Il “grande futuro” della difesa e sicurezza si è riunito a Roma per i settant’anni di Elettronica. Con Roberto Baldoni, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Guerini e (in video) Luigi Di Maio si sono ritrovati tanti esperti e pensatori per indagare l’impatto dell’innovazione tecnologica (e non solo) sulle relazioni internazionali. Tra loro anche l’inventore della chiavetta Usb, Dov Moran, e l’ideatore dell’espressione Internet of Things, Kevin Ashton

Elettronica festeggia i suoi primi settant’anni, e lo fa celebrando a Roma “una storia fatta di futuro”, costellata da successi di ricerca e innovazione al servizio della Difesa nazionale. Lo fa soprattutto offrendo una visione di “grande futuro”, con interventi di autorevoli esperti e addetti ai lavori. “L’azienda è un organismo vivente, ed è qualcosa che è necessario celebrare”, ha spiegato il presidente Enzo Benigni. “Date le difficili condizioni dell’anno vissuto, abbiamo deciso di fare qualcosa che rappresentasse il contributo di Elt al futuro”.

L’EVENTO

Per questo, a offrire le loro idee di futuro nella cornice dei laboratori del Teatro dell’Opera di Roma, di fronte a Circo Massimo, sono state invitate personalità diverse, provenienti dal mondo dell’industria e delle istituzioni, ma anche dall’accademia e dal mondo dell’informazione. Con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, anche il presidente della repubblica di Armenia, Armen Sarkissian, il presidente di KKR Global institute e Partner di KKR, David H. Petraeus, il presidente di Acciaierie Italia Spa., Franco Bernabè, Dov Moran, esperto di tecnologia e inventore della chiavetta Usb, e Kevin Ashton, esperto di tecnologia e di digital transformation, inventore del termine Internet of Things. Presenti anche il presidente del Comitato militare dell’Unione europea, Claudio Graziano, il direttore generale dell’Agenza italiana cybersecurity, Roberto Baldoni, e Gianni Letta, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. In video un messaggio del ministro dell’Economia e delle finanze francese, Bruno Le Maire.

LA DIFESA CHE CAMBIA

In scena tante idee sul “grande futuro”, offerte da un’azienda fondata sette decenni fa dall’ingegner Filippo Fratalocchi, e passata dagli allora 25 dipendenti ai mille attuali, distribuiti su cinque sedi nel modo e due società partecipate: Elt GmbH e Cy4Gate. “Non esistono più confini tra Difesa e sicurezza; la digitalizzazione ha reso la nostra vita di tutti i giorni più semplice ma anche più fragile”, ha notato Domitilla Benigni, ceo e coo di Elettronica, illustrando la sua visione di quello che aspetta il futuro dell’Italia e dell’Europa. “I conflitti a cui dobbiamo prepararci sono silenziosi e invisibili, come lo è lo spettro elettromagnetico”. Ed è proprio del campo elettromagnetico, che va dal cyber alle piattaforme di protezione degli aerei, che Elettronica ha fatto il suo settore di studi fin dagli albori della società. Oggi, nel mondo sempre più interconnesso, questa esperienza settantennale ha reso l’azienda italiana una delle eccellenze industriali a livello europeo e non solo.

LA SICUREZZA EVOLVE

Come spiegato da Roberto Baldoni, direttore generale della neonata Agenza per la cyber sicurezza nazionale: “La sicurezza non è qualcosa che si conquista e rimane tale per sempre, va continuamente alimentata poiché gli attaccanti utilizzano sempre nuove metodologie”. Questo è particolarmente vero nel settore della sicurezza informatica, come ha ricordato il presidente di Acciaierie Italia Spa., Franco Bernabè: “L’attacco è diventato molto più facile rispetto alla difesa, e meno costoso, richiedendo di conseguenza continui investimenti nel settore”. In questo senso per Baldoni è necessario che l’Italia alzi il livello della propria capacità di resilienza agli attacchi cibernetici, anche facendo ricorso alle risorse messe in campo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Tre le priorità individuate da Baldoni, c’è lo sviluppo “di una tecnologia nazionale ed europea anche per migliorare la messa in sicurezza dalle infrastrutture critiche”. È lo stesso concetto di “sovranità tecnologica” illustrata dal presidente Benigni, basata su “creatività e innovazione” che, secondo Gianni Letta, hanno da sempre caratterizzato Elettronica.

IL MONDO CHE CAMBIA

Secondo quanto espresso da Dov Moran, l’inventore della chiavetta Usb: “Non esiste una tecnologia senza rischi, e più la tecnologia è avanzata, più elevato sarà il rischio”. Con l’aumentare della connettività diffusa, infatti, aumenteranno anche gli attacchi cyber, e bisognerà imparare ad analizzare e prevenire queste minacce. Si tratta di capacità preziose per affrontare il futuro. “Il mondo sta affrontando la più complessa sequenza di sfide che abbia mai affrontato dalla fine della Guerra Fredda”, ha notato David H. Petraeus, generale in pensione dell’Esercito degli Stati Uniti, ex comandante del Central command degli Stati Uniti e delle forze della coalizione in Afghanistan, nonché ex-direttore della Cia. Per il generale, “nessuna di queste sfide può essere risolta da un solo Paese; piuttosto, serve una leadership e gli sforzi congiunti delle maggiori potenze mondiali che devono riconoscere l’urgenza del momento”.

IL VALORE DELLO SPETTRO ELETTROMAGNETICO

Della stessa opinione il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Unione europea, per il quale “le emerging and disruptive technologies amplificheranno il potenziale delle armi elettromagnetiche che determineranno l’impiego delle piattaforme militari nei prossimi decenni”. Con le lezioni apprese dall’Afghanistan, l’incremento della competizione con la Cina e l’affacciarsi sullo scenario globale di nuove potenze, per Graziano diventa sempre più importante procedere verso la creazione di un’Europa più assertiva sul palcoscenico internazionale, un Europa: “In grado di operare in tutto lo spettro delle crisi e difendere la propria sovranità tecnologica”.

IL PROGRAMMA TEMPEST

Alla sfida europea guarda Elettronica, che in sette decenni ha partecipato ai maggiori programmi continentali. È per la stessa ragione già nel team che lavoro sul Tempest, il velivolo di sesta generazione promosso da Londra, con Italia e Svezia. Secondo Enzo Benigni: “Il programma Tempest è complicato, perché non si tratta solo di un aereo, come fu l’Eurofighter, ma di un sistema composto da sensori, satelliti e strutture avanzate di comando e controllo”. Il progetto britannico, inoltre, “prevede ritorni proporzionati a quanto i Paesi partecipanti intendono investire, e se vuole giocare un ruolo di primo piano, è bene che l’Italia investa a fondo nel programma”.

COLLABORAZIONI EUROPEE

Le collaborazioni europee come il Tempest e il Fcas, che il presidente Benigni spera possano un giorno convergere, dimostrano l’importanza della cooperazione industriale europea in materia di difesa. Soprattutto nel settore della tecnologia del campo elettromagnetico, i costi di sviluppano superano di molto i costi necessari a recuperare un eventuale “gap”, ed è per questo che gli investimenti europei nella ricerca e sviluppo possono aiutare a mantenere questo vantaggio. “In questo momento c’è da parte dell’Italia una maggiore attenzione e partecipazione ai fondi europei della difesa, e questo da al settore maggiore stabilità – ha spiegato alla stampa Domitilla Benigni – questi, uniti agli investimenti proprietari di Elettronica ci consente di spingere di più sulla ricerca e sviluppo”.

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