italia e ad Haiti”. A ritirare a distanza il premio lo stesso Bocelli, con un discorso rotto dall’emozione, alla vigilia della nuova tourneé americana.

 

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