Al via nel Mediterraneo l’esercitazione navale della Nato “Neptune strike 2022”, al centro della quale c’è la porterei nucleare americana Truman. Sebbene sia pianificata da tempo, l’esercitazione arriva nel momento di maggiore tensione tra l’Alleanza e la Russia

Le unità dello Striking and support forces command della Nato, la cosiddetta StrikeForNato, e della Sesta flotta degli Stati Uniti hanno dato il via all’esercitazione “Neptune strike 2022” nelle acque del mar Mediterraneo. L’esercitazione vedrà la partecipazione del gruppo portaerei americano della Uss Harry S. Truman, comprese le unità di scorta e la componente area imbarcata. L’esercitazione, che includerà una serie di operazioni di pattugliamento marittimo, anti sottomarino e di protezione aeronavale, durerà fino al 4 febbraio, con l’obiettivo di integrare le diverse capacità di prontezza delle flotte Nato. Secondo il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, l’esercitazione “È un segno forte di unità transatlantica”.

Le tensioni con la Russia

Sebbene pianificata da tempo, la decisione di attivare l’esercitazione arriva nel momento di maggiore tensione tra l’Alleanza e la Russia. Il Pentagono, attraverso il portavoce ufficiale, John Kirby, ha assicurato che l’esercitazione era pianificata da tempo e non prevede scenari direttamente corrispondenti con l’attuale situazione geopolitica europea. Tuttavia, l’ammassamento di truppe russe al confine dell’Ucraina è un elemento di preoccupazione per Washington, e il tema è stato discusso anche in fase di preparazione di Neptune strike 2022: “Dopo tutte le considerazioni e discussioni con i nostri alleati Nato – ha proseguito Kirby – si è deciso di andare avanti lo stesso”.

La presenza della Harry Truman

L’unità di punta dell’esercitazione sarà la portaerei a propulsione nucleare Harry Truman. La Uss Truman è accompagnata da un incrociatore lancia-missili classe Ticonderoga e da cinque cacciatorpediniere della classe Arleigh-Burke. Il gruppo navale, alle dipendenze della Sesta flotta, verrà per l’occasione posto alle dirette dipendenze del comando Nato, la prima volta che accade dai tempi della Guerra fredda. Secondo il vice ammiraglio Gene Black, comandante della Sesta flotta e di StrikeForNato: “La capacità degli staff combinati dei due comandi di garantire il passaggio di responsabilità del Carrier Strike Group della Harry S. Truman, dimostra la potenza e la coesione delle nostre forze marittime e dell’Alleanza”.

Il programma Neptune

L’esercitazione che prende il via oggi rappresenta la fase operativa di una serie di iniziative della Nato riunite nel progetto Neptune, programmato nel 2020. L’obiettivo principale delle attività è quello di superare le difficoltà nell’integrazione dei sistemi di comando e controllo di un gruppo portaerei all’interno di una struttura della Nato. I precedenti appuntamenti del programma hanno visto una serie di esercitazioni congiunte presso il quartier generale della Sesta flotta a Napoli, lo scorso anno. Sempre nel 2021, e in previsione di Neptune strike 2022, gli staff di StrikeForNato, la cui sede si trova a Oeiras, in Portogallo, e della Sesta flotta si erano imbarcati sull’ammiraglia delle forze Usa nel Mediterraneo, la Uss Mount Whitney, per sviluppare le procedure operative necessarie all’avvio dell’esercitazione vera e propria.

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