Alla presenza del ministro Lorenzo Guerini, si è tenuta oggi a Roma la cerimonia di avvicendamento tra il generale Nicolò Falsaperna e il generale Luciano Portolano alla guida del Segretariato generale della Difesa. La missione è preservare (e rafforzare) una base tecnologica altamente competitiva

“Al generale Falsaperna, che oggi lascia il servizio attivo, desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento e l’apprezzamento di tutta la Difesa per quanto è stato fatto in questo triennio; al generale Portolano, che assume oggi la responsabilità del Segretariato generale della Difesa, rivolgo i miei più sinceri auguri per il nuovo incarico”. Così il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è intervenuto questa mattina, alla cerimonia di avvicendamento alla carica di segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti (Sga/Dna) tra il generale Nicolò Falsaperna, uscente, e il generale Luciano Portolano. Presenti al passaggio di consegne il presidente della Commissione Difesa del Senato, Gianluca Rizzo, il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, il capo di Stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli e i capi di stato maggiore di Esercito, Marina, Aeronautica e il comandante generale dei Carabinieri. I due generali sono anche stati ricevuti al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

SEGREDIFESA

Per Guerini “Il Segretariato generale della Difesa è stato protagonista in questi anni di un prezioso lavoro che ha consentito alla Difesa di procedere con grande credibilità nella giusta direzione, per potenziare questa risorsa essenziale del Paese”. L’organo oggetto del cambio di comando è al vertice della struttura della Difesa nazionale, e si occupa di attuare tutte le direttive del ministro in materia di alta amministrazione, indirizzo e coordinamento delle attività della Difesa. A SegreDifesa spetta anche la gestione delle risorse finanziarie, nonché il compito di tradurre le decisioni politiche in attività contrattuali e amministrative.

LA DIREZIONE NAZIONALE ARMAMENTI

Connesso al ruolo di segretario generale della Difesa c’è l’altrettanto delicato ruolo di direttore nazionale armamenti, la cui funzione è mettere in pratica la definizione e l’indirizzo delle attività di studio, ricerca e sviluppo, acquisizione e produzione finalizzate a dotare le Forze Armate dei mezzi e materiali necessari per svolgere la loro missione. “Per l’Italia – ha proseguito Guerini – possedere una base tecnologica altamente competitiva nel settore della Difesa rappresenta una condizione essenziale su cui poggiare la propria sovranità”.

IL NUOVO COMANDANTE

Il generale di corpo d’armata Luciano Portolano, classe 1960 di Agrigento, ha ricoperto fino a questo momento la carica di capo del Comando di vertice interforze, supervisionandone, tra l’altro, la recente elevazione del “Coi” a “Covi” (con annessa quarta stella per il suo comandante), passato ad essere il punto di raccordo di tutte le componenti operative delle Forze armate italiane, comprese quelle nuove, spaziale e cibernetica. Una vera rivoluzione (qui i dettagli) che ha sottolineato il passaggio nell’impostazione strategica italiana dalla logica interforze a quella più complessa del multi-dominio. Il generale Portolano, era già stato a capo del Coi dal 2019, dopo averne guidato il Reparto operazioni dal 2012 al 2014, prima di passare al comando della Forza di interposizione in Libano della Nazioni Unite (Unifil). Nel corso della sua carriera, ha operato in Kuwait, Kosovo, Macedonia e Afghanistan, dove, dal 2011 al 2012, è stato comandante del Regional Command West della missione Isaf, incarico per cui è stato insignito dall’allora presidente Usa Barack Obama della prestigiosa Legion of Merit. A settembre 2016 è invece approvato a Napoli, per ricoprire il ruolo di capo di Stato maggiore dell’Allied Joint Force Command della Nato a Napoli.

AQUILA OMNIA

Proprio mentre era al comando del Covi, il generale Portolano ha guidato l’operazione umanitaria “Aquila Omnia”, la missione di evacuazione dall’Afghanistan che in 15 giorni è riuscita a riportare in Italia il proprio personale militare e civile, oltre che cinquemila afghani nostri collaboratori con le loro famiglie. Nelle parole del ministro: “Le immagini dello straordinario sforzo organizzativo e operativo compiuto dal Covi, sotto la guida del generale Portolano, nelle concitate giornate di metà agosto, sono ancora impresse nei nostri occhi e nella nostra memoria”. Nel salutare lo staff del Covi, Portolano ha espresso una profonda gratitudine per la professionalità e l’impegno messo in campo da soldati, marinai, avieri, carabinieri e civili: “I contributi offerti da tutti voi hanno dimostrato il valore aggiunto che questo Comando può esprimere in situazioni caratterizzate da imprevedibilità ed impatto globale”.

LE PROSSIME SFIDE

Ora le nuove sfide per Portolano saranno armonizzare le gli obiettivi della Difesa con quelli di sviluppo e produzione dell’industria nazionale. Come sottolineato dal ministro: “L’industria della Difesa italiana è una delle più competitive realtà nazionali, motore di innovazione, patrimonio di conoscenza e di occupazione qualificata, fattore di credibilità e di proiezione internazionale dell’Italia”. Per questo gli obiettivi del nuovo Snd/Dna saranno predisporre e individuare i migliori strumenti per valorizzare al meglio gli investimenti della Difesa in modo da garantire il soddisfacimento delle esigenze delle Forze armate, consolidando allo stesso tempo la leadership italiana nel campo della ricerca e dell’innovazione. Importante sarà anche rafforzare gli strumenti di collaborazione internazionale e potenziare la competitività dell’industria nazionale anche sui mercati globali, creando e implementando strumenti appositi allo scopo.

Condividi tramite