La tennista è riapparsa in video per rassicurare la comunità internazionale, ma la versione ufficiale dei media cinesi non convince. Le altre figure scomode a Pechino che sono  “sparite” e la linea di pressing di governi, imprese e ong

È diventato un caso internazionale la “scomparsa” sui social della tennista cinese Peng Shuai. Dopo avere denunciato l’aggressione sessuale subita da un alto funzionario del governo di Pechino, Zhang Gaoli, della giovane non si è saputo più nulla (qui l’articolo di Formiche.net).

In seguito alla pressione di ong per i diritti umani, e volti noti dello sport, i media cinesi hanno diffuso alcuni video in cui Peng rassicura il pubblico, e chiede di essere rispettata la sua privacy. I video però non hanno convinto la maggioranza e in molti chiedono l’apertura di una indagine sul fatto denunciato.

La minaccia di alcuni sponsor e organizzazioni è di cancellare gli appuntamenti fissati in Cina. Secondo il Financial Times, la vicenda Peng “ha scatenato un furore mondiale che sta rimodellando il modo in cui l’Occidente risponde all’autoritarismo di Pechino”.

Jonathan Sullivan, direttore del China Coverage dell’Institute del College of Nottingham, crede che il caso sia importante “perché quasi ogni diversa lega sportiva, azienda, persino le autorità crollano moderatamente rispetto a far incazzare le autorità e rischiare l’ingresso nel mercato della lingua cinese”.

Sebbene aziende come McDonald’s, Calvin Klein, Versace e Mercedes abbiano persino chiesto scuse alla Cina pur di non essere esclusi dal mercato cinese, la Women’s Tennis Association (Wta) sa di non potere restare in silenzio sulla scomparsa di Peng.

Il caso, spiega il Financial Times, “segna anche il primo grande esame di una lega sportiva d’oltremare dopo una serie di eventi che hanno inasprito i legami tra l’Occidente e la Cina”. E coincide con una più ampia consapevolezza mondiale delle violazioni dei diritti umani nello Xinjiang e con la rapida erosione delle libertà a Hong Kong.

Peng però non è l’unico personaggio pubblico cinese che è sparito dai social. Un articolo dell’emittente tedesco Deutsche Welle elenca le figure che sono misteriosamente scomparse per poi riapparire sui social network. Oltre al famoso imprenditore Jack Ma, fondatore di Alibaba, scomparso dalla vita pubblica da più di un anno (qui l’articolo di Formiche.net), e Ai Weiwei, artista e attivista, arrestato per 81 giorni senza accusa, ci sono molti altri casi.

C’è per esempio Chen Qiushi, avvocato e giornalista, portato via dalle autorità a febbraio del 2020, dopo avere diffuso dei video dall’epicentro della pandemia a Wuhan. Chen è ricomparso 600 giorni dopo per dire che “nell’ultimo anno e otto mesi, ho sperimentato molte cose. Di alcune si può parlare, di altre no”.

Il fotografo Lu Guang è stato arrestato alla fine del 2018 mentre viaggiava nella provincia cinese dello Xinjiang occidentale, centro della repressione di Pechino sugli uiguri.

L’immobiliarista Ren Zhiqiang è scomparso dopo la pubblicazione di un saggio in cui criticava il governo di Xi Jinping per la gestione della pandemia. Ed è stato condannato a 18 anni di carcere per corruzione.

Non si è saputo niente di Meng Hongwei, ex presidente dell’Interpol, ad ottobre del 2018, quando era solo a metà del suo mandato di quattro anni e aveva viaggiato in Cina. Successivamente ha raccontato di essere stato detenuto ed è stato condannato a 13 anni di carcere per corruzione.

Infine, l’attrice Zhao Wei, non è stata vista in pubblico dall’agosto 2021 (qui l’articolo di Formiche.net). E da tutte le piattaforme di streaming online e i motori di ricerca sono stati cancellati articoli, film e produzioni.

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