I Verdi potrebbero essere il partito che imporrà posizioni di discontinuità a livello europeo. I Liberali metteranno paletti a livello economico, essendo l’ago della bilancia della coalizione

Si è tenuto oggi il seminario “La politica europea della Germania nell’anno delle tante elezioni”, in cui sono stati affrontati temi caldi della politica tedesca nei giorni in cui Spd, Verdi e Liberali stanno cercando di trovare un accordo per formare un governo. Gli ospiti del seminario erano Christine Dankbar, giornalista del Berliner Zeitung, e Rafael Loss, coordinatori di progetti sui dati all’European Council on Foreign Relations. La coalizione semaforo sembra essere sempre più vicina. Sarebbe la prima volta che un governo tedesco potrebbe essere composto da tre partiti.

MINISTERI E QUESTIONI INTERNE

In questi giorni è iniziato il toto nomi: chi saranno i ministri di questa possibile coalizione? Se la figura del Cancelliere è sicura, le altre posizioni apicali sono incerte. L’Italia guarda con attenzione a chi potrebbe ricoprire la carica di ministro delle Finanze. Quando si trovano accordi di coalizioni entra sempre in gioco l’aritmetica, ma questo dicastero sarà quasi sicuramente dato in mano ai Liberali. Christian Lindner, capo dell’Fdp dal 2013, è il partito che ha ottenuto meno voti tra i tre della coalizione semaforo, ma sa di essere l’ago della bilancia per la formazione del governo. Le sue posizioni in ambito economico sono molto diverse rispetto a quelle dei Verdi e dell’Spd. Secondo la sua visione, l’intervento dello Stato deve essere il meno invadente possibile e una tassa sui redditi più alti, che invece vogliono Spd e Verdi, sarebbe impensabile da applicare. Riassumendo: l’Spd punta sul campo sociale, i Verdi sul tema climatic e l’Fdp su digitalizzazione ed economia. Se Lindner sarà il nuovo ministro delle Finanze tedesco le grandi aziende potranno tirare un sospiro di sollievo, come in parte anche gli italiani a livello europeo.

LIMITI LIBERALI

Prima di passare alla visione europea di questo governo, c’è un tema-simbolo di cui si sta parlando: il limite di velocità in autostrada, assente in quelle tedesche. La Germania detiene il 22,7% delle esportazioni mondiali di auto. Parlare di auto in questo Paese è come discutere di cibo in Italia: attira molta attenzione. I Verdi sono favorevoli all’introduzione del limite di velocità mentre i liberali no. Uno dei due partiti dovrà rinunciare al tema. I Verdi potrebbero essere disposti a scendere a compromessi perché quello sul limite di velocità è un argomento essenziale per l’Fdp.

L’EUROPA CAMBIERÀ?

Se sulla politica interna sono i Liberali a pensarla diversamente rispetto a Verdi e socialdemocratici, a livello europeo la discontinuità rispetto al governo della Große Koalition potrebbe manifestarsi nelle posizioni dei Grüne. Ma prima di iniziare bisogna fare due premesse. La prima: Spd e Cdu sono stati alleati per 8 anni nel Bundestag ma a livello europeo appartenevano a due gruppi opposti. La seconda: Angela Merkel ha cambiato molto la propria politica europea negli ultimi due mandati; quello partito nel 2013 è stato caratterizzato da una visione più chiusa e conservatrice per poi cambiare a fine mandato verso una politica più distensiva e aperta ai paesi del Sud Europa. Nel seminario è venuto fuori che tutti i partiti potrebbero avere un atteggiamento simile a quello mostrato da Merkel nel suo ultimo mandato. Le differenze potrebbero manifestarsi più che altro nella politica estera extra-Ue. Il partito ambientalista, per esempio, farà pressioni sull’Spd avere un atteggiamento diverso nei confronti della Russia. Un tema che accende il dibattito è il funzionamento del Nord Stream 2, un progetto essenziale per la Germania merkeliana e fortemente antiambientalista per la Germania che verrà.

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