Il Cane a sei zampe ha acquisito la società greca Solar Konzept Greece (Skgr) da Solar Konzept International. Segue gli investimenti fatti da Snam e Italgas, in vista del Pnrr ellenico che dedica grandi risorse alla transizione energetica

Anche grazie al Pnrr ellenico da 30 milardi di fondi Ue ed alla sua nuova veste geopolitica, la Grecia sta diventando un player significativo quanto a transizione energetica: un mix dato da nuove relazioni internazionali, volontà di procedere verso la decarbonizzazione e assist fiscali verso players stranieri che sono invogliati ad investire. La presenza dei gasdotti Tap e Tanap, unita ad una nuova visione multilateralistica delle alleanze euromediterranee e mediorientali, sta portando il paese a lasciarsi definitivamente alle spalle il ruolo di Cenerentola d’Europa incarnato negli anni della troika, per abbracciare uno status legato essenzialmente alla energy-diplomacy. Anche per questa ragione il colosso italiano Eni la guarda con interesse.

ENI

La Grecia è al contempo porta verso il costone balcanico e crocevia nel Sud-Est Mediterraneo. Su queste basi il governo guidato dal conservatore Kyriakos Mitsotakis si sta caratterizzando per una spiccata attenzione ai temi green connessi al dossier energetico. Uno dei più significativi è quello che verte il fotovoltaico: Eni ha inglobato la società greca Solar Konzept Greece (Skgr) da Solar Konzept International la cui partecipazione di maggioranza è detenuta da Aquila Capital, società con sede ad Amburgo. Skgr dispone di una piattaforma per lo sviluppo di impianti fotovoltaici in Grecia e il suo portafoglio impianti include una pipeline di progetti di circa 800 MW, che costituiranno la base per l’ulteriore sviluppo del portafoglio di rinnovabili nel Paese.

Nata nel 2018, SKGR ENERGY persegue lo sviluppo di nuovi progetti fotovoltaici in tutta la Grecia, dopo varie esperienze nei mercati di Germania, Olanda e Italia. Dalla sua creazione nel 2003, Solar-Konzept ha sviluppato e realizzato progetti fotovoltaici di oltre 150 Mwp. Da due anni il Cane a sei zampe è presente in Grecia, con circa 500 mila clienti. L’operazione rientra nell’ambito del piano di crescita e della relativa integrazione con il business retail.

PNRR ELLENICO

Sono dieci i miliardi di euro previsti dal Pnrr ellenico per la transizione verso l’energia verde: 6 elargiti dall’Ue e 4,5 da privati. L’Ue offrirà al sistema greco, che si è caratterizzato per una politica fiscale più favorevole verso le imprese straniere, anche una serie di prestiti per progetti green che porteranno i denari in tutto a 12,73 miliardi di euro di fondi europei e 18,2 miliardi di euro in sovvenzioni, in grado di attirare 26,5 miliardi di euro di liquidità dal settore privato. Il pil greco in questo modo aumenterà del 7% entro il 2026. Proprio per via della evoluzione del settore energetico ellenico, tramite l’abbandono progressivo della lignite entro il 2028, la Grecia di Mitsotakis prova a farsi appetibile per i players stranieri. Inoltre altri 8,7 GW di nuova capacità di generazione rinnovabile saranno raggiunti entro il 2030.

PERCHE’ LA GRECIA?

In Grecia l’Italia alla voce energia è già presente con Snam, che detiene una quota di Desfa, l’operatore greco della rete del gas. Quest’ultimo ha annunciato una serie di progetti specifici nelle infrastrutture del biometano in considerazione del fatto che Snam, Enagas e gli altri azionisti di DESFA come Fluxys e Damco, si sono posti come obiettivo primario la decarbonizzazione della filiera del gas naturale. Uno dei progetti in itinere è il White Dragon che tocca la produzione di idrogeno elettrolitico mediante l’energia solare dei parchi fotovoltaici. In questo modo DESFA potrà essere in grado di ricevere la produzione di idrogeno e veicolarlo nei gasdotti.

In Grecia opera anche Italgas, che ha da poco acquisito Depa diventando così il protagonista nella distribuzione del gas in Grecia, detenendo, grazie a questo importante risultato, il controllo dei tre principali operatori del Paese, Eda Thess, Eda Attikis e Deda.

SCENARI GREEN

Le prospettive energetiche nell’Egeo sono incoraggianti in vista di una serie di altri accordi che il governo di Atene sta raggiungendo con paesi vicini (e non). Guardando ai Balcani spicca la firma da parte della società greca Gastrade SA degli accordi per la cooperazione di National Energy Resources (Ner Ad) Skopje e AD Power Plants of Northern Macedonia (Ad Esm) con il terminale Gnl. Un’operazione possibile grazie al contributo logistico dell’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione Fsru offshore di Alexandroupolis, dotata di una capacità annua di 5,5 miliardi di metri cubi.

Guardando alla transizione, il governo ha messo a bilancio due miliardi di euro per quattro progetti di investimento nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, per complessivi 2.810,3 megawatt. Tra questi figurano alcuni parchi fotovoltaici della capacità di 1,5 gigawatt in 12 unità regionali, che saranno realizzati dal Gruppo Egnatia.

Infine la Grecia ha da tempo saldato l’asse con Egitto e Cipro per il trasferimento di energia elettrica. Tramite un’interconnessione, vitale in un momento di diversificazione delle fonti energetiche. In questo modo l’Egitto potrebbe diventare un fornitore di elettricità, che sarà prodotta principalmente dal sole, e la Grecia diventerà una stazione di distribuzione verso l’Europa.

@FDepalo

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