Il militare che ha diretto le forze speciali di Pechino nello Xinjiang è stato promosso a capo della sicurezza nell’ex colonia britannica

Il governo di Xi Jinping sta ristrutturando l’organigramma del potere a Hong Kong dopo aver di fatto ucciso il movimento pro-democrazia. In seguito all’insediamento di un nuovo Consiglio legislativo – composto integramente da membri a favore della “patria” e senza nessuna voce dissidente (qui l’articolo di Formiche.net) -, ora è il turno di un tassello importante per mantenere il controllo sull’isola: le forze di sicurezza.

La Costituzione di Hong Kong prevede un corpo di polizia locale, ma dal 1997 la Cina continua ad avere quattro caserme militari. E in più, la nuova legge per la sicurezza nazionale ha dato agli agenti della Cina continentale il potere di operare liberamente nell’ex colonia britannica.

Ora, a guidare l’esercito di Hong Kong sarà un generale nominato da Pechino. L’agenzia statale cinese Xinhua ha annunciato che Peng Jingtang, vicecapo dello Stato maggiore della Polizia armata del popolo, sarà il comandante dell’esercito di Hong Kong.

Tra le poche informazioni che ci sono sulla carriera di Peng c’è il percorso come capo dello Stato maggiore del corpo di Polizia armata nello Xinjiang, che fa parte delle forze paramilitari cinesi che hanno perseguitato molti membri della comunità uigura.

Secondo il Washington Post, Peng è stato incaricato di addestrare una squadra d’élite nota come “Mountain Eagles” per eseguire le misure necessarie contro il terrorismo nella regione e tutta la Cina.

La polizia armata cinese è una forza di polizia paramilitare accusata di reprimere il dissenso con la violenza. “Al culmine delle proteste pro-democrazia di Hong Kong nel 2019 – si legge su Washington Post -, la Cina ha spostato un grosso contingente in uno stadio a Shenzhen, appena oltre il confine settentrionale di Hong Kong con la Cina continentale, sollevando il timore che fosse pianificata una violenta repressione”.

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