Il coordinatore nazionale di Italia Viva Ettore Rosato: “Il Pd rincorre i grillini e ha abbandonato ogni sprazzo di riformismo”. Sul Quirinale? “Ne parleremo a gennaio”

“Per Conte, gli attacchi a Italia Viva sono l’unico motivo di sopravvivenza politica. L’unico terreno sul quale riesce a ricompattare un partito in frantumi”. Il coordinatore nazionale dei renziani Ettore Rosato affonda la lama. I ripetuti attacchi al leader Matteo Renzi, l’accusa di aver affossato il ddl Zan, il chiacchiericcio che vorrebbe Iv protagonista di un complotto di palazzo per tramare sulle elezioni del quirinale. Quasi che i parlamentari renziani fossero dei congiurati, usi a colpire nell’ombra. Di questa graticola generalizzata “in parte è responsabile anche il Pd”.

Rosato, il vostro partito è nell’occhio del ciclone sotto tanti punti di vista. Come ve lo spiegate?

Perché, seppur con numeri esigui, i parlamentari di Italia Viva sono riusciti a determinare gli assetti due volte in questa legislatura. È evidente che questa ha generato una condizione di avversione nei nostri confronti. Ma credo che colpire Renzi non faccia guadagnare consenso agli altri.

Però attaccare Italia Viva è uno sport diffuso. 

Certo perché, specie per il Movimento 5 Stelle, è l’unico viatico per garantirsi la sopravvivenza politica. Purtroppo, spiace constatare che spesso, anche il Pd rincorre i grillini.

Si riferisce al tema della giustizia?

Anche. È paradossale che ci chiedano lealtà, quando loro per primi hanno gettato nel cestino tutte le battaglie che avevamo condotto assieme durante il Conte I per contrastare i proponimenti di Bonafede sulla prescrizione e per combattere il reddito di cittadinanza.

Poi però, gli equilibri di governo sono cambiati. 

Ma Conte è rimasto ben saldo al suo posto e, se non ci fosse stato il nostro partito, avremmo ancora lui e Arcuri al posto di Draghi e Figliuolo. Questo merito, nessuno ce lo potrà mai togliere.

Par di capire che in questo momento, i rapporti con i democrat non siano propriamente irenici. 

D’altra parte il Pd sembra aver abdicato a qualsiasi sprazzo di riformismo, pur di inseguire la linea di Conte. Noi con i grillini abbiamo ben poco – per dirla con termini eleganti – a che spartire.

Quando è uscita la notizia della pubblicazione dei conti di Matteo Renzi, il gruppo dirigente di Iv come l’ha presa?

Come una non notizia. Non c’era nessuna cosa che non si sapesse già. Che Matteo facesse attività di spiking in giro per il mondo era ben noto. Dirò di più: quando eravamo al governo con Conte, l’attuale presidente del Movimento non ha mai battuto ciglio. Eppure, sulle attività di Renzi, era ben informato. Credo che questa manovra di delegittimazione di Matteo sia una mera orchestrazione politica condotta da una parte di magistratura, da un’informazione giustizialista e livorosa e da politici

Tra franchi tiratori e bagarre post voto, l’affossamento del ddl Zan ha provocato un’ulteriore spaccatura nel centrosinistra. 

L’affossamento del ddl Zan è colpa della mancanza di coraggio del Pd. Addossare le colpe altrove, è pretestuoso ed errato.

Si spieghi meglio.

Per arrivare a una mediazione, ci vuole coraggio. La paura del confronto insita nel Pd ha provocato l’affossamento della legge. Null’altro.

Bisognerà trovare però un accordo, anche col Pd, per la successione di Sergio Mattarella al Colle. Ne avete parlato?

No, ne parleremo a gennaio.

E a gennaio cosa farete?

Cercheremo un presidente che sia il più possibile trasversale e rappresentativo dell’intera compagine politica italiana. Una persona di alto spessore, di esperienza e competente.

Potrebbe essere il profilo di Mario Draghi.

La decisione spetta a lui.

La legislatura deve terminare, qualora lui dovesse andare al Colle, oppure si deve andare a elezioni?

Penso che non ci siano spazi, per un nuovo governo, in questa legislatura. Lo dico perché non ci sarebbe nessuno in grado di tenere assieme una maggioranza così disomogenea che tiene assieme Salvini e Speranza.

Condividi tramite