A breve Emmanuel Macron ufficializzerà la sua candidatura alle presidenziali del 2022. Ad oggi, andrebbe al ballottaggio con Eric Zemmour, che ha superato Marine Le Pen nei sondaggi. Ma ci sono anche altri… Temi e strategie della campagna elettorale

Sarebbe tutto pronto per la partenza del presidente francese Emmanuel Macron nella corsa verso la rielezione. La messa a punto della campagna elettorale è forse nella fase conclusiva. Tra gli argomenti forti, sui quali Macron farà affidamento, ci sono la gestione della pandemia e le prospettive per la crescita economica del Paese.

Macron non ha ancora confermato che correrà di nuovo ad aprile del 2022, ma il suo staff lavora di già alle sue dichiarazioni e l’agenda di apparizione pubblica. “Vedo e sento bene l’incertezza, i dubbi, a volte la fatica, a volte la rabbia. Il periodo è stato difficile, angosciante per molti. Ma guarda cosa abbiamo ottenuto in questi ultimi mesi agendo insieme, uniti. Abbiamo raggiunto l’impensabile – ha detto Macron -. Non avete paura, crediamo in noi stessi, crediamo nella Francia”. Uno slogan che invita a sceglierlo per continuare il percorso fatto fino ad ora.

Secondo l’agenzia Bloomberg, mentre Macron cerca di creare un legame con gli elettori in modo che lo faccia destinato a un secondo mandato, i suoi rivali a sinistra lottano tra loro per guadagnare terreno. I conservatori, invece, devono ancora scegliere un candidato, con l’ombra incombente del conduttore televisivo di estrema destra, Eric Zemmour, sempre più pesante. Il polemico opinionista, che sarebbe pronto a formalizzare la candidatura, evita invece temi come la salute e l’economia per concentrarsi su sicurezza e immigrazione.

L’ultimo sondaggio diffuso in Francia sostiene che Zemmour ha molte possibilità di arrivare al ballottaggio con Macron, superando largamente il leader della destra Marine Le Pen. Il sondaggio di Ifop-Fiducial per il quotidiano Le Figaro e l’emittente tv LCI dà a Zemmour il 17% dei voti, in un primo turno, dietro Macron (con il 25%) e davanti a Le Pen con il 16%.

Macron presenta una prospettiva ottimistica per i prossimi mesi e difende il suo track record. “Ha abolito una popolare tassa sul patrimonio – qualcosa che i conservatori avevano cercato di fare, senza successo, quando erano al potere – e recentemente ha reso più severe le condizioni per ricevere i sussidi di disoccupazione”, ricorda Bloomberg.

Tuttavia, prosegue l’agenzia, “il governo di Macron ha insistito sul fatto che la ripresa economica potrebbe essere deragliata dalle difficoltà di assunzione per le aziende, dalle tensioni globali sulle catene di approvvigionamento e dall’inflazione a causa della carenza e dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Il governo sta anche distribuendo sussidi per sostenere le famiglie più colpite dall’aumento dei prezzi dell’energia”.

E chi altro c’è nella corsa per la presidenza francese? Si pensava che il principale rivale di Macron all’interno del partito La Republique en Marche sarebbe stato l’ex primo ministro Edouard Philippe, ma lui, anche sindaco di Havre, ha respinto qualsiasi possibilità di candidarsi.

Confermata Marine Le Pen di Rassemblement National, con la migrazione e la sicurezza come temi principali dell’agenda di governo. La leader di destra vorrebbe eliminare anche l’acquisizione della cittadinanza per matrimonio e per tutti quelli nati sul territorio francese. Vorrebbe limitare l’accesso ai sussidi solo per i francesi e con un periodo di attesa di cinque anni per gli stranieri. Ha però abbandonato l’idea di fare uscire la Francia dall’Unione europea, dall’accordo dello spazio Schengen e dall’euro.

Ci sarà anche il leader populista di sinistra Jean-Luc Mélenchon per La France Insoumise con un programma incentrato su questioni sociali e congelamento di prezzi di prodotti e servizi di prima necessità come gli alimenti, il gas, l’elettricità e il combustibile.

E Valérie Pécresse, governatore della regione Île-de-France, già ministro dell’Istruzione superiore e il Bilancio. Vuole rivedere i piani di chiusura dei reattori nucleari e proporre una tassa sul carbonio nei confini europei, oltre ad una riforma degli stupendi e del sistema di pensioni francese.

Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, correrà per l’Eliseo con la bandiera della ricostruzione del sistema di istruzione, il sistema sanitario e la questione del lavoro. Ha la difficile missione di ridare vita al Partito Socialista francese.

Improbabile questa volta l’alleanza tra i socialisti e il Partito Verde, che presenterà come candidato l’eurodeputato Yannick Jadot. Incerte le candidature di Michel Barnier e Xavier Bertrand, che dovranno prima superare le primarie del partito Les Republicains.

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