Dopo diversi tentativi e approfittando del fallimento di Laschet, l’avvocato ex BlackRock è il presidente dei cristiano-democratici tedeschi. La sua missione: ricostruire l’Unione dai banchi dell’opposizione

È Friedrich Merz, 66 anni, l’uomo scelto dalla base della Cdu tedesca per la presidenza. L’ex avvocato finanziario succederà ad Armin Laschet, stando all’esito della consultazione che lo ha visto competere con il deputato Norbert Röttgen e l’ex ministro Helge Braun. Ha ottenuto il 62,1% delle preferenze. Saranno i delegati del Parteitag di gennaio a dover confermare ufficialmente l’elezione.

Ex membro del consiglio di sorveglianza del fondo BlackRock, come evidenzia il manifesto, Merz è considerato un integralista neoliberale agli antipodi rispetto alla linea dettata per 16 anni da Angela Merkel.

E infatti sembra arrivata la fine dell’era Merkel per il suo partito. La sconfitta elettorale pesa su Laschet che, come raccontato su Formiche.net dopo la vittoria del “delfino” della cancelliera alle primarie cristiano-democraticihe, appariva essere il candidato delle istituzioni, contro un Merz più uomo del popolo.

Merz non è contro l’Unione europea. Anzi, sostiene la necessità di un’integrazione sul fronte industriale e imprenditoriale. Su alcuni punti, come la privatizzazione del sistema sanitario, è un fervente liberale. Ma su altri, come la digitalizzazione, è attento al ruolo dello Stato.

A gennaio Christoph Ploß, giovane parlamentare della Cdu e convinto sostenitore dell’avvocato, lo descriveva così in un’intervista con Formiche.net: “Seppure Armin Laschet sia visto da molti come il candidato migliore per fungere da collante tra tutti i Peasi europei e portare avanti una politica moderata a livello internazionale, Friedrich Merz ha un un asso nella manica: una carriera internazionale di successo nel mondo degli affari. Per questo motivo tra i vertici del settore economico viene preferito Merz al conservatore-liberale transatlantico, perché saprebbe, per esperienza personale pregressa, come sopravvivere al dopo Merkel soprattutto dal punto di vista economico”.

A distanza di quasi un anno, con una sconfitta elettorale di mezzo e un futuro all’opposizione del governo di Olaf Scholz con socialdemocratici, liberali e verdi, il compito però è diverso.

“La dirigenza” della Cdu “sa che un rinnovamento del partito non è rimandabile”, spiegava pochi giorni fa Nino Galetti, direttore della Fondazione Konrad Adenauer in Italia, a Formiche.net.

Palla a Merz. Riuscirà a ricompattare il partito, dargli nuovo slancio approfittando dell’essere all’opposizione e presenterà nel 2025, a 70 anni, alle elezioni coronando il suo sogno di mettere definitivamente fine al lungo regno Merkel sulla Cdu e sulla Germania?

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