Jens Weidmann ha dato le dimissioni mentre in Germania l’inflazione raggiunge picchi mai visti negli ultimi 28 anni. Ecco chi potrebbero essere i successori

Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni, effettive alla fine dell’anno. Il 53enne, alla guida della Banca centrale tedesca da più di 10 anni, in una lettera ai dipendenti ha scritto che era arrivato il momento di iniziare un nuovo capitolo “per la Bundesbank, ma anche per me personalmente”. Molti giornali tedeschi dicono che la sua linea intransigente era orami seguita da pochi. E sul suo successore iniziano le prime voci.

LE REAZIONI DEI POLITICI

Angela Merkel si è detta contraria alla decisione. Weidmann è stato a lungo consigliere economico della cancelliera uscente. Il portavoce del governo Steffen Seibert ha detto che Weidmann ha “rappresentato la Bundesbank in modo eccezionale sia a livello nazionale che internazionale”.

Il candidato cancelliere della Spd Olaf Scholz ha proseguito con gli elogi: “Durante questo periodo, Weidmann non solo ha avuto un’influenza decisiva sulla politica monetaria in Germania e in Europa, ma ha anche promosso l’ulteriore sviluppo dei mercati finanziari internazionali.”

Il leader della FDP Christian Lindner, possibile futuro ministro delle Finanze, ha twittato dicendo di essere rammaricato delle dimissioni di Weidmann. “Era a favore di una politica monetaria orientata alla stabilità, la cui importanza sta crescendo di fronte ai rischi di inflazione.” Ed è proprio quest’ultima che sta facendo preoccupare il mercato tedesco. A settembre l’inflazione è aumentata del 4,1% su base annua, il picco più alto degli ultimi 28 anni.

COMMENTI REALI(STICI)

Alcuni giornali parlano della decisione come di una mossa quasi forzata. Weidmann, tra i membri del Consiglio direttivo della banca, era rimasto in minoranza a essere favorevole a una politica monetaria di controllo, che quindi va in direzione opposta rispetto a quella della Bce. Questa potrebbe essere una delle ragioni del suo prematuro ritiro dall’incarico. Jörg Krämer, capo economista della Commerzbank, ha detto: “Weidmann è sempre stato contrario a una politica del denaro speso senza controllo (…) se non riesci a farti valere per dieci anni con argomenti molto, molto validi, allora sicuramente bisogna fare un passo indietro.”

I CANDIDATI ALLA SUCCESSIONE

La decisione sul successore spetterà al governo che entrerà nei prossimi mesi. Ma i nomi che circolano sono quattro – tutti sulla cinquantina d’anni.

Jörg Kukies è il numero due del ministero delle Finanze tedesche, nominato nel 2018 proprio da chi potrebbe diventare il nuovo Cancelliere: Olaf Scholz. Ha 53 anni, ha passato 17 anni della sua carriera in Goldman Sachs (da dove è passato anche Mario Draghi), ha studiato ad Harvard, ha vinto un dottorato all’università di Chicago. Kukies non è nuovo alla politica: da giovane è stato il leader dei giovani socialisti del Land Renania-Palatinato (chiamati anche “Jusos”).

Claudia Buch è l’attuale vice di Weidmann. Ha 55 anni, nel corso della sua carriera si è concentrata sulla regolamentazione e supervisione delle banche. È membro del Consiglio tedesco dei consulenti economici e ha lavorato al ministero dell’Economia e dell’Energia. Il suo stretto rapporto con Weidmann potrebbe non giovare per una sua nomina.

La terza in lizza è Isabel Schnabel, membro del consiglio della Bce. Dato che nessuna delle 19 banche centrali nazionali della zona euro è guidata da una donna, la probabile nuova coalizione potrebbero sostenere con maggiore forza la scelta di una donna alla guida della Bundesbank. Ha 50 anni, ha studiato in Germania, ha lavorato alla Deutsche Bank e insegna all’Università di Bonn. Anche Erik Nielsen, economista di UniCredit, ha dato il suo endorsement a Schnabel: “Il suo background ed la sua esperienza sono perfetti, e inoltre ha un profondo rispetto a livello europeo e globale”

Marcel Fratzscher ha 50 anni, è presidente dell’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW), insegna alla Humboldt-Universität di Berlin. È membro del comitato consultivo dell’Onu sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, membro del comitato consultivo scientifico del ministero dell’Economia tedesco. È editorialista per alcuni giornali, concentrandosi su temi di macroeconomia, disuguaglianza e integrazione europea.

 

 

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