Il programma Unomattina, del 31 dicembre 2021, offre ai telespettatori almeno 30 minuti per una lettura dettagliata dell’oroscopo per il 2022, ossia sul nostro futuro. La stessa rete ospita però programmi di religione cattolica… La nota di Eusebio Ciccotti, storico del cinema ed educatore

Rai Uno è la rete “ammiraglia” Rai (una delle migliori emittenti in Europa, cui paghiamo il giusto canone). È quella rete che offre (ai credenti) la messa cattolica domenicale. È quella che ospita “A sua immagine”, seria rubrica di fede cattolica. È sempre quella impegnata a darci in diretta, beatificazioni e canonizzazioni. La medesima in continuo pedinamento zavattiniano dietro le missioni del papa, grazie a strepitose dirette munite di camere-droni supersoniche, nonché a spiegamenti di tecnici e tecnologie napoleonici. Ma ci porta anche, localmente, il 4 ottobre ad Assisi, e il 23 settembre a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo, per parlare di quei Santi che, per i vertici Rai, “fanno” maggior audience.

Ebbene Rai Uno, da tempo, ha inventato la “fusione spirituale”: l’acqua santa insieme allo zolfo. Ossia, accanto al messaggio cristiano per il periodo del santo Natale, eccoti, immancabilmente, l’oroscopo del 31 dicembre. Un politically correct che dura da almeno quattro decenni.

Con l’arrivo alla direzione di Rai Uno di Stefano Coletta, un autore rivoluzionario, uno studioso acuto dei format, ci aspettavamo la soluzione di questa piccola, leggera discrasia nella linea editoriale della rete. Che forse arriverà.

Il 31 dicembre 2021 a Unomattina, con conduzione a cura del bravo Marco Frittella e della, a volte impacciata, ma sincera, Monica Giandotti, abbiamo affrontato l’ultimo dell’anno. L’esordio del programma è dedicato alla lettura della breve biografia di un santo (come da palinsesto): oggi tocca a San Silvestro. Quindi un chiaro omaggio alla chiesa cattolica. Dopo diversi servizi, verso le ore 10.00, parte almeno una mezz’ora di oroscopo per l’anno 2022. Che non ha niente a che fare con il cristianesimo.

Intorno all’esperto, l’oroscopologo Paolo Crimaldi, seggono a corona, i due conduttori di cui sopra, cui aggiungono altri ospiti. Tutti in rispettoso ascolto del verbo oroscopante. In collegamento da casa, ecco Guido Barlozzetti, noto saggista e stimato autore televisivo. Purtroppo scivola sulla filosofia: “Come dice Pascal, tra non credere e credere meglio credere, ci si guadagna”. Solo che il buon Blaise, che viveva in una stanzetta tre metri per quattro, senza quella ostentata biblioteca che Barlozzetti si fa inquadrare di taglio, alla Quarto potere (1941, Orson Welles), passava, dicevo, il Pascal, le giornate pregare e a studiare; matematica, fisica, filosofia morale, teologia. Come sapeva bene anche Roberto Rossellini (Blaise Pascal, Rai, 1972, su sceneggiatura del bravo professor Luciano Scaffa, persona squisita). E quella massima di Pascal, uno dei suoi “pensieri”, (il numero 233), è la “scommessa” sull’esistenza di Dio, non su quella dell’oroscopo.

Vi è la fine economista Monica Setta, che, incollata sul trespolo dalle ore 9.00, aveva spiegato al pubblico, a digiuno di letture veterotestamentarie, l’origine del pasto delle lenticchie (“Easù aveva litigato con suo fratello Giacobbe per un piatto di lenticchie (…)” sic!). Ella, chiamata a esporre la sua posizione sui segni zodiacali messaggeri di futuro, non va oltre un timoroso distacco dal crederci: “Sono fisiologicamente (?) contraria all’oroscopo ma, anche io, alla fine dell’anno lo vedo”. Subito aggiunge dei dati statistici che inducono lo spettatore a crederci, intanto che male c’è. Fuori dal coro, poiché ironico e indipendente, è un altro ospite in studio, l’attore Maurizio Battista: “Che penso dell’oroscopo? Se parla bene ci credo; se porta brutte notizie, mi dico ‘mica credo ancora a ‘ste cose!’ ”

Ci permettiamo di ricordare ai bravi autori di Unomattina (gli altri servizi erano davvero interessanti) che mettere insieme due cose opposte sul piano morale non è inclusione, apertura di pensiero, democrazia. Al massimo è politically correct. È, in verità, quello che papa Benedetto XVI e papa Francesco chiamano “relativismo”. Evitiamo, se possibile, la tv-gulash.

“La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso a medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo”. Così il catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2116. Buon Anno!

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