Mosca tiene alta la tensione su Kiev e sull’Occidente muovendo per mare e per terra le proprie Forze armate. Un gruppo navale anfibio della Marina russa ha attraversato lo stretto di Gibilterra diretto verso il Mar Nero mentre ogni giorno giungono in Bielorussia nuove truppe, mezzi e materiali. Solo oggi, 12 sistemi missilistici antiaerei Pantsir-S

Tre unità della Voenno-morskoj flot (Vmf), la Marina militare russa, parte del Secondo gruppo da sbarco, hanno attraversato lo stretto di Gibilterra, e incrociano il Mediterraneo dirette, con ogni probabilità, verso il Mar Nero. Tutte e tre le navi sono progettate per sostenere un assalto anfibio. Il Cremlino, tra l’altro, invia le sue navi in un momento in cui nelle stesse acque è attiva “Neptune strike 2022”, l’esercitazione Nato a cui partecipa anche la portaerei nucleare americana Uss Harry S. Truman. Inoltre, non si arresta il flusso di truppe verso la Bielorussia, ufficialmente per un’esercitazione, ad appena 150 chilometri da Kiev. In queste ore, annuncia il ministero della Difesa russo, nel paese guidato da Lukashenko sono stati schierati 12 sistemi missilistici antiaerei Pantsir-S. Quando anche il gruppo anfibio sarà in posizione, la Russia avrà completato un accerchiamento dell’Ucraina su tre lati.

La forza navale russa

La flottiglia ha lasciato la base della Flotta Settentrionale di Kalinigrad a inizio anno. Il gruppo è composto da due unità della classe Ropucha, la Olenegorskiy Gornyak e la Georgiy Pobedonosets, e dalla più grande Pyotr Morgunov (classe Ivan Gren). Quest’ultima ha un dislocamento di oltre cinquemila tonnellate, ed è in grado da sola di trasportare fino a tredici carri armati da battaglia o una trentina di veicoli corazzati per la fanteria e trecento marines. Le unità di classe Ropucha, invece, sono progettate trasportare oltre 450 tonnellate di materiale, compresi una ventina di veicoli corazzati, pensate per far arrivare le truppe direttamente a terra grazie ai portelloni posti sia a prua che a poppa.

Solo un’avanguardia?

Si tratta però solo di una parte dell’intera forza navale che Mosca ha inviato nel Mediterraneo. Altre tre unità hanno infatti lasciato Kaliningrad insieme al gruppo di ieri. Si tratta delle Korolev, Minsk and Kaliningrad, altre tre navi da sbarco della Flotta baltica tutte di classe Ropucha, che il 19 gennaio hanno attraversato il canale della Manica venendo seguite con preoccupazione dalle flotte di diverse nazioni europee. A loro potrebbero aggiungersi anche le unità della Flotta russa del Pacifico, in particolare l’incrociatore lanciamissili Varyag, un cacciatorpediniere antisottomarino classe Udaloy, più svariate unità logistiche e di supporto.

Le capacità anfibie nel Mar Nero

Non è chiaro quante unità siano imbarcate sulle navi russe. La base di Kaliningrad ospita la 336esima Brigata di fanteria navale delle Guardie, un’unità considerata d’élite. A Sebastopoli, invece, si trova la 810ima Brigata di fanteria navale. Le navi da sbarco partite da Kaliningrad unite a quelle già presenti nel Mar Nero saranno più che sufficienti per sbarcare una forza delle dimensioni di un’intera brigata direttamente sulle coste dell’Ucraina.

Anche via terra

Nel frattempo, il contingente russo in Bielorussia, ufficialmente presente nel Paese per delle esercitazioni militari, continua ad aumentare. Secondo le stime della Nato l’ordine di grandezza sarebbe delle “migliaia” di unità, comprese unità pesanti, velivoli di ogni genere e sistemi d’arma avanzati. Mosca ha anche confermato la presenza nel Paesi dei propri caccia Sukhoi Su-35, insieme a sistemi lanciamissili (forse i BM-27 Uragan). Le rassicurazioni di Mosca sulla natura “addestrativa” della presenza dei propri militari non convincono il governo di Kiev, con la capitale stessa che dista appena 150 chilometri dal confine bielorusso.

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