Israele, Cipro e Grecia fanno muro su energia e geopolitica, coinvolgendo l’Egitto e stimolando la Turchia a cambiare registro in termini di alleanze e relazioni

Patto a tre sulla difesa tra Israele, Cipro e Grecia con un occhio particolare rivolto al dossier energetico. I ministri dei tre Paesi si incontrano nuovamente per l’attivazione di un meccanismo trilaterale per la difesa e la sicurezza e per attivare materialmente nuove modalità di cooperazione tra le loro forze armate. Si tratta del cipriota Charalambos Petrides, del greco Nikolaos Panagiotopoulos e del generale Yousef Al-Hnaity. In attesa della difesa comune europea, per ora può nascere quella mediterranea coagulatasi sul gas.

TRILATERALE

Se da un lato l’Egitto sta assumendo progressivamente lo status di hub energetico in Medio Oriente, la Grecia può diventarlo per quanto concerne l’Europa vista la presenza sul suo suolo dei gasdotti Tap, Tanap e Eastmed (quando sarà ultimato). Nonostante la cancellazione di tutte le visite ufficiali in Israele per le prossime due settimane, i leader di Israele, Cipro e Grecia continueranno a incontrarsi come deciso dal primo ministro israeliano Naftali Bennett. Si tratta di una chiara indicazione dell’importanza che Tel Aviv affida alle nuove relazioni cementatesi attorno al dossier energetico, in considerazione del fatto che quando si parla di cooperazione strategica non ci si riferisce solo al comparto militare e di difesa, ma evidentemente anche a quello dell’energia, atteso che l’Europa è attraversata dalla crisi delle bollette e che altri players esterni stanno modificando le proprie strategie in maniera mirata.

GAS

Sul punto si segnala la nuova cooperazione in atto tra Egitto e Israele per la liquefazione del gas naturale e la sua esportazione in Europa: per ora si tratta di una soluzione intermedia ma offre una reale possibilità al vecchio continente di diversificare il proprio fabbisogno, anche con lo sguardo rivolto al gasdotto EastMed. Non si tratta di un gioco a somma zero, come osservato pubblicamente dall’ambasciatore israeliano ad Atene, Yossi Amrani, ovvero Tel Aviv può permettersi di riallacciare i rapporti con la Turchia e avere una stretta collaborazione con la Grecia. Ma è chiaro che andrà valutato come la Turchia intenderà modificare le sue politiche internazionali anche a causa della situazione economica in corso, con la lira che sprofonda pericolosamente.

DIFESA

I governi di Israele e Cipro hanno siglato giorni fa un accordo per sviluppare un sistema di sorveglianza del territorio che vedrebbe Elbit Systems a capo della piattaforma. L’accordo è stato firmato da Yair Kulas, capo della direzione per la cooperazione internazionale in difesa del ministero della Difesa israeliano, noto come SIBAT, e dalla sua controparte cipriota. Secondo alcune indiscrezioni il valore si aggirerebbe sui 30 milioni di dollari. Il suo uso potrebbe essere dedicato alla green line a Cipro, che divide l’isola tra la parte settentrionale occupata dalla Turchia e il governo di Cipro membro dell’Ue.

MESSAGGIO A ERDOGAN?

Il patto a tre tra Israele, Cipro e Grecia che segnale è verso Erdogan? Secondo Kostas Ifantis, docente di relazioni internazionali al Pantion University di Atene ed analista di geopolitica, si tratta di “un muro strategico verso Ankara che in questo momento è stato eretto”, dice a Formiche.net.

“In questo modo Cipro punta ad avere più partners, così come la Grecia a rafforzare i suoi legami con Israele. Quello che è molto importante sottolineare è che con questa cooperazione trilaterale Atene e Nicosia assumono un volto diverso anche agli occhi di altri alleati e soggetti che si interfacciano con la macro regione mediterranea. Inoltre – aggiunge – la Jewish lobby guarda a questi due Paesi con molto interesse. Ma i tre alleati sono altresì attenti a non dare all’esterno un messaggio antiturco a priori, nonostante le relazioni di Ankara con loro non siano affatto positive”.

@FDepalo

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