Dopo l’inchiesta di Fanpage, trasmessa anche da Piazzapulita su La 7, Crosetto abbandona la trasmissione. “Con Jonghi Lavarini, Meloni non ha nessun contatto”. E Forza Nuova? “Ha detto che va sciolta. Questo clima fa male a Giorgia, non come leader ma come persona. Per questo ha fatto male a rifiutare la scorta”

Ha girato le spalle al “plotone di esecuzione”. Guido Crosetto, fondatore di Fratelli d’Italia uscito dalla vita politica nel 2019, ha lasciato lo studio della trasmissione Piazzapulita dedicata, ancora una volta, all’inchiesta di Fanpage che coinvolge un eurodeputato del partito di Giorgia Meloni e il “barone nero” Jonghi Lavarini. A Formiche.net, Crosetto ammette di “non aver fatto nulla di rivoluzionario. Ho abbandonato una trasmissione nella quale, da oltre un’ora, veniva proposta una narrazione unidirezionale che sembrava costruita con il solo obiettivo di creare un colpevole: Giorgia Meloni”.

Difendere la leader del partito di cui è stato il primo coordinatore, anche se ha lasciato l’incarico tre anni fa, mi pare legittimo…

Ma non l’ho fatto per difendere Giorgia Meloni. L’avrei fatto per chiunque: da Renzi a Conte. Negli ultimi giorni, sto infatti difendendo Conte sulla vicenda Di Donna. Dunque ciò che rileva non è l’aver difeso Meloni. Ma l’essermi sottratto a una narrazione giornalistica che a mio avviso con il giornalismo ha ben poco a che vedere: è giornalismo di teorema, non di inchiesta.

Facciamo chiarezza. Che rapporti intercorrono tra Jonghi Lavarini e Giorgia Meloni?

Ma stiamo scherzando? Nessuno. “Yoghi”, come lo chiamo io, ha semplicemente utilizzato il nome del partito e l’amicizia con dei “cretini” per farsi i suoi interessi. Il “barone nero” strumentalizza l’ideologia per raccattare soldi in nero. È paradossale che Meloni debba rispondere di un personaggio come quello, cui non la lega nessun tipo di rapporto.

Forse poteva rimanere in trasmissione e raccontare tutte queste cose.

Francamente, come detto, dopo un’ora di cannoneggiamento a senso unico, ho ritenuto di dover guadagnare l’uscita. In un certo senso mi dispiace anche, perché so che nelle trasmissioni ci sono persone che lavorano e professionisti che si impegnano. Tuttavia mi sono sentito davvero a disagio, quasi come se la mia presenza lì avallasse la teoria colpevolista verso Giorgia Meloni ma soprattutto un genere di informazione che non fa bene al dibattito e alla crescita democratica.

Alla leader di Fratelli d’Italia si contesta anche il fatto di non aver preso le distanze da Forza Nuova. Cosa ne pensa?

Che non sia così. Meloni ha detto esattamente le cose che hanno detto tutti gli altri, sostenendo che si sia trattato di attacco squadrista, che i violenti vanno puniti, che va sciolta. Quindi, anche in questo senso, non si capisce il motivo per cui Meloni debba prendere le distanze da qualcosa con cui non ha alcun tipo di rapporti. Giorgia si è limitata a sostenere un dato oggettivo: se è vero che a Roma la matrice degli assalti è stata di natura neofascista, a Milano erano coinvolti i centri sociali.

Le polemiche nate a seguito dell’interrogazione di Meloni a Lamorgese che natura hanno?

È stata la titolare del Viminale in primis a sostenere che non si è voluto fermare la manifestazione per paura di ritorsioni. Mi viene da chiedermi con preoccupazione: se lo Stato ha paura di quattro fascistelli, come pensa di contrastare la Mafia e la ‘ndrangheta?

L’inchiesta di Fanpage sta erodendo consensi a Fratelli d’Italia?

Non credo. Penso piuttosto che questo clima che si è creato stia facendo male proprio a Giorgia, non come leader politico ma come persona. Ed è per questo che secondo me ha fatto male a rifiutare la scorta: a lei sarebbe utile una forma di tutela. Con questi presupposti, può capitare di tutto. Purtroppo. E chi ama la Politica non può accettarlo.

Condividi tramite