L’ex pentastellato ha rilasciato una nuova intervista in cui schiaffeggia gli ex colleghi, accarezza Virginia Raggi e rilancia l’idea di un nuovo movimento. Eppure, anche se Di Battista continua a gridare, il pubblico sembra essersi ristretto

Alessandro Di Battista è da qualche settimana impegnato in un tour elettorale in giro per l’Italia perché “è importante vedere quanto consenso abbiano certe battaglie”. In una intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera l’ex pentastellato ha – nuovamente – sottolineato la distanza siderale che intercorre ormai tra il Movimento 5 Stelle oggi al governo con il Movimento che lui ha conosciuto e contribuito a far cresce in passato.

“Il Movimento 5 Stelle oggi è drammaticamente irrilevante”, ha detto Dibba, sottolineando che non sia semplicemente schiacciato sul Pd, ma “sono sudditi più o meno inconsapevoli del Draghistan”. Insomma, è chiaro che l’ex grillino non abbia apprezzato le scelte fatte dal Movimento dalla crisi del governo Conte I in poi, a partire dalla scelta di allearsi con uno dei nemici di sempre, il Partito democratico. E sebbene anche il Movimento 5 Stelle stia pagando in termini di consensi le scelte fatte negli ultimi anni di governo, che comprendono anche la gestione della pandemia, di che numeri può farsi forte Di Battista con il suo possibile nuovo Movimento?

Rilevazioni elettorali su una forza politica fantasma ancora non ne esistono, ma una prova elettorale sì. Di Battista, infatti, alle ultime elezioni amministrative aveva lanciato una lista di cui si è definito sponsor (assieme a Davide Casaleggio) raggiungendo una percentuale risibile: l’1.03 per cento dei voti con la sua “Cultura innovazione Roma Ecologista”. I romani, insomma, non si sono fatti convincere da lui né dalla ormai ex sindaca arrivata in quarta posizione al primo turno elettorale, che Dibba coinvolgerebbe con piacere qualora l’idea di un nuovo progetto prendesse effettivamente forma. Assieme a Raggi, che ha sempre ricambiato la stima, potrebbero spalleggiare l’ex grillino anche altri transfughi ex grillini, i componenti del gruppo parlamentare “L’alternativa c’è”, di cui fanno parte 15 deputati e 4 senatori. Eppure la domanda fondamentale resta fuori dal palazzo.

Quello che manca a Di Battista sembra essere la spinta propulsiva antisistema che è oggi incarnata da altri gruppi, uno su tutti i no vax, che hanno sostituito gli altrettanto gridati no euro d’altri tempi. Come opporsi, dopo tutto, a quella stessa Europa che ha messo in piedi il più grande piano di investimenti della sua storia?

Insomma, la nostalgia del Movimento che fu non porta più voti né consensi, e non accende gli entusiasmi, perché, semplicemente, i tempi sono cambiati.

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