Dopo aver intimato al fondatore del colosso immobiliare andato in default a causa dei debiti di rimborsare i creditori di tasca propria, la vigilanza cinese estende l’invito a tutti i gruppi del settore insolventi verso il mercato. Mentre fa capolino una Evergrande formato Europa…

Si salvi chi può. E chi non può, peggio per lui. Xi Jinping deve proprio aver perso la pazienza dinnanzi alla catena di insolvenze nel settore immobiliare, cominciato con l’implosione di Evergrande, da cui ha avuto origine un effetto domino che rischia di spazzare via un pezzo di industria che vale il 25% del Pil cinese. E alla fine deve essersi convinto che non è giusto metterci i soldi dei cittadini per rimediare agli errori altrui.

E così, dopo aver intimato al fondatore di Evergrande, Hui Ka Yan, di usare la sua ricchezza personale, tra le maggiori del Paese (circa 8 miliardi di dollari), per alleviare la crisi del debito dello sviluppatore immobiliare sull’orlo del default per il debito da 305 miliardi di dollari, adesso tocca agli altri. I regolatori del Dragone, vigilanza finanziaria in testa, hanno infatti incoraggiato le società a un passo dal default, l’ultimo caso è Modern Land, a rimborsare i loro debiti con i creditori internazionali.

Anzi, le aziende dovrebbero prepararsi a pagare con il proprio capitale gli interessi delle obbligazioni offshore emesse e non rimborsate. Le autorità non hanno fatto nomi, ma l’invito non per nulla sottovalutato. Pechino non interverrà, lasciando molti colossi dell’immobiliare al proprio destino.  “La maggior parte degli investitori pensa che se il governo cinese non fa nulla, Evergrande fatica a pagare le cedole in tempo”, ha rivelato una fonte interpellata dal Financial Times. La stessa, ha spiegato di non aspettarsi un coinvolgimento diretto del governo nei salvataggi.

Intanto, pare proprio che anche l’Europa abbia la sua Evergrande. Si tratta di Adler, un gruppo immobiliare lussemburghese carico di 8 miliardi di euro di debiti, sotto accusa per frode e false informazioni finanziarie.  Secondo indiscrezioni di Bloomberg, pare che il gruppo abbia raggiunto un accordo per vendere asset del valore di oltre 1 miliardo di euro al colosso americano Kkr, nel tentativo di ridurre il carico di debiti.

La società, in un comunicato, si è limitata a dire che ha firmato un accordo di cessione di asset del valore di un miliardo di euro con un gruppo primario di investimenti. Si tratta di 14.368 unità immobiliari, valutate a un prezzo superiore al valore di libro stimato da Cbre Group lo scorso giugno, ha spiegato la stessa Adler, situate in città di medie dimensioni della Germania orientale.I proventi netti dall’operazione dovrebbero aggirarsi attorno a 600 milioni di euro dopo il rimborso dei prestiti garantiti, portando il rapporto fra debito e valore degli asset (loan-to-value ratio) sotto al 50%. Ma basterà?

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