Inizialmente escluso dal progetto di ammodernamento della flotta di Tornado della Luftwaffe tedesca, la “coalizione semaforo” riporta l’F-35 della Lockheed Martin nel novero delle possibilità. Per la forza aerea di Berlino la priorità è avere un caccia moderno, capace di muoversi negli scenari di guerra elettronica. Una buona notizia anche per l’Italia (con le capacità di Cameri)

L’F-35 potrebbe sostituire i vecchi Tornado dell’aeronautica militare tedesca. Dopo essere stato escluso dai precedenti esecutivi di Berlino, che gli avevano preferito l’Eurofighter Typhoon e l’F/A-18 Super Hornet, il jet da combattimento della Lockheed Martin è tornato in gara quale possibile successore del cacciabombardiere di punta della Luftwaffe.

I PASSAGGI POLITICI

La necessità di fornire aerei più moderni non è nuova, è già nel 2019 l’allora ministro della Difesa, Ursula von der Leyen, aveva portato avanti il progetto, escludendo però la scelta dell’F-35. Tuttavia né lei, né il suo successore al dicastero, Annegret Kramp-Karrenbauer, hanno mai preso una decisione definitiva, in parte ostacolati dall’Spd, allora partner di minoranza del governo. Con l’entrata in carica della “coalizione semaforo”, formata Spd (questa volta partito di maggioranza), Verdi e Fdp, la necessità di modernizzazione delle forze aeree è tornato in cima all’agenda politica, venendo anche incluso nell’accordo di coalizione.

LE NECESSITÀ DELLA LUFTWAFFE

Tra i punti politicamente più delicati c’è la necessità di rimpiazzare la capacità dei Tornado di trasportare ordigni atomici, secondo la politica della condivisione nucleare. Un tema sul quale Berlino si interfaccia con gli impegni richiesti dall’Alleanza Atlantica e che vede il programma F-35 in pista con soluzioni competitive dal punto di vista dei costi. Comunque sia, l’esigenza che più preme i vertici della forza armata è quella di dotare la Luftwaffe di moderni apparecchi in grado di affrontare i contemporanei scenari di guerra elettronica. La decisione di escludere l’F-35 e orientarsi tra l’Eurofighter e l’F/A-18, nella versione più moderna Super Hornet Block III e in quella Growler, non era in linea con i desideri della forza aerea tedesca, che sperava in un aereo avanzato per l’attacco elettronico.

L’OSTACOLO PARIGINO

Per Berlino la decisione di escludere la scelta dell’F-35 dal possibile novero di successori ai propri Tornado aveva anche un risvolto geopolitico europeo. L’approvvigionamento di F/A-18, infatti, avrebbe potuto essere presentata alla Francia come una soluzione ad interim, che non avrebbe messo in discussione il progetto congiunto sul sistema aereo di sesta generazione Fcas. L’acquisto dei caccia della Lockheed Martin, attualmente il sistema di combattimento aereo più avanzato al mondo, potrebbe essere visto da Parigi come una soluzione a ben più lunga scadenza.

L’ATTENZIONE DELL’ITALIA

La questione è di estremo interesse anche per l’Italia, dal momento che nel nostro Paese è ospitato, a Cameri, il centro di assemblaggio e verifica finale del programma europeo del caccia della Lockheed Martin. Qui già vengono assemblati i velivoli destinati all’Olanda, e con la recente adesione di Svizzera e Finlandia al programma F-35, l’Italia già si trova in una posizione privilegiata per inserirsi nella linea di produzione anche dei caccia destinati ai due Paesi. L’adesione anche della Germania al progetto potrebbe rappresentare per le nostre industrie coinvolte un ulteriore momento di partecipazione, con tutte le ricadute del caso.

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