Il ministro degli Esteri oggi all’Italian National Day a Expo Dubai, grazie al quale il nostro Paese è entrato nella top ten degli scambi commerciali degli Emirati Arabi Uniti. Gli interventi di Ferro (Ice), Bozzetti (EFG) e Hannappel (Philip Morris)

Da Expo Dubai è stata lanciata la sfida dell’Italia per l’Expo Roma 2030. A farlo è stato oggi il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in visita negli Emirati Arabi Uniti. Alla stampa, che ha incontrato al termine della visita al Padiglione Italia di Expo, Di Maio ha ricordato che per la sfida di Roma “abbiamo una marcia in più, l’Italia ha tanto da dire e lo stiamo dimostrando con il padiglione italiano e lo faremo con la candidatura della nostra capitale”. Con oltre 360mila visitatori nelle prime 5 settimane e circa 10mila visitatori giornalieri “il padiglione Italia è già uno dei più apprezzati”, ha aggiunto.

La grande continuità tra Expo 2020 Dubai ed Expo 2015 Milano e la candidatura di Roma per Expo 2030. Questi alcuni degli argomenti discussi oggi dalla delegazione italiana guidata da Di Maio che ha incontrato il ministro emiratino della Tolleranza e della coesistenza, Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, commissario generale di Expo 2020 Dubai. Italia ed Emirati Arabi Uniti hanno firmato due accordi in occasione della Giornata nazionale dell’Italia ad Expo 2020 Dubai. I due accordi sono stati firmati tra Confindustria e GMISummit e tra Ita (Italian Trade Agency) e l’Uae International Investors Council (Uaeiic) con l’obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali nel settore degli investimenti e della cooperazione economica e commerciale.

Il capo della diplomazia italiana ha partecipato anche al workshop ‘Italy is back on track: Recovery, Resilience and Attractiveness’, che si è svolto a Dubai, dove ha spiegato che “grazie alle politiche adottate dal governo per contenere l’impatto della pandemia e aprire la strada a una robusta ripresa, il Pil italiano dovrebbe crescere del 6% nel 2021. L’export italiano è cresciuto costantemente nei primi nove mesi del 2021: con oltre 377 miliardi di euro di valore, l’export italiano ha raggiunto un traguardo eccezionale, superando anche il record pre-pandemia di 356 miliardi di euro dello stesso periodo del 2019”.

Entusiasta è stato anche l’intervento di Carlo Ferro, presidente di Agenzia Ice, il quale ha spiegato che “la prospettiva di attrazione delle imprese in Italia non soltanto si basa sulla tradizione e sulla capacità del ‘bello e ben fatto’ della nostra manifattura, sulla forza dei nostri cluster verticali e settoriali, ma anche sull’impatto del Pnrr come opportunità di ammodernamento verso la transizione gemella, digitale e sostenibile, delle nostre infrastrutture, del nostro capitale umano e di tutti quelli che sono i fattori che fanno innovazione e competitività delle imprese”. Ferro ha quindi sottolineato che l’export nei primi 9 mesi nel 2021 è cresciuto del 5,8% rispetto all’analogo periodo del 2019, quindi dei livelli pre-covid, ed è un dato “non banale nella ripresa del commercio internazionale se consideriamo che la media per i 26 Paesi dell’Ue è il 5% e che tanti grandi Paesi, come gli Stati Uniti, la Francia ed il Regno Unito, sono ancora in territorio negativo”.

Si fanno quindi sempre più intensi e in crescita gli scambi commerciali tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. La conferma viene dai dati rilasciati in questi giorni dal Ministero per il Commercio Estero emiratino. Il total trade ha raggiunto nei primi 9 mesi del 2021 i 19,2 miliardi di Dhiram (4,5 miliardi di euro), 56% rispetto al 2020. Una performance in linea con quella registrata tra il 2021 e il 2019 che ha visto una progressione del 37%. L’Italia entra quindi nella top ten degli scambi commerciali degli Emirati Arabi Uniti. Un risultato raggiunto nell’anno di Expo Dubai, manifestazione che vede ogni giorno una composita e autorevole presenza italiana, sia a livello istituzionale, sia di delegazioni imprenditoriali.

Giovanni Bozzetti, Presidente di EFG Consulting, ha spiegato a “Formiche”, in qualità di referente per l’Italia della Dubai Chamber of Commerce, che “questo primo mese di Expo Dubai è stato a dir poco entusiasmante. L’Esposizione vede un’affluenza di circa 100.000 presenze al giorno. I ristoranti, gli alberghi sono tornati a capienze pre pandemia e vi è un accresciuto interesse rispetto ai prodotti italiani e al made in Italy in generale. La riprova viene dalle diverse e importanti delegazioni italiane che ogni giorno si affacciano negli Emirati Arabi Uniti”. I dati diffusi dal Ministero per il Commercio degli Emirati dimostrano “come l’Italia abbia già conquistato importanti posizioni e possa fare ancora meglio. Per un risultato duraturo e concreto il consiglio per gli imprenditori italiani è quello di non considerare questa un’esperienza ‘mordi e fuggi’ senza la realizzazione di relazioni umane vere e sincere”, ha concluso Bozzetti.

L’obiettivo è quello di proporre tramite Expo Dubai il Made in Italy nel mondo. “Noi abbiamo 230 miliardi di euro di Piano nazionale di ripresa e resilienza da spendere in 3 anni. Il nostro piano è cercare di costruire tutte le condizioni con le riforme della giustizia, dell’economia, della burocrazia in modo tale da poter attrarre più investitori possibili”, ha spiegato Di Maio a Dubai, “Pero’, devo dire che è già un anno d’oro per l’attrazione di investimenti dell’Italia. Oltre all’investimento Intel che vale decine di miliardi di euro e che sta interessando l’Italia ci sono altre compagnie straniere che stanno venendo ad investire nel nostro Paese”.

A confermare il rinnovato fascino dell’Italia nel mondo è anche Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, la cui azienda è stata portata oggi come esempio di successo nel workshop organizzato al Padiglione Italia. “In Italia abbiamo costruito un progetto importante grazie a un ecosistema vincente: oggi rappresentiamo non solo un’azienda ma una filiera italiana che dalla foglia di tabacco arriva fino al consumatore”. Parlando alla stampa, Hannappel ha ricordato che Philip Morris International è un importante investitore in Italia fin dagli anni Sessanta, evidenziando come nel tempo il ruolo strategico delle affiliate italiane dell’azienda sia cresciuto “esponenzialmente” e di pari passo con i continui investimenti sul territorio.

“Siamo i principali acquirenti di tabacco in foglia, in un Paese che è il primo produttore di tabacco greggio in Europa – spiega – abbiamo realizzato in Italia il più grande investimento Greenfield degli ultimi venti anni per creare da zero, a Bologna, il primo e più importante stabilimento produttivo al mondo per prodotti innovativi senza combustione e continuiamo a investire centinaia di milioni di euro ogni anno in agricoltura, industria e servizi, alimentando una filiera integrata che nel nostro Paese dà lavoro a oltre 30mila persone”.

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