Un missile degli Houthi intercettato dal Thaad emiratino. Per la prima volta il sistema di difesa aerea americano è entrato in funzione per difendere la base di Al-Dhafra

Il Terminal high altitude area defense system, più noto come Thaad, di proprietà degli Emirati Arabi Uniti e sviluppato dall’esercito statunitense, ha intercettato un missile balistico lunedì durante un attacco da parte dei militanti yemeniti Houthi ad Abu Dhabi, segnandone il primo uso noto in un’operazione militare reale.

Secondo quando riporta Defense News, il sistema di difesa missilistica multimiliardario realizzato da Lockheed Martin, ha messo fuori uso un missile balistico a medio raggio utilizzato per attaccare un impianto petrolifero degli Emirati vicino alla base aerea di Al-Dhafra, un’infrastruttura negli Emirati che ospita forze statunitensi e francesi.

L’attacco, che ha utilizzato missili da crociera, missili balistici e droni, ha ucciso tre civili ferendone altri sei, e sollevato molti commenti e analisi, dato che ha segnato il ritorno di questo genere di operazioni contro il territorio emiratino. Dell’intercettazione ha parlato, senza fornire dettagli, anche l’ambasciatore degli UAE negli Stati Uniti, Yousef Al Otaiba, in un evento virtuale sponsorizzato dal Jewish Institute for National Security of America.

Il Comando Centrale del Pentagono, quello che copre il quadrante mediorientale, venerdì ha confermato che “una potenziale minaccia in entrata” aveva costretto il personale statunitense ad Al-Dhafra nei loro bunker per circa 30 minuti domenica sera, d che ora i militari Usa sono in una fase di “accresciuta postura di allerta”.

Lockheed Martin ha rifiutato di commentare, lo stesso hanno fatto il governo americano e l’ambasciata emiratina. Thaad, progettato per contrastare i missili balistici a corto, medio e lungo raggio, è stato inizialmente sviluppato negli anni Novanta: ha faticato nei primi test, ma ha avuto un track record di affidabilità costante da quando l’azienda di Bethesda nel 2000 ha vinto il contratto di sviluppo per trasformarlo in un’unità tattica mobile dell’esercito.

Gli Stati Uniti hanno schierato Thaad in tutto il mondo, a Guam, Israele, Corea del Sud e Giappone. Nel 2017, l’Arabia Saudita ha accettato di acquistarlo in un accordo che si pensa valga fino a 15 miliardi di dollari. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati il primo cliente straniero per il sistema e hanno piazzato le prime unità nel 2015 e nel 2016.

Questa settimana, Abu Dhabi ha chiesto aiuto agli Stati Uniti per rafforzare le sue difese contro missili e droni e impedire che le armi vengano trasportate agli Houthi, secondo una dichiarazione che l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Washington ha pubblicato su Twitter. L’attacco ha messo in chiaro quanto la sicurezza generale nel Golfo sia precaria, come ha spiegato Eleonora Ardemagni su queste colonne.

In una chiamata mercoledì con il principe ereditario emiratino e ministro della Difesa, Mohamed bin Zayed, il segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin, “ha sottolineato il suo incrollabile sostegno alla sicurezza e alla difesa del territorio degli Emirati Arabi Uniti contro tutte le minacce”. Da allora il Pentagono ha rifiutato di fornire dettagli sulle richieste di Abu Dhabi, sebbene si sappia da un po’ che gli Emirati stanno chiedendo batterie Patriot, che tra l’altro gli Stati Uniti hanno spostato recentemente dalle loro basi in Arabia Saudita per riposizionarli in Australia. Esistono possibilità che a sopperire alla copertura aerea di questi Paesi del Golfo sia Israele, che tra l’altro con gli Emirati tra l’altro ha rapporti normalizzati (e ora molto stretti) dopo gli Accordi di Abramo.

Otaiba — noto per avere ottime entrature bipartisan tra la politica di Washington — in questi giorni è stato impegnato in incontri a Capitol Hill che riguardano sia la difesa e la sicurezza sia il re-inserimento dei ribelli yemeniti nella lista delle organizzazioni terroristiche. Abu Dhabi si era vista sospendere alcune forniture militari nei primi mesi dell’amministrazione Biden.

Il Congresso è stato generalmente aperto alle richieste di armi per difendersi dagli attacchi Houthi degli Emirati, ma è probabile che i funzionari degli Emirati affrontino domande sui crescenti legami del paese con la Cina e sulle accuse a proposito del coinvolgimento emiratino  nella guerra in Libia o nel Tigray.

Gli Houthi hanno usato droni e missili per attaccare l’Arabia Saudita e obiettivi petroliferi nel Golfo Persico nel corso della guerra dello Yemen, giunta al suo ottavo anno. L’attacco di lunedì è stato il primo riconoscimento degli Emirati Arabi Uniti di essere stati colpiti dagli Houthi. Diversi civili sono morti in Arabia Saudita per attacchi Houthi transfrontalieri. Ci sono molte ricostruzioni a proposito della linea di rifornimento militare che l’Iran ha aperto con i ribelli yemeniti.

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