Tra le caselle ancora da assegnare per Joe Biden c’è quella (rilevantissima) di “under secretary of Defense for acquisition and sustainment”. Dopo il passo indietro di Michael Brown, il presidente ha annunciato ieri l’intenzione di nominare William LaPlante, già membro dell’amministrazione Obama, esperto nella gestione di programmi federali, in particolare quelli di ricerca e sviluppo per la sicurezza nazionale. Dovrà passare dal Senato

“Under secretary of Defense for acquisition and sustainment”. È tra le cariche più rilevanti del Pentagono, con responsabilità sul procurement del maggiore portafoglio federale degli Stati Uniti, quello dedicato ai sistemi d’arma. Per il dipartimento della Difesa guidato da Lloyd Austin si è rivelata una casella difficile da assegnare. Dal 20 gennaio è ricoperta in qualità di “acting” da Stacy Cumming, che al momento del cambio di presidenza ha preso il posto dell’esperta Ellen Lord, nel ruolo per oltre tre anni, la più longeva nel Pentagono tra le cariche a conferma del Senato durante l’intera amministrazione targata Donald Trump. Ad aprile, Joe Biden aveva annunciato l’intenzione di nominare Michael Brown, a capo della Innovation Unit del dipartimento, che tuttavia è stato costretto al passo indietro, a luglio, per il prolungarsi di un’indagine dell’Ufficio dell’ispettore generale del Pentagono nei suoi confronti.

Ora la Casa Bianca ha rivelato la nuova scelta di Biden: William LaPlante, detto “Bill”. Laurea in fisica applicata alla Johns Hopkins University e dottorato in ingegneria meccanica alla Catholic University of America, è stato durante la seconda amministrazione di Barack Obama l’assistant secretary nel dipartimento dell’Air force per “Acquisition, Technology and Logistics”, carica a conferma del Senato, che ha ricoperto per tre anni. A lui è attribuito l’allineamento di corposi programmi di spesa aeronautici (F-35 e B-21 per citarne alcuni) con le strategie e la visione della Forza armata, nonché il risparmio netto su alcuni progetti negli anni della “sequestration”. Al dipartimento della Difesa ritroverà volti noti dell’amministrazione Obama, a partire dalla vice segretaria Kathleen Hicks, e dal segretario dell’Usaf Frank Kendall.

Attualmente, LaPlante è presidente e ceo del Draper Laboratory, un’organizzazione senza scopo di lucro impegnata su ricerca e sviluppo di soluzioni a beneficio della sicurezza nazionale (dall’esplorazione spaziale all’energia). Con base a Cambridge, in Massachusetts, il laboratorio è nato nel 1932 come costola del Mit per sviluppare soluzioni aeronautiche; al Draper Laboratory si deve lo sviluppo, tra gli altri, del “guidance computer” del programma Apollo. Prima di arrivarci, LaPlante è stato vice presidente della Mitre Corporation, altra organizzazione no-profit con base in Massachusetts (a Bedford), nata nel 1958 come spin-off del Mit, e attualmente impegnata nella gestione degli “Ffrdc”, i centri di ricerca e sviluppo che, grazie a fondi federali, supportano svariate agenzie del governo Usa sui temi della sicurezza nazionale.

LaPlante è un esperto di gestione di programmi federali (o a budget federale), inserito nei circuiti della Difesa americana (è membro di svariati gruppi di lavoro e associazioni industriali), con una spiccata propensione alla ricerca e sviluppo, area che il Pentagono di Biden-Austin intende proseguire con determinazione. L’obiettivo è puntare sull’innovazione tecnologica in modo più strutturato, coinvolgendo su questo industria e centri di ricerca. In questo contesto, la carica di “under secretary of Defense for acquisition and sustainment” è particolarmente importante.

Negli ultimi anni a Ellen Lord è stata affidata la riforma del procurement, con l’intenzione di sviluppare un sistema di acquisizioni (dalla ricerca all’utilizzo effettivo) più rapido e flessibile, così da stare al passo con l’innovazione tecnologica e mantenere il vantaggio sulla Cina. L’amministrazione Biden ha mostrato interesse a proseguire e rafforzare tale approccio (qui il focus). Negli ultimi anni è maturata l’avveniristica “Digital acquisition” (qui l’approfondimento), che sfrutta realtà aumentata e algoritmi di Ia per velocizzare la delicata fase di test. È grazie ad essa che, a settembre 2020, gli Usa hanno sorpreso l’Europa; mentre il Vecchio continente discuteva sui due progetti alternativi per il velivolo di sesta generazione (tra Tempest e Fcas), l’Usaf spiegava di aver già testato in volo un prototipo del Next generation air dominance (Ngad). Ora se ne occuperà (previo via libera del Senat) Bill LaPlante, che potrebbe ritrovarsi il prossimo anno con 740 miliardi di dollari, qualche decina in più rispetto a quelli chiesti al Congresso dall’amministrazione.

(Foto: Draper; credit: US Department of Defense)

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