In occasione della partenza di Dart, con a bordo il satellite italiano LiciaCube, all’Asi si sono incontrati i protagonisti del comparto aerospaziale italiano. A commentare il lancio della missione il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, il fondatore di Argotec, David Avino, l’astronauta Esa Luca Parmitano e i protagonisti della ricerca e dell’industria spaziale

È partita, con direzione lo spazio profondo, la sonda italiana LiciaCube, a bordo della missione di difesa planetaria della Nasa “Dart”. Al di là dell’importanza propria della missione, che servirà a sviluppare dei modelli di protezione della Terra da potenziali meteoriti pericolosi, l’evento segna il successo dell’intero comparto aerospaziale italiano, dalla direzione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), alle competenze dell’industria, all’esperienza della comunità scientifica. È anche una dimostrazione dell’efficacia delle partnership globali strette dall’Italia. “La collaborazione internazionale è necessaria per missioni come Dart, e infatti la Nasa ha scelto noi”, ha sottolineato il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, all’evento organizzato dall’Agenzia per seguire tutte le fasi iniziali della missione, dal lancio alla separazione del payload. Con lui anche il fondatore di Argotec, David Avino, l’azienda che materialmente ha costruito LiciaCube, l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Luca Parmitano, e tanti esponenti del mondo della ricerca e dell’accademia. Ospiti dell’Agenzia anche Licia Colò, madrina dell’evento, e il fumettista Leo Ortolani, che ha realizzato per l’Asi il logo della missione.

TECNOLOGIA ITALIANA

“Adesso la sonda comincerà la sua crociera di undici milioni di chilometri verso l’obiettivo”, ha raccontato Avino poco dopo la conferma dell’avvenuto distacco della sonda dal lanciatore Falcon9 di SpaceX. “Noi arriveremo su questo asteroide (Dimorphos) con il nostro satellite di 30 centimetri, per 20, per 10, più o meno come una scatola di scarpe, ma dentro c’è tantissima tecnologia, tutta sviluppata in Italia”. Dieci giorni prima dell’arrivo sull’obiettivo, previsto intorno al 2 ottobre, LiciaCube si staccherà e comincerà la sua vera missione: riprendere l’impatto di Dart su Dimorphos e verificarne gli esiti. In questo momento LiciaCube si trova attaccata all’esterno della sonda americana Dart, e ci rimarrà per tutti i circa dieci mesi che serviranno alla coppia di veicoli per raggiungere il sistema di asteroidi Didymos-Dimorphos. “È la prima volta che un oggetto interamente italiano va così lontano nello spazio” ha notato ancora il fondatore di Argotec.

LA REALTÀ SUPERA LA FANTASCIENZA

“Per chi ha vissuto l’emozione di un lancio, per chi ha partecipato alla sua costruzione, c’è talmente tanto investimento personale che l’emozione è la stessa, che ci si trovi a bordo o meno”. Parola di Astroluca, che di lanci spaziali se ne intende. “Dietro ogni lancio c’è il pensiero, il lavoro, il tempo e l’immaginazione di migliaia di persone; è un pezzettino della nostra anima che parte nello spazio”. La vera sfida, secondo l’astronauta, sarà dopo l’arrivo su Dimorphos e l’impatto, quando si tratterà di analizzare i dati inviati da LiciaCube. “Nei film di fantascienza per salvare la Terra si distruggono gli asteroidi, ma gli scienziati veri sono più sofisticati di così – spiega ancora Parmitano – alle velocità a cui viaggiano gli oggetti spaziali, basta spostare di pochissimo la loro posizione per deviarne enormemente la traiettoria”. Dopo LiciaCube, seguirà anche la missione Hera, gestita dall’Agenzia spaziale europea e il cui lancio è previsto per il 2024. “Hera misurerà gli impatti di lungo periodo e ci dirà se Dart ha funzionato”.

L’IMPORTANZA DELLA MISSIONE

“Ci sono impatti quotidiani della Terra con oggetti provenienti dallo spazio, e l’atmosfera ci protegge distruggendone la maggior parte prima che raggiunga la superficie” ha spiegato il presidente Saccoccia. Tuttavia, ha continuato: “le dimensioni o la traiettoria potrebbe permettere ad alcuni di questi oggetti di superare l’atmosfera”. Del resto la Storia dei dinosauri insegna, come evocato da quasi tutti gli ospiti all’evento, e sebbene remota, la possibilità che accada di nuovo esiste ed è reale. È per questo che la missione partita oggi è così importante: i dati raccolti da LiciaCube permetteranno di mettere a punto modelli e previsioni che permetteranno di sviluppare le contromisure necessarie ad evitare impatti pericolosi.

IL RUOLO DELL’ITALIA

La partecipazione italiana a Dart, dunque, sottolinea ancora una volta il prestigio internazionale ottenuto aerospazio italiano. “Il comparto – ha affermato Saccoccia – si conferma uno dei pochi al mondo in grado di operare in tutti i campi dello spazio, dall’osservazione della Terra, all’esplorazione del cosmo a missioni delicate come quella di LiciaCube”. A fare eco al presidente Saccoccia anche l’astrofisica Barbara Negri, responsabile dell’Unità Volo Umano e Sperimentazione Scientifica dell’Asi: “La missione di LiciaCube è un vero esempio di grade professionalità perché si è lavorato in squadra, dal progetto dell’Asi, con un’industria capace e scienziati di grande esperienza”.

LA COLLABORAZIONE DI ARGOTEC

Oltre a costruire materialmente LiciaCube, l’azienda di Torino ha seguito direttamente tutte le fasi del lancio di oggi, e continuerà a collaborare al buon esito della missione durante tutta la sua durata. Subito dopo il raggiungimento in orbita, con il primo impatto della sonda con l’ambiente spaziale, dal Centro di controllo missione (Mcc) di Argotec sono partiti i primi controlli per verificare il funzionamento di tutta la componentistica di bordo, il cosiddetto “commissionig check”. Nel corso del viaggio di Dart e LiciaCube verso la coppia di asteroidi, l’Mcc comunicherà costantemente con il Deep space network, la rete internazionale di radiotelescopi supporta le missioni interplanetarie gestita dal Jet propulsion laboratory (Jpl) della Nasa. Da Torino, inoltre, il Flight control team dell’azienda riceverà i dati da LiciaCube e dal “Johns Hopkins” University applied physics laboratory, il laboratorio responsabile della missione Dart.

TECNOLOGIA E AUTONOMIA

La vera sfida, però, inizierà a dieci giorni dall’arrivo al sistema di asteroidi. In quel lasso di tempo, il centro di controllo dovrà inviare tutti i comandi necessari a LiciaCube per poi procedere in autonomia con la registrazione dell’impatto di Dart. Come spiegato dal responsabile operazioni di Argotec, Biagio Cotugno, “LiciaCube è in grado di comunicare con le stazioni a Terra, a undici milioni di chilometri, con un ritardo di 30/40 secondi” troppi per affidarsi ai comandi dal team di controllo. Per questo il satellite dovrà procedere da solo. “Quando avverrà l’impatto avremo un momento di buio, ma nei giorni precedenti caricheremo tutta la lista di operazioni che poi LiciaCube dovrà eseguire in autonomia”. In questo lasso di tempo avverrà anche la calibrazione delle due macchine fotografiche di bordo, chiamate Luke e Leia (come i protagonisti di Star Wars) che nei giorni successivi scatteranno le foto dell’impatto di Dart, del cratere e della conseguente nube di detriti.

Condividi tramite