La deputata di Fratelli d’Italia su Quirinale e sui rapporti nel centrodestra. “Giorgia e Matteo si vedono spesso, come è normale che sia. La Lega ha fatto la scelta di entrare nell’esecutivo, dovendo necessariamente arretrare su certi cavalli di battaglia storici”. Sui rapporti fra Italia Viva e FI: “Gli elettori di FI hanno in più occasioni dimostrato di essere saldamente ancorati ai valori portati avanti dalla coalizione di centrodestra. Non credo possano riconoscere in Renzi un interlocutore credibile e affidabile”

Manca sempre meno. La sfida per il Quirinale sta entrando nel vivo, sebbene si tenti di far credere che non sia così. Anche i politici che generalmente sanno dissimulare molto bene non riescono a tacere del tutto. Silvio Berlusconi è sempre più attivo. Tra aperitivi, cene, summit e incontri. Il Pd si è chiuso a riccio in attesa del nuovo anno (o di avere un nome eccellente da candidare), mentre dalle parti del “centro” tra Azione e Italia Viva si fa strada l’ipotesi Gentiloni. Ma anche, all’opposizione del maxi esecutivo, sono in corso diverse interlocuzioni. E, se il Cav vuole aspirare al Colle, “deve dare risposte coerenti con le linee della coalizione di centrodestra”. Lo dice Paola Frassinetti, deputata di Fratelli d’Italia e fedelissima di Giorgia Meloni.

Frassinetti, che significa “risposte coerenti” con la coalizione’?

Berlusconi ha fatto un’apertura verso Enrico Letta e, più in generale, verso il Pd nei giorni scorsi che è stata in qualche modo un azzardo. Ciò non toglie che l’obiettivo del centrodestra deve essere quello di procedere in maniera compatta. Anche perché questa elezione avrà un riverbero sul futuro del centrodestra.

In che termini?

È una tornata che rappresenta l’epilogo di una stagione politica piuttosto anomala, nella quale ci troviamo a fare i conti con una maggioranza assolutamente eterogenea. Dunque l’elezione del Presidente della Repubblica rappresenterà sicuramente uno spartiacque.

Ma la coalizione potrebbe convogliare i grandi elettori sulla figura di Berlusconi?

Certo.

L’ipotesi Draghi al Colle è vista di buon occhio da Fratelli d’Italia?

Sicuramente sarebbe un passo avanti che sbloccherebbe la situazione politica. Nel senso che l’elezione di Draghi al Quirinale potrebbe, finalmente, dare la possibilità agli elettori di tornare a dire la loro alle urne. E, in questa fase, il centrodestra si presenterebbe come schieramento vincente.

I risultati delle elezioni comunali, Roma in testa, non hanno dato un esito particolarmente roseo per la coalizione. 

Vero, ma a mio giudizio come termometro elettorale sono da considerare più significativi i risultati ottenuti alle Regionali. E quelli danno il centrodestra vincente.

Guido Crosetto, in una recente intervista, ha spiegato che il centrodestra deve cambiare paradigma e strutturarsi con una classe dirigente più solida. È d’accordo con questa lettura?

Assolutamente sì, ma per quanto riguarda la componente di Fratelli d’Italia sono tranquilla: il nostro è un partito composto da persone che si sono forgiate sui territori. Siamo pronti a governare.

Italia Viva ammicca a Forza Italia. Prevede una confluenza?

Mi sentirei di escluderlo. Nel senso che gli elettori di FI hanno in più occasioni dimostrato di essere saldamente ancorati ai valori portati avanti dalla coalizione di centrodestra. Non credo possano riconoscere in Renzi un interlocutore credibile e affidabile.

I rapporti con la Lega come sono in questo momento?

Giorgia e Matteo si vedono spesso, come è normale che sia. La Lega ha fatto la scelta di entrare nell’esecutivo, dovendo necessariamente arretrare su certi cavalli di battaglia storici. Cosa che invece noi non abbiamo fatto. E penso che l’elemento della coerenza ci abbia premiati. Stando ai sondaggi, quantomeno.

In caso di vittoria, prevede uno scontro per la premiership?

No, ma per un semplice motivo: il nostro criterio è sempre stato il medesimo. Il partito che avrà un voto in più degli altri, esprimerà il premier.

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