Cassa Depositi e Prestiti alza il velo sul piano strategico, il primo firmato dal ceo Dario Scannapieco. Oltre 65 miliardi di risorse che si tradurranno in quasi 130 miliardi di investimenti. Focus su clima, digitale, imprese e accesso alla Borsa. Nessun accenno a Tim, ma sugli asset strategici via Goito non mollerà la presa

Uno sforzo eccezionale per un mondo che cambia, Italia inclusa. Cassa Depositi e Prestiti ha alzato il velo sul piano strategico che guarda al 2024 e impegna 65 miliardi di euro su quattro pilastri: clima, digitale, crescita e produttività. Un piano ambizioso, il primo recante la firma del ceo Dario Scannapieco, dal maggio scorso al timone di Via Goito, dopo una lunga esperienza alla Banca Europea per gli investimenti, in veste di vicepresidente, presentato nella cornice dell’Ara Pacis insieme al presidente Giovanni Gorno Tempini e al numero uno dell’Acri, l’associazione delle fondazioni bancarie azioniste di minoranza di Cassa, Francesco Profumo. Il tutto alla presenza di Daniele Franco, ministero dell’Economia, il cui dicastero controlla Cdp.

Nell’attesa di capire se e come Cdp, in relazione al 9,8% detenuto in Tim, si muoverà nella partita per il controllo del gruppo telefonico, Scannapieco ha illustrato un piano che ha come mission il sostegno a un Paese inevitabilmente trasformato dalla pandemia. Le priorità sono puntare a una crescita sostenibile dell’economia, colmare i ritardi del Paese e individuare le priorità di azione, essere vicino a territori e imprese, adottare politiche settoriali per i finanziamenti basate su selettività e rispetto dei criteri di sostenibilità (Esg) e promuovere l’inclusione e la parità di genere. Ma anche rafforzare le competenze tecniche interne per attrarre nuovi talenti e diventare un centro di eccellenza al servizio del progresso e della competitività dell’Italia.

I driver del piano, che rispetto alla strategia precedente allunga il passo di un 5% in termini di risorse impiegate, sono essenzialmente quattro: cambiamento climatico e tutela dell’ecosistema, crescita inclusiva e sostenibile, ripensamento delle filiere produttive, digitalizzazione e innovazione. Il tutto, da allineare il più possibile ai 200 e passa miliardi frutto del Pnrr. Per centrare gli obiettivi, Cdp impegnerà risorse per 65 miliardi di euro, attirando 63 miliardi da terzi (+27%) e attivando nel complesso investimenti per 128 miliardi (+14%). Una crescita che sarà costante nell’arco del piano e che punta a generare un forte impatto a livello economico e sociale, con effetti positivi concreti e tangibili per imprese, Pubblica amministrazione e famiglie.

La strategia di Cassa poi punta poi a ramificarsi ulteriormente, con tre nuovi pilastri trasformativi, che impatteranno e ispireranno in modo trasversale l’attività di Cdp. E cioè,  una attività di analisi strategica e settoriale, centrata anche sulla individuazione dei ritardi da colmare e sulle best practices internazionali per l’adozione di specifiche politiche di finanziamento e investimento e un deciso rafforzamento dell’advisory e della gestione di fondi pubblici, nazionali ed europei, soprattutto a beneficio della Pubblica amministrazione, e con l’intento di orientare gli investimenti verso progetti di qualità. Infine, l’offerta di strumenti finanziari a disposizione di imprese e Pa in modo da coprire ogni necessità nel ciclo di vita di un’azienda o di un progetto.

Lo stesso Scannapieco ha indicato ulteriori sfide per Cdp, nei prossimi mesi che sanciranno la definitiva uscita del Paese dal tunnel della pandemia e il ritorno alla crescita, si spera strutturale. Premesso che “sostenibilità, addizionalità e sussidiarietà rispetto al mercato, strategie, policy e impatto sono i principi-chiave del piano strategico” e che il punto di partenza “è l’osservazione delle sfide urgenti che l’Italia ha di fronte a sé”, l’Italia ha un disperato bisogno di una connettività web all’altezza di un Paese che vive per buona parte in smart working. Per questo “digitalizzazione e innovazione sono una delle quattro grandi sfide da affrontare per contribuire al rilancio dell’economia del Paese”.

D’altronde, “scarsi interventi delle pmi in digitalizzazione, limitata diffusione della banda larga fissa tra le famiglie italiane, sono sfide che dobbiamo vincere assolutamente, e poi c’è il tema della sicurezza informatica che è sotto gli occhi di tutti”. Ancora, considerata la partecipazione di Cassa (7,3%) nel consorzio Euronext, bisognerà favorire l’approdo sui mercati a mezzo Ipo delle imprese di piccola e media taglia, affinché possano raccogliere liquidità dal mercato e finanziarsi.

Naturalmente, per rimanere motore della crescita, Cdp dovrà mantenere solidi presidi nei settori vitali dell’economia, asset stategici inclusi. Senza citare Tim o altre realtà, Scannapieco ha però rassicurato sul fatto che Cassa (azionista di Open Fiber, prossima a salire al 60% dopo il disimpegno di Enel e l’ingresso del fondo Macquarie) “rimarrà azionista stabile a presidio di aziende e di infrastrutture strategiche per il Paese. Quindi un modello in cui c’è Cdp e il mercato. Dopo faremo interventi di scopo e continueremo a investire in imprese in settori chiave ma con logiche di exit: si entra, si aiuta a crescere ma quando è stato raggiunto l’obiettivo si esce”.

Una lettura del piano è stata fornita infine anche dal presidente Gorno Tempini. “Oggi Cassa Depositi e Prestiti è chiamata a fare la sua parte in un contesto di rilancio che rappresenta un’occasione senza precedenti per l’Italia. Il piano guarda al futuro con grande senso di responsabilità e di consapevolezza delle nostre capacità e dei nostri obiettivi: essere sempre più un volano per lo sviluppo sostenibile del Paese e realizzare un significativo impatto a livello economico, sociale e ambientale”.

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