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Permettere all'Ucraina di usare le armi contro la Russia può favorire la tregua. Parla Cesa

Occorre riequilibrare le forze in campo per tentare di arrivare a una tregua tra Russia e Ucraina. L’assemblea Nato ha approvato un documento per garantire ulteriori aiuti al Paese invaso anche in ossequio all’appello del presidente Zelensky. L’Italia e gli altri parter atlantici devono continuare a mantenere gli impegni assunti nell’ambito degli accordi bilaterali. L’attenzione non sta calando: chi ci crede, asseconda la propaganda russa. Colloquio con il presidente della delegazione italiana alla Nato, Lorenzo Cesa

Difesa, politica estera e con l'Ucraina. Bonaccini a tutto campo

Un’alleanza larga tra le forze di centrosinistra è possibile. Anzi “necessaria”. La dimostrazione è la compagine che l’ha sostenuto in Regione Emilia-Romagna. Il governatore si è candidato alle Europee cercando di ricucire il partito e perseguire alcuni obiettivi strategici tra cui politica estera e difesa comuni. Nella sua ottica l’Ue deve parlare a una voce, evitando le divisioni prospettate dalla destra. Dalla transizione al Next Generation Eu, il ruolo del Pd nella famiglia politica dei socialisti europei il ruolo del Pd sarà centrale. Colloquio con Stefano Bonaccini

Nessun attrito in maggioranza sul premierato. Il Capo dello Stato? Rafforzato il ruolo. Parla Balboni

Schlein e Meloni si “sfidano” a distanza dal palco di Trento: il premierato continua a far discutere e anche in Aula al Senato gli animi si scaldano. Si dovrebbe arrivare alla votazione dell’impianto di riforma il 18 giugno. Nessuna prerogativa del Presidente della Repubblica è stata intaccata, anzi forze sono stata rafforzate. E dare stabilità ai governi è una priorità per il Paese, ci dice il presidente della Commissione Affari Costituzionali Alberto Balboni

Il Salva casa semplifica pratiche e genera gettito, il superbonus fa vittime. La versione di Spaziani Testa

La “pace edilizia” introdotta dal governo coglie l’esigenza di semplificazione del settore e supera alcune situazioni di criticità che si sono create decenni fa. Non si tratta di un maxi condono, ma di un provvedimento che garantirà anche gettito allo Stato. Il Superbonus resta critico per le situazioni pendenti. Colloquio con il presidente di Confedilizia, Spaziani Testa

Macron gioca la carta Draghi. Sogna un incarico apicale in Europa

“La Francia e tutti nell’ecosistema presidenziale vorrebbero che Draghi giocasse un ruolo”, dice l’eurodeputato del partito liberale Renaissance di Macron, molto vicino all’inquilino dell’Eliseo. Si tratta della prima “investitura” ufficiale fatta pubblicamente dal lato francese verso l’ex presidente del Consiglio italiano. Draghi non è ufficialmente affiliato a nessun grande partito, quindi Macron dovrebbe stringere un importante accordo politico con i leader europei del Partito popolare europeo di von der Leyen e con il cancelliere tedesco Scholz

Perché la maggioranza italiana non è realizzabile in Europa. Parla Reho

Il prossimo Parlamento europeo sarà molto frastagliato e la maggioranza molto meno organica rispetto a quella attuale. Un eventuale avvicinamento tra Ecr e Id potrebbe compromettere i rapporti tra la famiglia politica conservatrice e quella popolare. Non è proponibile la maggioranza che c’è in Italia a Bruxelles perché il Ppe non lavora con forze anti-sistema. Escludere i socialisti? Improbabile. Conversazione con Federico Ottavio Reho, coordinatore della ricerca del Wilfried Martens Centre for European Studies di Bruxelles

Non si combatte l'evasione con il redditometro. La sinistra? Incoerente. Parla Stagnaro

L’esecutivo non ha valutato l’impatto mediatico del ritorno del redditometro, ma è la presa di coscienza che i conti pubblici, soprattutto per via del Superbonus, sono allo sfascio. Il sistema, pur non essendo il male assoluto, rischia di pescare a strascico senza incidere realmente sull’evasione. La sinistra che attacca il governo è incoerente. Colloquio con il direttore delle ricerche dell’Istituto Bruno Leoni, Carlo Stagnaro

Destra e conservatori, asse difficile. E i contraccolpi peseranno (anche) a sinistra. L'analisi di Segatori

Il Rassemblement National di Le Pen e Bardella rompe con i tedeschi di AfD, la Lega plaude e cerca un riposizionamento. Non è automatico però che si costruisca l’asse con i conservatori, né tanto meno con il Partito popolare. Le spinte contrapposte tra elezioni europee (proporzionali) e quelle amministrative (che favoriscono le coalizioni) peseranno internamente dopo il voto. In particolare sul centrosinistra di Schlein. Colloquio con il politologo Segatori

Liberali e Pse per arginare i sovranisti in Ue. Lo schema di Urbinati

La campagna elettorale che stanno conducendo Bonaccini e Schlein serve a restituire un’immagine di unità del partito, ripartendo dalla forza dei territori e in particolare in Emilia-Romagna. Il sistema proporzionale per le Europee rappresenta un argine contro la polarizzazione e non è detto che il Pse sia escluso dal prossimo esecutivo europeo. L’auspicio è che i liberali si alleino con il blocco socialista e che i sovranisti vengano isolati. In Italia? Non c’è alternativa al campo largo. Colloquio con Nadia Urbinati, politologa e docente alla Columbia University

Con Schlein sul Jobs Act, con Ilaria Salis per un'Europa di pace. Parla Fratoianni

Simbolicamente la candidatura di Ilaria Salis rappresenta una nuova prospettiva europea. Un’Unione capace di coltivare la pace attraverso la diplomazia e che azzeri l’economia legata alla guerra. L’adesione di Schlein al referendum della Cgil per l’abolizione del Jobs Act è un segnale positivo, con i dem rapporti buoni. Bene sia saltato il confronto con Meloni: sarebbe stato un danno per le altre forze politiche in campo. Colloquio con Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana

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