Il National Cyber Security Center è dentro il progetto per le interfacce aperte pensato per diversificare i fornitori 5G. Obiettivo: fugare o confermare i dubbi per il Regno Unito, ma non soltanto

Il britannico National Cyber Security Center è la prima agenzia governativa a entrare nell’O-Ran Alliance, un progetto di sviluppo di una rete modulare con interfacce e ran aperte che dovrebbe favorire una maggiore trasparenza e una diversificazione dei fornitori 5G. Da qualche giorno, infatti, è nella pagina dei membri dell’O-Ran Alliance come collaboratore.

Dopo aver deciso nell’estate scorsa di bandire Huawei dal mercato 5G a partire dal 2028, il governo britannico sta cercando di diversificare ed evitare l’eccessiva dipendenza da Ericsson e Nokia, le uniche alternative non cinesi. Per questo sono stati stanziati circa 250 milioni di sterline destinati a iniziative di “diversificazione” delle telecomunicazioni, come il sostegno alle startup con sede nel Regno Unito che sviluppano tecnologie con interfacce aperte.

Su questi sviluppi, però, ci sono diversi dubbi. Il primo riguarda le tempistiche di sviluppo che potrebbero non essere allineate con quelle dell’avvio del 5G. Il secondo, invece, è legato alla sicurezza. Poche settimane fa un’analisi dei rischi affidata dal Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik, l’agenzia governativa tedesca per la sicurezza cibernetica, alla società Secunet, definiva il sistema non ancora sufficientemente sicuro.

Senza dimenticare che all’O-Ran Alliance partecipano anche aziende sotto sanzioni da parte degli Stati Uniti, come Huawei, accusata (addebiti sempre respinti) di spionaggio per conto del governo cinese. Ma non soltanto Huawei: dopo che gli Stati Uniti hanno messo sulla lista nera anche H3C, sono sette le società cinesi sotto sanzioni americane che fanno parte dell’alleanza. Sono di qualche settimana fa appena i timori di Ericsson e Nokia sul futuro dell’alleanza proprio alla luce della forte presenza cinese.

Sono passati pochi giorni da quando LightReading, sito specializzato sulle telecomunicazioni, raccontava i dubbi del governo britannico di Boris Johnson sulle Ran aperte. Ora, l’ingresso delle cyber-spie di Sua Maestà nell’alleanza. Viene da chiedersi: come mai questa scelta? Forse perché Londra ha deciso di dare un’occhiata da vicino al progetto, che sia per confermare i dubbi o per fugarli (ed eventualmente congelare i finanziamenti pubblici). Senza dimenticare che il Regno Unito fa parte di quell’alleanza di condivisione di intelligence nota come Five Eyes guidata dagli Stati Uniti, sempre più scettici verso le interfacce aperte e O-Ran Alliance.

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