Psicologia? Una questione di sicurezza nazionale. In Svezia il governo lancia un’agenzia a metà tra intelligence, Difesa e cybersecurity. Russia e Cina avvisate: arriva l’Agenzia per la difesa psicologica. Ecco cosa farà

La psicologia è anche questione di sicurezza nazionale. Ne è convinta la Svezia, che il primo gennaio ha inaugurato l’“Agenzia per la difesa psicologica”. Obiettivo: “Salvaguardare la nostra società democratica e aperta, l’informazione libera e l’indipendenza della Svezia”, spiega il sito. Non si tratta di psicoanalisi ma di un progetto che è unico nel suo genere in Europa, ha spiegato il governo guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson.

La struttura sarà snella – partirà con quarantasei dipendenti – e avrà sede nelle città di Karlstad e Solna. A guidarla come direttore generale Henrik Landerholm, ex ufficiale dell’esercito e già ambasciatore svedese negli Emirati Arabi Uniti. Lavorerà 24 h al giorno con una sola missione: “Identificare, analizzare, riconoscere e prevenire un’influenza maligna sull’informazione o campagne di disinformazione dirette contro la Svezia e i suoi interessi nazionali e internazionali”.

 

La struttura dell’agenzia

Molto più di una semplice task force contro le fake news. Sì perché il focus principale dell’agenzia sarà scovare in anticipo le campagne di influenza con una regia dall’estero. E individuare “gli attori che dentro e fuori la Svezia portano avanti un’agenda per colpire la fiducia pubblica verso il Paese e la sua società aperta e democratica usando metodi come l’ansia e argomenti con un impatto sociale fortemente polarizzante”.

In poche parole, “gli attori stranieri che comportano una minaccia”, dice al Washington Post il vicedirettore Magnus Hjort, “Russia e Cina spesso ricorrono ad attività di influenza nel campo dell’informazione, ma vediamo anche altri soggetti in azione”. In verità in Europa non mancano esperimenti simili. Lo scorso luglio ad esempio il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la nascita di un’agenzia “di vigilanza e protezione contro le interferenze digitali straniere” in vista delle elezioni presidenziali del 2022.

La struttura dell’intelligence svedese (Fonte: Intelligence College in Europe, ICE)

Ma quello svedese resta un caso di scuola, perché la nuova agenzia avrà il più ampio compito di impedire un intossicamento dello spazio informativo a causa di campagne lanciate dentro e fuori il Paese, non solo a ridosso di un’elezione. Il progetto parte da lontano, dal 2018. Quell’anno l’agenzia dei Servizi segreti per l’interno, il FRA (Försvarests radioanstalt) aveva lanciato un allarme sulle interferenze nelle elezioni nazionali, denunciando l’attività di “una potenza straniera che esercita influenza sulla Svezia nel lungo termine”. L’agenzia è già operativa. Sarà divisa in tre dipartimenti, uno amministrativo, uno per le “operazioni” e un altro per la “costruzione di capacità” e sarà posta sotto il ministero della Giustizia”.

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