Approvato dal Consiglio dei ministri il terzo provvedimento per sostenere le aziende strozzate dall’esplosione dei costi dell’energia. Cuore delle misure, l’annullamento degli oneri di sistema in bolletta che valgono 1,2 miliardi. Ma niente blitz sugli extra-profitti

Ancora un soccorso alle imprese italiane, strozzate dall’aumento dei costi dell’energia e con i margini polverizzati. Come era ampiamente atteso, il governo di Mario Draghi è nuovamente intervenuto per sostenere le aziende che non riescono più a sopportare la spesa per l’acquisto di materie prime, a cominciare dal gas e dall’elettricità. Dopo una cabina di regia, cominciata intorno alle 9.30, pochi minuti dopo le 11 è cominciato il Consiglio dei ministri che ha sfornato un nuovo provvedimento d’emergenza, il terzo da quando i rincari hanno cominciato a martellare (qui l’intervista ad Aurelio Regina, delegato di Confindustria per l’energia).

E dunque, messo da parte per il momento l’intervento sugli extra-profitti dei produttori di energia, ecco oneri di sistema annullati per tutte le imprese nel primo trimestre dell’anno e un contributo sotto forma di credito d’imposta per le 3.800 imprese energivore che hanno subito un aumento dei costi del 30% rispetto al 2019.

Per annullare gli oneri di sistema sono stati stanziati 1,2 miliardi. Altri 540 milioni andranno al credito d’imposta fino al 20% della bolletta. L’intervento, salutato con favore dai ministri della Lega, Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia ed Erika Stefani, prevede, inoltre, che, dal primo febbraio e fino al 31 dicembre, i fotovoltaici incentivati con vecchi sistemi debbano riversare parte degli extraprofitti al Gse tramite compensazione, secondo un importo deciso dalla controllata del Mef.

A sostegno delle attività economiche più colpite dalla recrudescenza della pandemia è stato aumentato di 100 milioni il Fondo unico nazionale del Turismo, in aggiunta ai 120 milioni stanziati con la Legge di Bilancio. Il Cdm ha anche accolto la richiesta leghista di dedicare una quota (40 milioni) alla decontribuzione per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali.

Gli operatori turistici potranno, inoltre, contare sullo stanziamento da oltre 128 milioni come credito d’imposta. La misura varrà per il primo trimestre dell’anno. E sempre al 31 marzo viene prorogata la possibilità di ricorrere ai bonus terme. Per le attività colpite dalla pandemia sono stati stanziati 390 milioni di euro, aumentando a 30 milioni il fondo per discoteche e sale da ballo.

Il senso delle nuove misure è stato spiegato al termine della riunione a Palazzo Chigi dal viceministro dell’Economia, Laura Castelli. “Per contrastare il caro-bollette abbiamo appena approvato 4 misure significative, che si aggiungono a quelle già contenute nell’ultima Legge di Bilancio. È un passo ulteriore, molto importante, nella direzione di interventi sempre più strutturali e di sistema”.

“Grazie a questo decreto legge”, ha proseguito Castelli, “che recepisce molte delle proposte che abbiamo avanzato come Movimento 5 Stelle, usiamo gli extra profitti delle aste delle emissioni di co2, del primo trimestre, per ristorare le imprese che hanno subito rincari; annulliamo gli oneri di sistema per il primo trimestre a chi ha una potenza superiore a 16,5 kw e riconosciamo un credito d’imposta del 20% alle aziende che hanno subito un incremento dei costi del 30% e, infine, recuperiamo, come contributo di solidarietà dei gestori, l’extra-gettito dei vecchi sistemi di fotovoltaico, eolico, geotermico e idroelettrico. Risorse che andranno a beneficio di famiglie e imprese”.

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